Giovedì 11 Aprile 2024

Rapporto Unicef Ue, 20 milioni bambini a rischio povertà, 1 su 4

11 milioni con problemi di salute mentale

Rapporto Unicef Ue, 20 milioni bambini a rischio povertà, 1 su 4

Rapporto Unicef Ue, 20 milioni bambini a rischio povertà, 1 su 4

Venti milioni di bambini, uno su quattro, nei Paesi dell'Ue è a rischio di povertà o esclusione sociale. Si tratta di un aumento di quasi 1 milione di bambini dal 2019. Più di 11 milioni di bambini e giovani nell'Ue soffrono di problematiche legate alla salute mentale. Gli adolescenti hanno maggiori probabilità di essere esposti a problematiche legate alla salute mentale, che colpiscono un quinto dei giovani tra i 15 e i 19 anni. E' quanto emerge dal rapporto Unicef "La condizione dei bambini nell'Unione Europea 2024" pubblicato oggi dove aumento della povertà, deterioramento della salute mentale, abusi sessuali online ed esposizione all'inquinamento sono tra le sfide affrontate da milioni di bambini in tutta l'Ue. In vista delle elezioni del Parlamento europeo, l'Unicef esorta l'Unione Europea a salvaguardare e rafforzare i diritti dei minori. Sebbene vi sia una grave carenza di dati sulla salute mentale a livello dell'Ue, il rapporto rileva - viene fatto notare dall'Unicef - che in diversi Paesi si è registrato un aumento dei problemi di salute mentale tra i giovani europei durante e dopo la pandemia da Covid-19. Quasi 1 bambino su 20 è esposto a livelli elevati di inquinamento da pesticidi, che può essere particolarmente dannoso per i bambini ed è stato collegato a effetti dannosi sulla salute e a ritardi nello sviluppo. Il rapporto rileva inoltre che nel 2019, l'anno più recente in cui sono disponibili i dati, sono stati registrati 472 decessi di bambini e giovani nell'Ue a causa dell'inquinamento atmosferico, la maggior parte dei quali aveva meno di un anno. Pur creando molte opportunità per i bambini e i giovani, i rapidi sviluppi della tecnologia digitale espongono i bambini ad abusi, tra cui discorsi di odio, cyberbullismo e sfruttamento sessuale. Il rapporto evidenzia che 1 bambino su 8, a partire dai 12 anni, riceve regolarmente richieste online indesiderate a sfondo sessuale.