Venerdì 21 Giugno 2024

Tajani, con uso armi in Russia cresce rischio terza guerra

Le scelte di Scholz non sono le nostre. Basta un piccolo errore

Tajani, con uso armi in Russia cresce rischio terza guerra

Tajani, con uso armi in Russia cresce rischio terza guerra

"Le scelte e le dichiarazioni di Scholz" sull'uso delle armi tedesche in territorio russo "non sono le nostre. Attenzione perché" i rischi "di una terza guerra mondiale aumentano se non si fa attenzione. Basta un piccolo errore per conseguenze nefaste. Questo deve essere chiaro". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, al Convegno Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria "Diritti al voto. Volti d'Europa, sguardo sul mondo", a Rapallo. "Siamo fermi a difendere l'Ucraina, ma lo siamo anche nel difendere la pace", ha aggiunto. "Sostegno all'Ucraina è incondizionato. Noi stiamo per inviare un altro pacchetto" di aiuti e armi "è questione di settimane. Siamo al lavoro" ha detto Tajani, "come sempre viene informato il Copasir, quindi il Parlamento è informato", ha aggiunto. "Mi auguro che la roadmap israeliana presentata da Biden possa avere successo, il nostro obiettivo è la pace, dobbiamo arrivare a un immediato cessate il fuoco e alla liberazione di tutti gli ostaggi israeliani, per portare gli aiuti alimentari alla popolazione civile palestinese, che non ha nulla a che vedere con Hamas". Così il ministro degli Esteri commenta i segnali positivi di Hamas e Israele sulla roadmap proposta da Israele per fermare il conflitto a Gaza e consentire il rilascio degli ostaggi. "Per riconoscere lo Stato palestinese bisogna vedere quale è e quali sono i confini, l'Italia vuole riconoscere lo Stato palestinese, - ribadisce Tajani - ma deve nascere da un mutuo riconoscimento della Palestina da parte di Israele, di Israele da parte della Palestina, altrimenti non si costruisce un progetto di pace che può durare negli anni, serve un mutuo riconoscimento. Per preparare il terreno siamo pronti a inviare i nostri militari in una missione dell'Onu tra Gaza e la Cisgiordania a guida araba, per contribuire alla costruzione dello Stato palestinese".