Elezioni, foto generica (ImagoE)
Elezioni, foto generica (ImagoE)

Roma, 14 settembre 2020 - Un election day particolarmente denso, quello che aspetta gli italiani il 20 e 21 settembre. Un giorno e mezzo di fuoco – domenica si vota dalle 7 alle 23, mentre lunedì solo dalle 7 alle 15 – in cui si terranno elezioni 2020  importanti a livello locale in 7 Regioni e in ben 1.178 Comuni, oltre al referendum costituzionale, che riguarda tutti i cittadini, e a due suppletive, in due seggi uninominali vacanti del Senato. Novità dell'ultima ora: una circolare ai prefetti è allo studio per evitare che si formino assembramenti ai seggi e facilitare le categorie più deboli. Gli elettori non potranno accedere negli edifici con la conseguente formazione di file nei corridoi, ma si dovrà attendere fuori, dove volontari della protezione ci e forze dell'ordine daranno la precedenza ad anziani, donne incinte e soggetti deboli per l'accesso ai seggi.

Elezioni regionali

Sono sette le Regioni che sono chiamate a rinnovare il proprio governo e i vari ‘parlamentini’ territoriali: le elezioni, inizialmente previste tra marzo e giugno scorsi, sono state accorpate e rinviate per l’emergenza Coronavirus. Andranno alle urne gli elettori di Campania, Toscana, Marche, Puglia, Veneto, Liguria e Valle d’Aosta. Di queste, nelle prime quattro la giunta uscente è di centrosinistra; in Veneto e Liguria governa il centrodestra, mentre la Valle D’Aosta è stata costretta alle urne anticipate, dopo che la maggioranza formata da Alpe, Union Valdôtaine Progressiste e Stella Alpina, a sua volta salita in sella dopo un ribaltone, si è sgretolata.

In totale, si tratta di oltre 18 milioni e mezzo di cittadini coinvolti. Si tratta di una fetta di elettori importante, che rende queste urne un test politico importante per l’esecutivo nazionale in carica.

Amministrative

Vanno al voto anche 1.178 Comuni, di cui 610 appartenenti a Regioni a statuto ordinario e 568 Regioni a statuto speciale. Le sfide più importanti in 18 capoluoghi di provincia: Aosta, Trento e Venezia sono anche capoluogo di Regione, seguono poi, in ordine alfabetico, Agrigento, Andria, Arezzo, Bolzano, Chieti, Crotone, Enna, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Matera, Nuoro, Reggio Calabria e Trani.

Referendum costituzionale

Altra partita politica di tutto rispetto, che viaggia su un binario parallelo a quello del voto amministrativo e riguarda tutta l'Italia, è quella del referendum costituzionale: si chiede se confermare il taglio dei parlamentari:  i seggi alla Camera passerebbero da 630 a 400, mentre quelli al Senato da 315 a 200.  Complessivamente, dunque, si tratta di un taglio di un terzo degli eletti: si passerebbe dai circa 96mila abitanti per deputato a circa 151mila. Il referendum è di tipo confermativo, poiché la riforma è già stata approvata dalle Camere: il riduce i parlamentari, il No lascia il numero attuale. Perché sia valido non c’è bisogno di raggiungere il quorum tipico delle consultazioni abrogative. 

Elezioni suppletive

Quando un seggio si trova vacante in quanto il parlamentare che lo occupava ha scelto un altro incarico incompatibile o ha lasciato per motivi di salute o, nei casi peggiori, è morto, si ricorre a una elezione suppletiva nel collegio uninominale in cui era stato eletto. È quanto accadrà i prossimi 20 e 21 settembre nei collegi uninominali Veneto – 09 e Sardegna – 03 per il Senato: i due parlamentari che avevano vinto alle ultime elezioni, infatti, sono deceduti.

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