Alfonso Bonafede e Davide Casaleggio
Alfonso Bonafede e Davide Casaleggio

Roma, 11 maggio 2018 - Il Movimento 5 Stelle sta formando un governo con la Lega ma non vuole dimenticare i suoi capisaldi. E, quindi, il contratto di governo giallo-verde tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, se contratto sarà, verrà votato online dagli iscritti del Movimento sulla piattaforma Rousseau. 

La versione definitiva del contratto: si vota dalle 10 alle 20 

Davide Casaleggio, presidente dell'Associazione Rousseau, la spiega così: "Il modello adottato è quello tedesco. In Germania il contratto di governo è stato ratificato dagli iscritti Spd. Noi lo faremo in modo un po' meno costoso, lo faremo online". Annuncio che anche lo stesso Di Maio fece il 24 aprile scorso, ricordando che "quasiasi contratto sarebbe stato ratificato sul web dagli iscritti".

"Come è sempre stato, il voto degli iscritti è l'indirizzo principale da cui il M5S prende le sue decisioni - ha spiegato Casaleggio -. Abbiamo visto che il sistema di voto su Rousseau è sempre stato determinante. Sulla certificazione del voto sulla piattaforma online - ha aggiunto - stiamo lavorando in diverse direzioni. Stiamo lavorando su un sistema di certificazione distribuito su blockchain. Sarà un voto blindato e come sempre assicurato a tutti gli iscritti".
Tradotto dal casaleggese: il Movimento 5 Stelle proverà ad utilizzare una tecnologia capace di potenziare la sicurezza che ha mostrato più di una falla. 

Ma come funziona Rousseau? La democrazia diretta del Movimento 5 Stelle si esplicita attraverso questa piattaforma con cui gli iscritti al M5S possono votare per parlamentarie, regionarie, quirinarie etc... e fare proposte di legge. In quest'ultimo caso, concluso l'accordo tra 5 Stelle e Lega, verrà sottoposto il contratto di governo agli iscritti pentastellati. Per poterlo fare bisogna essere iscritti al 'sistema operativo del Movimento' e avere quindi il via libera per votare. 

Le modalità di voto. Per quanto riguarda il voto del contratto di governo non è ancora stato definito il metodo. Fonti interne al M5S spiegano che gli iscritti stellati potrebbero esprimersi o con un "sì o con un no"  oppure, in alternativa,  potranno votare i vari temi del contratto, forse riassunto in quattro punti. Niente di certo, ancora. Voci interne al M5S non considerano sicura la votazione per lunedì o martedì, visto che alcuni punti del patto restano in ballo. Uno di questi è il conflitto d'interesse che, secondo fonti M5S, è "un tema dirimente, quasi quanto il reddito di cittadinanza". 

Rousseau di lotta, ma non di governo. Un altro aspetto importante è la distinzione tra M5S e governo. Non essendo un monocolore stellato, difficilmente si potrà usare Rousseau - dicono dal M5S - per  quanto concerne le attività di governo. Come ha spiegato Casaleggio "bisogna distinguere tra la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e alla vita democratica del Paese e quella che è la partecipazione degli iscritti del M5S alla vita del Movimento stesso". L'idea di creare un'apposita sezione di Rousseu che riguarda l'esecutivo, insomma, pare per adesso piuttosto futuribile. Come anche la proposta di votare online la squadra del governo giallo-verde, ad oggi, non pare praticabile.

I limiti della piattaforma

I numeri. Fatti salvi i vantaggi di un voto online (in primis la quasi mancanza di costi), restano alcuni limiti. Considerando le precedenti votazioni, è sempre stata oggetto di polemica la scarsità di "affluenza". Prendiamo le ultime parlamentarie: i più votati hanno conquistato 2mila voti, mentre quello che è il leader e candidato premier del M5S, Luigi Di Maio, si è fermato a soltanto 490 preferenze. Per avere un ordine di grandezza, alle ultime primarie del Pd votarono quasi 2 milioni di persone.  

La privacy. Un altro tema sensibile è quello dei dati. Nello Statuto si legge che Rousseau ha il controllo di tutti i dati degli iscritti (nomi, mail, voti nelle varie consultazioni più altri dati che gli iscritti 'danno' alla piattaforma), mentre - così si legge sullo Statuto del Movimento 5 Stelle - "la verifica dell'abilitazione al voto dei votanti e il conteggio dei voti sono effettuati in via automatica dal sistema informatico della cosiddetta. Piattaforma Rousseau; la regolarità delle votazioni è certificata da un organismo indipendente, nominato dal Comitato di Garanzia, o da notaio". Temi, questi, presi anche in esame dal Garante della privacy che, dopo un'istruttoria di merito iniziata l'estate scorsa, ha dettato una serie di misure da adottare. 

La sicurezza. Ultimo punto da considerare - e da migliorare - è quello della sicurezza. Il sistema Rousseau, dal suo debutto del 2016, è infatti stato spesso vittima di attacchi hacker. Gli ultimi proprio in occasione delle ultime parlamentarie prima delle elezioni del 4 marzo. Da qui, anche su questo punto, arrivarono i rilievi del garante sulla mancanza "dei requisiti di sicurezza informatica e di protezione dei dati personali, che dovrebbero caratterizzare un vero e proprio sistema di e-voting".  

Le novità. Il sistema Rousseau, comunque, è in evoluzione. L'ha detto ieri Casaleggio annunciando un Open day a Ivrea il 27 maggio in cui verrà annunciata un'importante novità sulla piattaforma. Il primo passo? "Lo scudo della Rete" della piattaforma Rousseau, cioè un team di avvocati a difesa di attivisti, iscritti ed eletti M5S per eventuali cause intentate nei loro confronti nell'esercizio del proprio mandato. A gestire questa funzione sarà Alfonso Bonafede, avvocato, vicinissimo a Di Maio, e in predicato anche per avere un ministero nel nuovo governo giallo-verde. Forse proprio quello della Giustizia.