Venerdì 24 Maggio 2024

Strage di Suviana: chiese gremite in Puglia e in Sicilia per i funerali di Pisani e Franchina

Lacrime e applausi al passaggio del feretro del 73enne. Grande commozione per l’ultimo saluto al 35enne siciliano

Chiesa gremita a San Marzano di San Giuseppe in provincia di Taranto, dove si stanno svolgendo i funerali di Mario Pisani, di 73 anni, una delle sette vittime della strage della centrale idroelettrica di Bargi, sul lago di Suviana (Bologna). La messa viene celebrata nella parrocchia San Carlo Borromeo, in piazza Milite ignoto.

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Lacrime e applausi hanno accolto l'arrivo del feretro. All'esterno della chiesa tre corone di fiori con biglietti di condoglianze di Enel green power, società proprietaria della centrale di Suviana, Enel e Siemens Energy, una delle società appaltatrici. In prima fila i familiari dell'uomo, la moglie Grazia, i tre figli Fabio, Matteo e Valentina con i cinque nipoti, il fratello Antonio, la cognata Pina e gli zii. Poi il sindaco Francesco Leo, con indosso la fascia tricolore. Il 73enne era il più anziano tra le vittime della tragedia. Una delle domande ricorrenti che hanno animato dopo il drammatico incidente è cosa ci facesse lì alla sua età. Ma Mario Pisani non ricopriva la mansione di operaio, non metteva mani alle tubazioni, era un tecnico di lungo corso e svolgeva - a quanto si è appreso - il ruolo di supervisore, in particolare sulle questioni elettriche, per la sua esperienza in materia impiantistica e gestione di sistemi complessi.

Strage di Suviana: chiesa gremita in Puglia per funerali Pisani
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Nello stesso giorno, ma nel Messinese, anche le esequie della vittima più giovane: Vincenzo Franchina, 35 anni, che lascia un bimbo di 3 mesi e la moglie sposata da appena un anno. “Era un giovane al quale ti affezionavi subito con cui entravi subito in sintonia, la sua timidezza innata gli impediva di mettersi al centro dell'attenzione”, ha detto il parroco padre Pietro Pizzuto durante l’omelia. “Tutti insieme piangiamo questa perdita incolmabile, è una doppia tragedia, la tragedia di chi perde la vita lavorando e di chi è costretto a vivere lontano non per una scelta ma per un obbligo”, le parole del sindaco di Sinagra Nino Musca.