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13 giu 2022

Elezioni Palermo 2022: chi è il nuovo sindaco e i risultati del voto

Roberto Lagalla ottiene il 48%. Caos seggi, forfait di quasi un terzo dei presidenti

13 giu 2022

Palermo, 13 giugno 2022 - Resta confermato, quando sono state scrutinate 527 sezioni su 600, il netto vantaggio di Roberto Lagalla, candidato del centrodestra a sindaco di Palermo. Il professore ha ottenuto il 48,03% delle preferenze contro il 29,02% del candidato del centrosinistra Franco Miceli. Fabrizio Ferrandelli, candidato di +Europa e Azione, ottiene il 14,22%.  Forza Italia si conferma il partito più votato con 11,57% preferenze, seguito dal Pd con l'11,35%. In netto calo rispetto alle precedenti elezioni amministrative il M5S che si ferma al 6,57%. Fratelli d'Italia ottiene il 10,2% dei voti mentre la Lega-Prima l'Italia il 5,26%. Supera il 5% (5,66%) la Dc Nuova dell'ex governatore Totò Cuffaro, al centro delle polemiche sulla 'questione morale' durante la campagna elettorale. 

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I partiti in Consiglio comunale

La composizione del nuovo Consiglio Comunale di Palermo vedrà 24 consiglieri a sostenere il sindaco Pietro Lagalla, dei quali 7 di Forza Italia, 6 di Fratelli d'Italia, 5 di Lavoriamo per Palermo - Lagalla Sindaco, la lista civica del neo primo cittadino, 3 della Democrazia Cristiana e 3 di Prima l'Italia. Saranno 16 i consiglieri comunali di minoranza, guidati dal candidato sindaco del centrosinistra Franco Miceli. Con lui 5 esponenti del Partito Democratico, 4 di Azione +Europa, 3 del Movimento 5 Stelle e altri tre della lista civica di Miceli, Progetto Palermo. 

I risultati in diretta

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Affluenza

L'affluenza in Sicilia si è attestata al 51,3%, relativa ai 120 comuni al voto per le elezioni amministrative. Giunti i dati completi degli ultimi Comuni, la rilevazione dà ragione di una partecipazione che ha interessato 787.228 elettori. A Palermo il dato definitivo è del 41,82%: sono 227.681 i cittadini che hanno votato domenica. Il dato, reso noto dal Comune dopo la chiusura dei seggi avvenuta alle 23 di ieri, è in calo del 10,75% rispetto alle Comunali del 2017: in quell'occasione si recò alle urne il 52,6% dei palermitani. La bassa affluenza potrebbe essere stata causata anche dal caos nella costituzione di numerosi seggi elettorali registrato domenica per via delle defezioni dei presidenti di seggio. In molti i casi i presidenti di seggio supplenti sono stati nominati nella tarda mattinata di domenica.

Il caos dei seggi 

Le elezioni amministrative a Palermo saranno ricordate per il caos dovuto al forfait di quasi un terzo dei presidenti di seggio, che ha innescato pesantissimi disagi agli elettori e agli scrutatori con notevoli ritardi nelle operazioni di voto. La Procura di Palermo sta valutando alcune segnalazioni, e i reati che potrebbero prospettarsi vanno dall'interruzione di pubblico servizio al rifiuto di atti d'ufficio. I presidenti che hanno rinunciato all'incarico son stati 174, su un totale di 600. Un'assenza che è stata scoperta soltanto sabato pomeriggio all'apertura delle sezioni per le operazioni preliminari. A questo si sono aggiunti i ritardi, anche di 4 ore, nella consegna delle schede elettorali. A quel punto è partita una corsa contro il tempo per sostituire i presidenti, con il Comune e la Prefettura che hanno mobilitato risorse interne e rivolgendo un appello rivolto a tutti andando in deroga alle disposizioni che prevedono la selezione dei presidenti da un apposito albo dovendo avere alcune caratteristiche per potere ricevere l'avallo della Corte d'appello. In 64 sono stati trovati poco prima della mezzanotte, mentre per gli altri la ricerca è andata ancora di più per le lunghe, sforando i termini di legge. All'apertura dei seggi, alcune sezioni sono rimaste sbarrate e centinaia di elettori sono stati invitati dagli scrutatori a tornare successivamente.

In realtà già venerdì pomeriggio il Comune aveva chiesto aiuto agli Ordini degli avvocati e dei dottori commercialisti proprio per sostituire gli assenti, anche se il problema è esploso in modo evidente nella giornata di sabato. Spetterà agli investigatori accertare quante rinunce siano state comunicate per tempo e se le ragioni addotte fossero giustificate. Nei giorni scorsi il sistema informatico del Comune è stato colpito da un attacco hacker ed è possibile che molte mail di rinuncia non siano state ricevute per questo dall'amministrazione. Intanto in molti hanno chiesto l'annullamento del voto esprimendo forti critiche al ministero dell'Interno. A chiedere invece una deroga all'orario di voto sono stati il leader della Lega Matteo Salvini, Ignazio La Russa di Fratelli d'Italia e il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Il Viminale ha però escluso la deroga, chiedendo alla Prefettura l'immediato accorpamento delle sezioni senza presidenti a quelle operative, chiarendo inoltre che gli elettori che si troveranno all'interno dei seggi potranno votare anche oltre le 23. Soltanto verso le 13 il ministero dell'Interno ha comunicato che la situazione era tornata alla normalità

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