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Le crociere ripartono sulla Wonder of the Seas, la Las Vegas dei mari

Un gigante per settemila passeggeri, costruito con attenzione all’ambiente. Quest'estate navigherà nel Mediterraneo tra ristoranti, benessere e show hollywoodiani. Siamo saliti a scoprirla

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Quando risali a bordo dopo una passeggiata per il Barrio Gotico di Barcellona con un giro al Moco o al Museo Picasso e una tapa in una delle bodegas lì attorno, e ti immergi in una vasca idromassaggio con vista panoramica sul mare, cercando di decidere fra lo spettacolo di pattinaggio sul ghiaccio o lo show di tuffi e nuoto sincronizzato di atlete olimpioniche, allora, anche se non sei un patito o se non ne hai mai fatta una, potresti rivedere le tue idee su una vacanza in crociera e lasciarti andare al ritmo della nave.

La Wonder of the Seas, la nuova ammiraglia della compagnia americana Royal Caribbean, è appena arrivata nel Mediterraneo per l’inaugurazione e le prime crociere nel Mare Nostrum. Ci siamo saliti, per scoprire com’è e come funziona la nave più grande del mondo.

I numeri della Wonder of the Seas

La Meraviglia dei Mari, costruita nei cantieri di Saint Nazaire in Francia, è una nave da numeri record: è lunga 362 metri (più o meno come 4 campi da calcio) e larga 64. Ospita quasi 7 mila persone (6998) più 2300 di crew, distribuite su 18 piani, serviti da 24 ascensori. Con le sue 236 mila tonnellate di peso e i 6 motori diesel da 96 mila Kw di potenza complessiva che spingono fino ai 22 nodi di velocità, quasi non ti rendi conto di muoverti sulle onde.

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La meganave è anche un salto generazionale quanto all’attenzione verso l’ambiente, il 20% più efficiente della classe precedente: ad esempio, il 90% dell’acqua utilizzata a bordo viene autoprodotta tramite un impianto di desalinizzazione, cannucce e contenitori dei condimenti sono plastic free e in generale i rifiuti vengono triturati, inceneriti e compattati a bordo; ci sono 20 mila piante naturali interrate e coltivate, viene eliminato il 98% delle emissioni di zolfo e c’è un sistema di connettività per azzerare le emissioni una volta attraccata in un porto (anche se non tutti i porti del mondo supportano questo sistema avanzato).

Il ritorno in crociera

La Wonder of the Seas è una delle icone del ritorno alle crociere dopo lo stop forzato a causa della pandemia. Il settore cresceva esponenzialmente fino al 2019, quando si registrarono circa 30 milioni di crocieristi (erano meno di 18 milioni nel 2009); poi ha subito un lungo stop, ma ora si rilancia con misure di sicurezza elevate (tampone prima di salire, sanificazione continua degli ambienti, dispositivi per igienizzare le mani dappertutto) e “il grande entusiasmo della crew per accogliere e intrattenere gli ospiti dopo tanto tempo”, come ci spiega il capitano Henrik Loy. Alcuni appassionati di crociere che incrociamo sul ponte la pensano allo stesso modo: “è un’emozione vedere finalmente una fila di navi colossali pronte a partire, è segno che siamo tornati alla normalità”.

wonder-of-the-sea-nave wonder-of-the-sea-deck Il pubblico è trasversale e in Europa salpano soprattutto spagnoli, italiani, inglesi e americani che volano nel Vecchio Continente e passano una settimana in mare per rilassarsi e avere un’infarinatura di cultura e natura mediterranea. Le partenze sono da Barcellona e Civitavecchia.
Poi, da ottobre, la nave si sposterà nei Caraibi per la stagione invernale.

La vita a bordo

Viaggiare su una nave del genere è come vivere in una città mobile in cui i panorami cambiano ogni giorno, sia dentro che fuori dai ponti. È l’esperienza alla base della sindrome della “crocierite”, una specie di malattia autodiagnosticata in modo ironico dai fan, che colpisce chi si innamora delle vacanze in nave e non può più farne a meno. Un mondo parallelo in cui si scoprono le nuove navi su Youtube, ci si accorda sui blog dedicati e ci si ritrova a bordo a scambiarsi dritte su cocktail e piatti migliori, ponti più panoramici e prossime tratte per cui imbarcarsi. Per Victoria Balabaeva, italiana con 50 crociere alle spalle e un certo seguito su Youtube, dopo la prima “ho pianto, perché non sapendo nuotare avevo paura, ma poi ne ho prenotata subito un’altra”: ora per lei non c’è niente di meglio che un viaggio su una nave così importante (pensando alla prossima).

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A bordo puoi spaziare fra 40 fra ristoranti, bar e lounge e un’offerta molto ampia fra sport, benessere e animazione.
L’approccio è trasversale, con organizzazione “a quartieri”: le cabine spaziano dalle standard da 800 euro a settimana alla Ultimate Family Suite da 10 posti a 35 mila euro a settimana. E il mood è internazionale, con shopping mall, casinò, enormi buffet omnicomprensivi e locali che servono piatti di diverse tradizioni culinarie: l’italiano Giovanni’s, il giapponese Izumi, l’Hooked dedicato al pesce, un messicano da battaglia che serve tacos e nachos e il Mason Jar, che ha ambientazione, musica e sapori cajun del sud degli Stati Uniti.

Una Las Vegas sul mare

Se di giorno vuoi muoverti e mantenerti in forma, c’è l’imbarazzo (davvero) della scelta. Oltre alle piscine classiche c’è quella in cui imparare a cavalcare l’onda da surf, gli scivoli acquatici, la palestra con sezione di spinning. Ma anche cose che, se non sei un crocierista, non penseresti mai di trovare in mare: due pareti di arrampicata, la zipline con panorama a picco sul centro della nave, campo da basket, minigolf, e una pista da jogging. I bambini e i teenager hanno aree tutte per loro con sala games, tavoli da ping pong, centri di ritrovo con giochi da tavolo e piatti dedicati. wonder-of-the-sea-lounge

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La sera si accendono le luci degli show, che qui sono un’eccellenza assoluta e vanno in scena in tre location: un vero e proprio palazzetto del ghiaccio (Studio B), un teatro tradizionale (Royal Theater) e uno all’aria aperta per spettacoli a tema acquatico (Aquatheater). Di fatto la compagnia marittima è anche un rinomato centro di entertainment globale, con circa 100 mila spettatori al giorno fra tutte le navi della flotta. “È come essere a Las Vegas, ma sul mare”, spiega Ken Rush, direttore Entertainment Activities & Media Operations.

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I protagonisti delle serate sono cantanti e ballerini professionisti e atleti di livello olimpico che devono superare selezioni durissime (durante la pandemia hanno continuato ad allenarsi in teleconferenza). Dietro le quinte lavorano registi scenografi, coreografi, sarti e studi ad alto tasso tecnologico. Le produzioni che vanno in scena sono così di profilo hollywoodiano, con musical, concerti, spettacoli comici. E due show su tutti: l’esibizione del team di pattinatori sul ghiaccio, 45 minuti di danze avvolti da luci e proiezioni suggestive sulla superficie gelata della pista; e Intense, un “dramma acquatico” sorprendente, dove vedi muoversi insieme tuffatori buttarsi da 18 metri, una squadra di nuoto sincronizzato che dà vita a sequenze ipnotiche e un campione del mondo di slack line che compie numeri ai limiti dell’umano.