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Eremi e abbazie: Majella magica

Nei luoghi di fede di Pietro Celestino da Morrone. Il patrono dell’Aquila e del Molise visse da santo conducendo una vita ascetica lontano dal mondo tra le aspre montagne del Parco Nazionale

La Chiesa lo venera come uno dei suoi santi e lo celebra con solenni riti liturgici il 19 maggio. Pietro Celestino da Morrone è anche il patrono di Isernia, dove pare sia nato, e compatrono anche dell’Aquila, di Urbino e del Molise. Eppure Dante lo mette all’inferno e nell’immaginario comune è conosciuto come “l’ombra di colui / che fece per viltade il gran rifiuto”. Così ci è descritto nel terzo canto dell’Inferno dal Sommo Poeta, che lo accusa di aver rinunciato alla Cattedra di Pietro e di aver così favorito l’ascesa al soglio pontificio a Bonifacio VIII col quale Dante era proprio in aperta contrapposizione ideologica.

La storia è affascinante e ci riporta a quel Medioevo di lotte tra Papa e Imperatore che non si finisce mai di scoprire. Per ritrovare le tracce di Celestino V, nato fra il 1209 e il 1215 e morto nel 1296, ci si può concedere un bellissimo viaggio nella splendida terra d’Abruzzo, dove si trovano itinerari interamente dedicati al 192º Papa della Chiesa Cattolica. Numerosi sono gli eremi nascosti nei più remoti anfratti, nei più solitari valloni del parco nazionale della Majella. Alcuni raggiungibili in auto, altri solo a piedi e, spesso, con percorsi impegnativi. Sono i eremi che ricordano Celestino, che visse davvero come un santo, conducendo una vita ascetica, lontano dalle tentazioni del mondo, fra le aspre montagne tra la Majella e il Morrone.

Uno dei più celebri è l’Eremo di San Giovanni all’Orfento, che si raggiunge dal piccolo borgo di Decontra, frazione di Caramanico Terme, proseguendo sulla strada sulla sterrata principale fino all’ingresso delimitato dalla Forestale. Da qui inizia la camminata, che prosegue a piedi per almeno quaranta minuti. Ma la fatica è ripagata, perché quando si arriva alla Grotta San Giovanni lo spettacolo è straordinario. C’è solo da superare il tratto finale, attraverso una lunga scalinata scavata nella roccia e una passerella in legno. Qui Pietro da Morrone, insieme a pochi discepoli, visse per quasi nove anni. Ma per gli appassionati di trekking c’è ben oltre. Il Cammino di Celestino è un itinerario di ben novanta chilometri, che i più allenati riescono a percorrere a piedi in sei giorni, tutto all’interno del Parco Nazionale della Majella, tra antiche abbazie, mulattiere ed eremi rupestri, immersi nella natura, tra luoghi carichi di storia e spiritualità.