Friuli Venezia Giulia, un viaggio tra natura e cultura

Il fascino e la magia delle Pozze Smeraldine una delle attrattive naturali più belle a Pordenone. Le piscine naturali di Tramonti di Sopra protagoniste delle immagini di Salvatores al Padiglione Italia

Per riprenderle, Gabriele Salvatores ha usato i droni perché dall’alto le Pozze Smeraldine danno la migliore immagine di sé. Ma anche visitandole ad altezza d’uomo il loro fascino non viene intaccato. Le Pozze Smeraldine a Tramonti di Sopra sono una delle attrattive naturali più belle del Friuli Venezia Giulia e raccontano questa parte della regione al Belvedere del Padiglione Italia. Siamo in provincia di Pordenone, esattamente nella Val Tramontina. Passata la sorgente Sgurlina (la sua acqua in borraccia è un must) si arriva alle Pozze seguendo il greto del del torrente Meduna (il principale affluente del Livenza) sulla sinistra. Colore pazzesco senza bisogno di Photoshop, questi piccoli laghi dall’acqua smeraldina appunto, sono incastonati tra due agglomerati montuosi e sono considerati tra i dieci posti d’Italia più belli per prendersi un bagno. Li ha creati, nella sua corsa verso la pianura, secolo dopo secolo, il Meduna scavando lo spettacolare canyon dove si possono ammirare queste centinaia di piscine naturali di tutte le forme e dimensioni arricchite dal gioco di colori e sfumature che il Meduna regala tra le cascate, i salti e le piccole anse del canyon.

D’estate la destinazione è molto affollata, ma più si risale il canyon meno persone si trovano, quindi camminando più degli altri, ci si può ritagliare una piccola oasi di pace sulle rive di una di queste gelide piscine naturali. Ovviamente non le si raggiunge in infradito ma con consono abbigliamento da trekking. Se si desidera proseguire l’escursione dopo la sosta alle Pozze, si può raggiungere attraverso il bosco l’affascinante villaggio abbandonato di Frassaneit. I suoi abitanti si occupavano della legna che doveva essere trasportata a Venezia, ma con la costruzione della diga questa attività smise di esistere e il paese venne abbandonato. Per i fondisti altre due ore e mezzo di cammino per arrivare al Lago del Ciul e un’altra mezz’ora per il Ponte sospeso di Selis situato quasi alla fine del lago. L’ambiente, selvaggio, è dominato da un torrente dalle acque turchesi. Attenzione solo alle zecche che sono numerosissime e pericolose con le loro punture.

Top 5 del Friuli Venezia Giulia

1 IL CASTELLO DI MIRAMARE

Arrivando a Trieste dalla panoramica strada costiera ci si imbatte nel monumentale Castello di Miramare, oggi Museo. Circondato da un rigoglioso parco di 22 ettari, si erge maestoso sulla punta del promontorio di Grignano che abbraccia il golfo di Trieste poco distante dalla città.

IL MUSEO DELLA BORA

A Trieste un mini-museo di 55 metri quadri è dedicato alla bora con una valigia che la contiene, le corde usate in passato per aggrapparvicisi, gli iazzini, ovvero i ramponi da ghiaccio, foto, piccoli mulini, articoli di giornale e ogni ricordo gli abitanti vogliano donare in omaggio al loro vento.

3 I SAPORI DELLA CARNIA

Trivio tra Italia, Austria e Slovenia, la Carnia ha custodito usi e valori tradizionali. Tra questi il Formadi Frant, oggi presidio Slow Food, nato dal recupero delle forme di malga, la cui crosta, gonfia o rotta, induceva a recuperare l’interno tritandolo e riamalgamandolo con panna, sale e pepe che arrivava grazie ai cramars, i venditori di spezie che dopo essere andati Oltralpe, tornavano a casa con l’invenduto.

4 ATTILA UDINE E AQUILEIA

La leggenda vuole che sia stato Attila a erigere il colle su cui si può ammirare dall’alto Udine. Era il 452 e il re degli Unni, che stava assediando Aquileia, avrebbe fatto costruire un terrapieno facendo caricare terra sopra gli scudi e rafforzandola con gli elmi. Il tutto per la crudeltà di vedere ardere la cittadina romana data alle fiamme dai soldati.

5 LA MUSICA E I TALENTI

La giornata Expo dedicata all’Unione europea sul palcoscenico del Millennium Amphitheater ha visto l’esibizione di numerosi artisti europei. A rappresentare l’Italia due friulani, la mezzosoprano di origine sacilese Valentina Volpe Andreazza – direttrice del Coro delle Voci Bianche alla Scala di Milano – e il pianista udinese Matteo Bevilacqua.