Rousseau, sistema operativo del M5S
Rousseau, sistema operativo del M5S

Roma, 6 febbraio 2018 - L'hacker che ha violato ad agosto scorso il sistema Rousseau del Movimento 5 Stelle è stato individuato. "Un attacco politico", ha subito detto Davide Casaleggio. Ma l'hacker ha negato: "Volevo dimostrare i rischi sui dati". Ma qual è l'identikit del pirata informatico che ha violato il sistema stellato? Si tratta di Luigi Gubello, studente padovano di Matematica, nome d'arte (da hacker) Evariste Galois. Ma non è l'unico. Le indagini, infatti, stanno proseguendo anche nei confronti di un altro pirata informatico che violò Rousseau nei giorni successivi, Rogue0, mentre grane analoghe stanno interessando anche il Pd. Il gruppo AnonPlus (che ha rivendicato via Twitter) è entrato nel sito del Pd di Firenze, svelando nimi, cognomi e altri dati. Ma non solo. Su Twitter c'è anche il riferimento ai dati di Matteo Renzi e uno sfottò sottoforma di hashtag: #staisereno. Ma torniamo al Movimento 5 Stelle e al sistema Rousseau. 

Che cos'è il sistema Rousseau?
Si legge sul sito: "Rousseau è la piattaforma del MoVimento 5 Stelle dove puoi esprimere le tue idee e sostenere le sfide in cui credi, proponendo disegni di legge, votando le leggi proposte dagli altri utenti che ritieni più utili o urgenti, e portando tematiche di interesse collettivo all’attenzione dei nostri Portavoce. Il cambiamento è anche nelle tue mani, a partire da qui".

Già, ma in pratica, come funziona? 
La democrazia diretta del Movimento 5 Stelle si esplicita proprio con la piattaforma Rousseau con cui gli iscritti al M5S possono votare per parlamentarie, regionarie, quirinarie etc... e votare anche le proposte di legge. Si tratta, in pratica, del 'sistema operativo del Movimento', cioè un sito internet a cui iscriversi e che fornisce l'accesso alle votazioni. Parliamo di un Movimento che non ha sedi fisiche (non ha 'circoli', 'sezioni' etc...) e che la componente online è preponderante. 
Il sistema operativo Rousseau, in sintesi, prevede diverse funzioni:

1) votazioni 

2) raccolta fondi

3) eventi M5S 

4) partecipazione alla scrittura di leggi regionali, nazionali o europee proposte da consiglieri regionali, parlamentari o europarlamentari (i cosiddetti portavoce).

Di chi è Rousseau?
La gestione del portale è in capo dell’Associazione Rousseau, che ha sede allo stesso indirizzo della Casaleggio Associati. Il presidente e tesoriere è Davide Casaleggio, gli altri amministratori sono il consigliere emiliano Max Bugani, il parlamentare europeo David Borrelli e Pietro Dettori, braccio destro di Casaleggio jr e dipendente della Casaleggio Associati.

Il problema dei dati
Rousseau - si legge nello Statuto - ha il controllo di tutti i dati degli iscritti (nomi, mail, voti nelle varie consultazioni più altri dati che gli iscritti 'danno' alla piattaforma). Così si legge sullo Statuto del Movimento 5 Stelle: "La verifica dell'abilitazione al voto dei votanti ed il conteggio dei voti sono effettuati in via automatica dal sistema informatico della cd. Piattaforma Rousseau; la regolarità delle votazioni è certificata da un organismo indipendente, nominato dal Comitato di Garanzia, o da notaio".

Il Garante della privacy dopo un'istruttoria di merito iniziata l'estate scorsa, ha recentemente ipotizzato sanzioni per le violazioni nel trattamento dei dati personali "dell'Associazione Rousseau, responsabile del trattamento dati del sito del Movimento 5 Stelle e della piattaforma Rousseau" e ha dettato una serie di misure da adottare. Questa una parte della nota del garante della privacy, Antonello Soro: "I voti espressi tramite le funzionalità di e-voting offerte dalla piattaforma vengono archiviati, storicizzati e restano imputabili a uno specifico elettore anche successivamente alla chiusura delle operazioni di voto, consentendo elaborazioni a ritroso con, in astratto, la possibilità di profilare costantemente gli iscritti, sulla base di ogni scelta o preferenza espressa tramite il sistema operativo". 

Gli attacchi hacker e i numeri
Il sistema Rousseau, dal suo debutto del 2016, è stato spesso vittima di attacchi hacker. Secondo i rilievi del garante mancherebbero "quei requisiti di sicurezza informatica e di protezione dei dati personali, che dovrebbero caratterizzare un vero e proprio sistema di e-voting". Senza contare poi il problema dei numeri che ha creato non poche polemiche. In primis perché per sapere i consensi presi da ogni singolo candidato dopo le Parlamentarie si è dovuto attendere fino a tre giorni fa, in secondo luogo per i pochi clic raccolti da ogni stellato in lista. Luigi Di Maio, per dire, alle Parlamentarie ha raccolto soltanto 490 preferenze.