Giuliano Castellino e Roberto Fiore alla manifestazione dei No Green Pass
Giuliano Castellino e Roberto Fiore alla manifestazione dei No Green Pass

Roma, 10 ottobre 2021 – All’indomani della violenta protesta “no green pass” a Roma sono 12 gli arresti effettuati dalla polizia nella notte fra sabato e domenica. Tra gli arrestati per gli scontri di ieri ci sono Giuliano Castellino e Roberto Fiore, alla guida delle file di squadristi che hanno preso d’assalto la sede romana della Cgil, rispettivamente leader romano e leader nazionale di Forza Nuova. Castellino era già stato fermato e portato in questura nella serata di ieri. No Green pass: chi c'è dietro agli scontri di Roma

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Giuliano Castellino alla manifestazione no Green Pass

Ma chi è Giuliano Castellino?

Attivista di Forza Nuova finito in carcere nel 2019 e condannato in primo grado a 5 anni e mezzo per l'aggressione a due giornalisti de L'Espresso durante una cerimonia per i morti di Acca Larentia, Giuliano Castellino, 45 anni, sei anni fa venne fermato e trovato in possesso di un etto di cocaina, ma poi il giudice stabilì che la droga trovata nel suo motorino fosse per uso personale. Nel tempo colleziona un obbligo di soggiorno, il braccialetto elettronico e un Daspo di 5 anni inflittogli dal questore di Roma per le manifestazioni no green pass e  non potrebbe partecipare a manifestazioni eppure è nelle piazze. Il Daspo, inoltre, lo "dovrebbe" tenere anche lontano dallo stadio, dove si entra solo col green pass. Pizzicato dai fotografi sugli spalti a seguire la Roma, Castellino ha fatto sapere che aveva fatto il tampone: “Quello si può fare, secondo le nostre regole. Sono entrato con il foglio che certifica il risultato negativo”. Il Tribunale che aveva applicato per lui la misura delle sorveglianza speciale aveva specificato che in caso di violazione delle prescrizioni sarebbe stata applicata la reclusione da uno a cinque anni consentendo l'arresto anche fuori flagranza.

Roberto Fiore

Chi è Roberto Fiore?

Leader nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore lo scorso anno a una manifestazione di no mask a Roma, lanciò dalla piazza la linea del movimento neo-fascista in tempi di pandemia: "Questa battaglia per noi è strategica. A eventuali nuovi lockdown risponderemo con la disobbedienza civile e anche incivile”. Uomo d’affari a Londra e poi, una volta tornato in Italia, diventa padre e leader del partito di destra Forza Nuova. Una figura molto controversa quella di Fiore, a cui la trasmissione di Raitre Report ha dedicato un servizio su come sarebbe nato il suo business “capace di fatturare 30 milioni l’anno”. Nato a Roma il 15 aprile del 1959. Sposato con Esmeralda Burgos, dalla quale ha avuto undici figli, il suo nome è legato ai movimenti di estrema destra della capitale da sempre. Tanto che nel 1980 si rifugiò a Londra per sfuggire a un ordine di cattura emesso dalla Procura di Bologna in merito alle indagini sulla strage alla stazione di cui comunque fu dichiarato estraneo. La Commissione europea d’inchiesta su razzismo e xenofobia del 1991 parlò di una sua affiliazione all’MI6 (l’intelligence britannica) fin dai primi anni ’80.

Nel 1999, anno in cui i reati per cui è stato condannato in via definitiva sono andati in prescrizione, Fiore rientra in Italia non più come militante di destra ma come facoltoso uomo d’affari. Fiore torna in Italia come leader di Forza Nuova, partito politico fondato nel 1997 sempre assieme al socio d’affari Massimiliano Morsello.  Alle ultime elezioni europee del maggio 2019, Forza Nuova si è presentata ottenendo in totale lo 0,15% dei voti con Roberto Fiore capolista in ogni circoscrizione che in totale ha ricevuto 5.375 preferenze. Alle politiche 2018 invece il partito di destra si è presentato insieme al Movimento Sciale Fiamma Tricolore sotto le insegne della lista Italia agli Italiani ottenendo lo 0,38% alla Camera e lo 0,49% al Senato