Istat, nel 2023 inflazione al 5,7%

A dicembre +0,6% su anno. I prezzi al consumo erano cresciuti dell’8,1% nel 2022

L'inflazione rallenta grazie ai prezzi dei beni energetici (Ansa)
L'inflazione rallenta grazie ai prezzi dei beni energetici (Ansa)

Roma, 16 gennaio 2024 – Nel mese di dicembre 2023 si stima che l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,2% su base mensile e dello 0,6% su base annua (da +0,7% del mese precedente), confermando la stima preliminare. Lo comunica l'Istat. In media, nel 2023 i prezzi al consumo registrano una crescita del 5,7% (+8,1% nel 2022). Al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l'"inflazione di fondo"), i prezzi al consumo crescono del 5,1% (+3,8% nell'anno precedente) e al netto dei soli energetici del 5,3% (+4,1% nel 2022), spiega l'Istituto. Il rallentamento su base tendenziale dell'inflazione è dovuto per lo più ai prezzi dei Beni energetici regolamentati (che accentuano la loro flessione da -34,9% a -41,6%), sottolinea l'Istat.

Secondo Federconsumatori si tratta di “un dato in lieve miglioramento, ma che rimane comunque su livelli elevatissimi e che continua a determinare ricadute allarmanti per le famiglie, specialmente quelle a basso reddito”. Di conseguenza, l’associazione esprime perplessità per quanto riguarda “i passi indietro fatti dal governo, specialmente in relazione ai bonus per l’energia (per cui si restringe la platea dei beneficiari) e l’IVA sul gas, per cui cessa l’agevolazione”. “In tale scenario, abbassare la guardia e abbandonare i sostegni alle famiglie è un grave errore: per questo rivendichiamo misure urgenti e necessarie, per aiutare specialmente i nuclei a basso e medio reddito”, è il monito della Federconsumatori.

“L'anno sembra chiudere un ciclo dell'inflazione ma elementi incertezza ci sono e non lasciano prevedere se alla fine il ciclo si sia effettivamente chiuso” specifica l’Istat, evidenziando anche che il rallentamento del fenomeno “non è stato omogeneo”. Infatti, nel caso delle famiglie con minori capacità di spesa, l’inflazione è rallentata in maniera marcata sin dal primo trimestre dell’anno, passando da +18,4% dell’ultimo trimestre del 2022 a +12,5%, proseguendo con rallentamenti della crescita durante tutto l’anno (+9,4% nel secondo trimestre e +6,7% nel terzo), concludendolo con un’inversione di tendenza arrivando a -1,4% nel quarto trimestre. Andamento simile per le famiglie più abbienti, ma senza l’inversione finale: nel loro caso, nell’ultimo trimestre del 2023, al +2,2%