Venerdì 12 Aprile 2024

Marina Militare, '2023 anno sfidante', ancora carenza personale

Credendino, 'dimostrata prontezza, versatilità e flessibilità'

Marina Militare, '2023 anno sfidante', ancora carenza personale

Credendino, 'dimostrata prontezza, versatilità e flessibilità'

Il 2023 per la Marina Militare italiana è stato "un anno sfidante" - come sottolinea il capo di Stato Maggiore, l'ammiraglio Ennio Credendino - nel quale si è registrato un leggero aumento del personale, seppur ancora insufficiente rispetto all'esigenza minima, e una "forte criticità" per quanto riguarda gli organici civili. È quanto emerge dal rapporto annuale che riassume le attività della forza armata nell'anno appena passato, caratterizzato da numerosi impegni in mare, tra tutti quelli in Ucraina e Medio Oriente. L'impegno medio quotidiano della Marina Militare è stato di 30 navi, 2 sommergibili, 12 sezioni aeree e 10 squadre di abbordaggio, per un totale di circa 4.000 marinai. "Questo impegno - spiega Credendino - ha raggiunto il suo picco il 27 aprile 2023, quando sono state schierate ben 42 navi, 4 sommergibili e 18 sezioni aeree, per un totale di 7.324 marinai". Una presenza importante nelle acque di tutto il mondo, con un focus particolare nel Mediterraneo allargato dove l'Italia è presente con oltre 20 missioni, tra cui le delicate Atalanta e Mediterraneo Sicuro. "Anche nel 2023 - le parole del capo di Stato Maggiore - il nostro strumento operativo ha dimostrato grande valenza in termini di prontezza, versatilità e flessibilità di impiego. Si pensi, ad esempio, all'invio di Nave Vulcano in Mediterraneo Orientale per scopi umanitari ad inizio novembre, avvenuto in sole 48 ore dalla decisione politica, o al tempestivo invio di Nave Fasan in Mar Rosso per proteggere i mercantili nazionali dalla minaccia Houthi, avvenuto in meno di una settimana dalla decisione del vertice del Dicastero Difesa. Altrettanto immediati ed efficaci sono stati gli interventi in occasione dell'alluvione in Libia e del terremoto in Turchia, dove le nostre Unità anfibie hanno portato in brevissimo tempo aiuti e componenti nazionali di soccorso, militari e civili". "Tutto questo - conclude l'ammiraglio - ha comportato un elevatissimo livello di impegno, su tutti i fronti, con tempi di ricondizionamento di personale e mezzi ben inferiori a quelli che dovremmo assicurare. D'altro canto, ridurre la presenza aprirebbe opportunità per l'iniziativa di Paesi che stanno investendo molto in marittimità, a scapito dei nostri interessi come sistema Paese: fallire nel mantenere il vantaggio strategico marittimo renderebbe la nazione più vulnerabile". La Marina Militare, infine, pensa anche al futuro, per affrontare anche le nuove sfide tecnologiche che l'aspettano. Si lavora a innovative unità navali e sottomarini sulla base del multy capability carrier, una sorta di hub strategico facilmente dislocabile dove e quando serve. Andranno avanti poi i lavori per la realizzazione e la ristrutturazione delle infrastrutture a disposizione del personale e delle basi navali.