Con il sostegno di:

«Mare, collina e montagna. Così abbiamo vini unici»


Tre generazioni a vinificare qualità. Marco Di Ruscio, che aspettative dal Vinitaly per la vostra cantina?

«La partecipazione costante a questo importante evento internazionale del vino da oltre 30 anni ci ha permesso di farci conoscere e far conoscere i nostri prodotti a nuovi clienti».

Siete tra i pochi a produrre il Sangiovese vinificato in bianco: di cosa si tratta e cosa altro presenterete?

«Il Vinitaly è da sempre l’occasione migliore per presentare le nuove annate dei vini. Questo è anche l’anno della ripartenza e sarà l’occasione giusta per presentare un vino importante per il nostro territorio: il Deviango, Marche bianco Igt ottenuto da uve sangiovese, che nasce dalla collaborazione con altre tre aziende locali che hanno sfruttato le peculiarità del sangiovese vinificato nell’entroterra fermano: questo è infatti il terroir ideale dove il Sangiovese può essere vinificato in bianco. È un vino che unisce la storia e la tradizione dei vini bianchi alla voglia di innovazione di quattro giovani produttori accomunati dallo stesso enologo di creare un vino unico nelle sue caratteristiche gustative e olfattive».

Quali sono i vostri vini storici?

«La nostra prima etichetta nasce nel 1999, Il Rosso del poeta, Rosso Piceno Doc ha un anno di affinamento in barrique e rappresenta l’emblema del nostro claim aziendale. Segue il Campofilonis, Falerio Doc, la più antica delle Marche, che rappresenta anche nelle sue caratteristiche gustative il nostro piccolo borgo e successivamente tutte le altre etichette. Oggi ne vantiamo dodici: Rosso del poeta, Campofilonis, Fontana Fullon, Romantico, La Musa, Ludico, Poesia,
Tenace, Diverso, Vispo, Prima Rosa, Deviango».

Quali caratteristiche hanno i vostri vini?

«Direi uniche grazie al territorio mare-collina-montagna; infatti la vicinanza al mare rende i vini molto freschi profumati e giustamente sapidi, allo stesso tempo la collina e la montagna donano persistenza, corpo, struttura e un’elevata aromaticità grazie alla forte escursione termica tra giorno e notte che si ha nelle zone collinari che donano una buona acidità la quale consente ai vini di avere notevole longevità nel tempo».

Dove sono commercializzati e quante bottiglie producete?

«Il nostro principale mercato è l’Italia. Da circa cinque anni ci siamo affacciati anche sui mercati esteri come Svezia, Norvegia, Ungheria, Polonia e Belgio. Oggi le bottiglie prodotte sono circa centomila».

Quali i progetti per il futuro?

«Sostenibilità e particolare attenzione alla promozione del nostro territorio».