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Vino rosso d’estate, perché no? Ecco 5 bottiglie da bere anche in agosto

Non è un tabù, neppure in questi giorni particolarmente torridi. Ce ne sono di adatti, basta saper scegliere. D’altronde l’Italia, da nord a sud, è ricca di vitigni versatili

Vini rossi d’estate. Non è un tabù, neppure in questi giorni particolarmente torridi. Ce ne sono di adatti, basta saper scegliere bene (meglio evitare il legno) e – perché no? – fargli fare un passaggio in frigorifero prima di stapparli. D’altronde l’Italia è ricca di vitigni versatili: ecco dunque, da nord a sud, una piccola selezione di vini rossi da bere anche in agosto.

Singersangio Igt Toscana

Sangiovese Grignano Prodotto dalla Grignano Winery, una delle principali realtà del Chianti Rufina, il Singersangio è un Sangiovese in purezza che affina per tre mesi in acciaio. La sosta breve e la mancanza di legno permettono di esaltare le note di freschezza del vitigno toscano per eccellenza, che al naso propone un piacevole bouquet di frutti rossi. Accompagna primi piatti leggeri e carni bianche ma anche ricette di pesce di un certo spessore, come ad esempio, per rimanere in Toscana, un bel caciucco.
Euro 20

Visadì Langhe Dolcetto Doc

Dolcetto Domenici Clerico, una delle grandi firme del Barolo, non disdegna i vini più semplici. Semplici nel senso di immediati, diretti, non certo banali. Il suo Visadì è un tipico Dolcetto delle Langhe, morbido e suadente, con evidenti note di rosa e frutti di bosco. Il processo di vinificazione prevede la macerazione sulle bucce con delicata estrazione, per esaltare al massimo l’aromaticità e la bevibilità tipiche del vitigno; l’affinamento avviene in acciaio per mantenerne freschezza e fragranza. Si accompagna bene anche fresco con aperitivi, formaggi, light lunch, con le specialità tipiche langarole, come la battuta di Fassona al coltello o il vitello tonnato e con la classica grigliata di carne da condividere con gli amici nelle serate estive.
Euro 12

Frappato Vittoria Doc

Il Frappato, vitigno autoctono siciliano diffuso soprattutto nella zona di Ragusa, è il fratellino minore del Nero D’Avola. Meno muscolare rispetto al più noto parente, punta sull’eleganza: meno corposità e meno alcol, ma uno straordinario bouquet di frutti rossi – dalla ciliegia al melograno – che si ritrova poi al palato, dove giunge fresco e sottile. Un rosso da pesce e, infatti, in Sicilia accompagna spesso il cous cous. Il Frappato Vittoria Doc di Poggio di Bortolone nasce da vigne a 260 metri sul livello del mare e si caratterizza per il colore particolarmente chiaro. Dopo la fermentazione malolattica, il vino è messo ad affinare in acciaio per un periodo di tre mesi, cui seguono altri due di affinamento in bottiglia.
Euro: 10,50

Croatina Igt Provincia di Pavia

Classico vino da pane e salame, da polenta e gorgonzola; morbido e profumato, piacione e fruttato. L’alternativa lombarda all’onnipresente Lambrusco, per chi ama il rosso un po’ mosso, dalla tipica spuma color porpora. La Croatina Igt Provincia di Pavia della Maggi Francesco, azienda storica dell’Oltrepò, si caratterizza per il colore rosso rubino intenso, per le note di ciliegia e marasca che inebriano il naso, per il sapore vinoso che avvolge subito la bocca.
Euro: 8,50

Schiava Fallwind

Strano vitigno, la Schiava, o Vernatsch, come da nome originale sudtirolese. A lungo la varietà più diffusa e conosciuta dell’Alto Adige, negli anni è finita in secondo piano con l’ascesa del Lagrein e, soprattutto, l’affermarsi degli eleganti Pinot Nero della provincia bolzanina. Ora, grazie anche all’evolversi del mercato che richiede sempre più vini a bassa gradazione, la Schiava è tornata in auge e, in una terra dalla grande vocazione vinicola, regala interpretazioni di tutto rispetto anche in purezza. La Vernatsch Fallwind di San Michele Appiano è ottenuta da vigne selezionate a oltre 400 metri d’altitudine, che garantiscono freschezza e acidità tanto da poter permettere, dopo la fermentazione in acciaio, un affinamento di 5-6 mesi in botte che è cosa rara per un vino di facile beva. Il colore della Schiava Fallwind risulta quindi di un rosso rubino piuttosto intenso, ma al naso mantiene delicate note floreali di rosa e viola, accanto ai classici sentori fruttati di sottobosco che si ritrovano al palato, dove il vino arriva morbido e asciutto.
Euro 10