Domenica 21 Luglio 2024

Un fatto, un’epoca: scooter

Lo stile degli scooter boy mod: adotta, adatta, migliora con fari, specchietti e trombe. Look protetto dalla pioggia con parka militare.

SCOOTER

SCOOTER

"Adopt, Adapt, Improve". Adotta, adatta, migliora sono le parole d’ordine. Quindi prendi uno scooter italiano, preferibilmente bianco o chiaro, a volte rosso: Vespa Gs 150 e 160 o, anche meglio, Lambretta Tv175 o Sx200. Installaci davanti una dozzina di fari bianchi, gialli e pure azzurri. Aggiungici un’altra dozzina, o più, di specchietti retrovisori tutti cromati che riflettono più davanti che di dietro. Mettici sopra anche una mezza dozzina di trombe e cicalini da far un concerto di strombazzate. E stampaci sui lati il tricolore rotondo – rosso, bianco e blu – dell’aviazione inglese oppure dipingi le linee rosse bordate di bianco in campo blu della Union jack, la bandiera del Regno unito. Salta in sella, magari anche quella nei colori dell’Inghilterra, e scarrozza la ragazza per le vie di Londra o verso Brighton beach, come Gregory Peck con Audrey Hepburn in Vacanze romane (1953) di William Wyler. A meno di non andare allo stadio o a combinare qualche riot coi detestati e vetusti rocker in giacca di pelle nera e motocicletta.

È lo stile dello scooter boy mod. Boy, perché alle ragazze non è dato condurre lo il mezzo. E perché in scooter è presto detto: per proteggere il costoso e ricercato look dalle intemperie dell’isola piovosa. Per essere ancor più sicuri di non rovinare gli abiti, nel dress code mod entra anzi a far parte il parka: una giacca militare usata dalle truppe statunitensi durante la guerra di Corea, modello M51.

a cura di Cosimo Rossi