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Foliage d’autore nel Parco Nazionale di Abruzzo e Molise, una natura senza paragoni


Riconosciuta fin dal 1977, la Riserva della Biosfera Collemeluccio-Montedimezzo (Isernia) comprende due foreste molto ampie in un’area sub-montana, con picchi oltre i 1.200 metri. Siamo in un luogo magico in cui il tempo si è fermato. Gli habitat principali includono boschi di abeti argentati, querce, faggete e gli abitanti dei piccoli villaggi sparsi nella riserva sono dediti all’agricoltura, all’allevamento e all’artigianato tradizionale. Il paesaggio, tutelato dall’Unesco, è caratterizzato da rilievi, pianure fluviali e lacustri e da alcune sorgenti d’acqua e vanta la presenza di numerose specie animali, tra le quali la salamandra occhialuta, la rana italica, il lupo grigio e la puzzola. L’area non è quasi popolata e anche il turismo non ha grande impatto sul territorio. Infatti i principali fruitori della riserva sono le scolaresche, soprattutto ad aprile e maggio, mentre i visitatori, occasionali, la frequentano soprattutto d’estate. Dunque, manco a dirlo, si tratta di aree importanti per la conservazione della biodiversità, ma sono anche luoghi ideali per educare le giovani generazioni al rispetto della natura e all’uso oculato delle risorse del territorio, fungendo da aule all’aperto. Le due aree sono fruibili grazie a un’ampia rete sentieristica (in particolare, il sentiero Colle San Biagio, a Montedimezzo, garantisce l’accessibilità ai portatori di handicap), lungo la quale periodicamente si organizzano anche gare di orienteering, corse podistiche e di mountain bike. Su richiesta alcune zone possono essere adibite a campeggio e ad aree pic-nic.

A Montedimezzo è presente anche il Centro visitatori, con sezioni dedicate alla geologia, ai legni e alla fauna, una sala proiezioni, recinti faunistici e voliere che ospitano la fauna selvatica in difficoltà recuperata sul territorio. Il 7 luglio 2017 sono entrate nella lista del patrimonio mondiale Unesco anche le faggete vetuste del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Tutte si distinguono perché caratterizzate da un mosaico di forme appartenenti a ogni fase del ciclo strutturale della faggeta stessa e per la loro collocazione geografica lungo il crinale principale dell’Appennino. I siti si sviluppano in ambiente montano su calcari del mesozoico (ad eccezione della faggeta di Val Fondillo che poggia su Dolomia risalente al Lias inferiore). Naturalmente queste foreste ospitano anche specie appartenenti alla grande fauna come l’orso bruno marsicano, il lupo, i cervi e i caprioli, varie specie di Mustelidi (martora, faina), il rarissimo gatto selvatico.

Il Consiglio

Nell’Alto Volturno, Montenero di Val Cocchiara si affaccia sul cosiddetto Pantano della Zittola, oltre 500 ettari di prateria dove si alleva allo stato brado il cavallo Pentro e che in inverno diventa un ecosistema parzialmente umido. Nell’antico feudo una visita da non perdere

Top 5 Molise

  • Lungo i tratturi

La transumanza, il trasferimento stagionale del bestiame lungo le antiche vie dei tratturi, è iscritta nel Patrimonio culturale immateriale Unesco dal dicembre 2019. Tra i fautori di questo traguardo la famiglia Colantuono che esegue il rito l’ultima settimana del mese di maggio.

  • Le campane di Agnone

Ad Agnone (Alto Molise) la Pontificia Fonderia Marinelli da dieci secoli costruisce le campane seguendo un rito millenario che prevede una preghiera al momento della colata. Per Giovanni Paolo II qui fu costruita una campana da donare all’Onu e lo stesso pontefice volle la piccola campana di Santa Maria Maggiore. Annesso all’azienda il museo della campana.

  • Una rotaia tra Molise e Abruzzo

Collega Abruzzo e Molise la Transiberiana d’Italia, storica rotaia che attraversa il cuore verde e protetto dell’Appennino, tra i boschi del Parco Nazionale della Majella e gli altipiani d’Abruzzo. Il collegamento è tra Sulmona e Carpinone in provincia d’Isernia, corre oltre i mille metri d’altitudine ed era già consigliata nelle guide del 1910 dove è citata come Ferrovia dei parchi.

  • I sanniti e la fede

Sulle pendici del monte Caraceno, incastonato tra rocce calcaree dette ‘le morge’ il borgo di Pietrabbondante, in provincia di Isernia, domina la valle del Trigno in località Calcatello. Centro religioso dei Sanniti Pentri, conserva dell’epoca il Santuario Italico.

  • Il castello di Monforte

Il Molise vanta un importante patrimonio fortificato come il castello Monforte a Campobasso, costruito nel XII secolo su un precedente castrum longobardo addossato alle mura ciclopiche di un insediamento sannitico. Per visitare gli esterni e parte dell’interno si può prenotare una visita al numero 348/7691843.