L'UE intende inviare 3 navi nel Mar Rosso contro gli Houthi.

Il Servizio di Azione Esterna dell'Unione Europea (EEAS) ha presentato una proposta di missione nel Mar Rosso per difendere il commercio internazionale. La proposta prevede il dispiegamento di almeno tre navi da guerra per un anno. La composizione e le regole d'ingaggio sono ancora in fase di definizione. La missione si baserebbe sull'operazione Agenor, guidata dalla Francia e composta da nove Paesi europei. Il processo decisionale potrebbe accelerare se la situazione nella regione peggiora.

L'Ue punta a inviare 3 navi nel Mar Rosso contro Houthi

L'Ue punta a inviare 3 navi nel Mar Rosso contro Houthi

Il Servizio di Azione Esterna dell'Unione Europea (EEAS) ha presentato, secondo quanto si è appreso, la sua proposta di missione nel Mar Rosso per proteggere il commercio internazionale ai 27 Paesi membri dell'UE. La proposta prevede il dispiegamento di almeno tre cacciatorpediniere o fregate antiaeree con capacità multi-missione per un periodo di almeno un anno. La proposta è stata presentata prima degli attacchi degli Stati Uniti e del Regno Unito nello Yemen e specifica che i dettagli esatti e la composizione dell'operazione saranno definiti in fasi successive di pianificazione operativa. Tuttavia, sorge il dubbio che la missione dell'UE, così come concepita, sia già superata. Un diplomatico commenta: "È difficile dirlo. L'impressione è che gli attacchi di Londra e Washington non risolvano completamente la situazione e che quindi un impegno dell'UE diventi necessario". Tuttavia, la definizione precisa delle regole di ingaggio e della composizione del contingente è ancora in corso di definizione. La nuova missione, come illustrato dall'EEAS agli Stati membri, si baserebbe su Agenor, un'operazione di sorveglianza congiunta guidata dalla Francia che copre l'intero Golfo, lo Stretto di Hormuz e parte del Mar Arabico e che coinvolge nove Paesi europei (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia e Portogallo). Il prossimo passo sarà il Comitato di Politica e Sicurezza (Cops) di martedì prossimo, seguito dal Consiglio Affari Esteri (CAE) del 22 gennaio. Tuttavia, l'approvazione finale dovrà attendere febbraio, sempre durante il CAE. Una fonte diplomatica sottolinea che se la situazione nella regione si deteriora ulteriormente, potrebbe essere accelerato il processo decisionale.