Giovedì 30 Maggio 2024

Morto Vincenzo Agostino, una vita in nome del figlio Nino ucciso dalla Mafia

La sua barba bianca era diventata il simbolo della ricerca di verità e giustizia per il duplice omicidio del figlio e della nuora, incinta, avvenuto l’8 agosto del 1989

Vincenzo Agostino con la moglie Augusta Schiera

Vincenzo Agostino con la moglie Augusta Schiera

Palermo, 21 aprile 2024 – È morto Vincenzo Agostino, 87 anni, che per tanti anni si è battuto per ottenere giustizia per la morte del figlio Nino, l'agente di polizia assassinato dalla mafia, assieme alla moglie incinta Ida Castelluccio, l'8 agosto del 1989. Era conosciuto per il suo impegno e per la lunga barba bianca: l'avrebbe tagliata solo dopo che fosse stata fatta verità sui mandati del duplice omicidio e sul depistaggio delle indagini. 

Per quei delitti sono state accusate tre persone, tra le quali il boss di Resuttana Nino Madonia, il killer preferito da Totò Riina, che ha optato per il rito abbreviato e nel 2021 è stato condannato all'ergastolo, confermato anche in appello il 5 ottobre scorso. Anche quel giorno Vincenzo – accompagnato dalle figlie, dai nipoti e dalla sua inseparabile scorta ma senza più la moglie Augusta Schiera, scomparsa nel 2019 – si presentò al palazzo di giustizia di Palermo.

Il caso dell’agente Nino Agostino

Nino Agostino era un agente in servizio al commissariato San Lorenzo di Palermo che avrebbe fatto parte, inoltre, di un gruppo che collaborava con i Servizi segreti per la cattura dei latitanti mafiosi. Questa sarebbe stata la causa della sua morte decisa da Cosa nostra. I molteplici depistaggi alle indagini, sono venuti alla luce anche grazie alla perseveranza di Vincenzo Agostino e di sua moglie Augusta Schiera.

Un momento, importante, in questa lunga e faticosa battaglia di verità, fu il 26 febbraio 2016, quando nell'aula bunker del carcere Ucciardone ci fu un drammatico riconoscimento all'americana. Vincenzo riconobbe in "faccia da mostro" Giovanni Aiello, ex poliziotto e ritenuto killer che orbitava tra servizi e criminalità: "Io ho fatto il mio dovere. Ora – disse al termine di quella giornata – tocca alla magistratura. Ho riconosciuto faccia da mostro anche se era ben truccato. Erano in tre per il confronto ma l'ho riconosciuto subito. Come ho detto in tutti questi anni quella faccia è indimenticabile". Vincenzo Agostino, infatti, aveva raccontato ai magistrati che qualche giorno prima del delitto in due erano venuti a cercare suo figlio nella casa di Carini, si qualificarono come colleghi e uno aveva un volto butterato, da mostro. "Indimenticabile", appunto.