Carnevale in Svizzera: calendario e programma delle feste di fine inverno

Dopo due anni di pausa, tornano alcuni dei carnevali più famosi della Svizzera, dove questa primavera sarà un tripudio di feste popolari curiose con radici pagane o religiose che riflettono il carattere identitario dei diversi Cantoni

Una forte esplosione alle 5 del mattino del giovedì di Schmutzig segna l’inizio del Carnevale di Lucerna, e la città si anima con danze e tre grandi sfilate.  Non siamo a Rio, ma in Svizzera: per qualche giorno qui è un tripudio di colori e musica, tutto torna tranquillo solo il successivo mercoledì delle Ceneri, quaranta giorni prima della domenica delle Palme.

A Basilea invece il Carnevale ha inizio nel buio totale, alle 4 in punto, una settimana più tardi, esattamente il lunedì che segue il mercoledì delle Ceneri. Il Morgestraich trasforma il centro città in un mare di lanterne dipinte a mano, dove migliaia di pifferai e suonatori di tamburo mascherati accompagnano con la musica la loro rispettiva lanterna e il loro tema carnevalesco. Le celebrazioni si concludono il giovedì, sempre alle 4 in punto. Quello che succede in questi tre giorni deve essere assolutamente vissuto.

Dopo due anni di pausa, tornano alcuni dei carnevali più famosi della Svizzera, dove questa primavera sarà un tripudio di feste popolari curiose con radici pagane o religiose che riflettono il carattere identitario dei diversi Cantoni.

Lucerna: la saga dei Fritschi (24 febbraio – 1 marzo)

Gruppi in maschera, armati di fiati e percussioni, si mettono in mostra dando vita a spassose e rumorose esibizioni per far danzare e cantare tutta la città. Sono i Guggenmuusige che animano le vie di Lucerna sbeffeggiando il pubblico. Fra le maschere spicca il Fritschi, un uomo avanti con gli anni, con moglie e figlio. Il nome probabilmente è la storpiatura di Fridolin e all’epoca si trattava di un pupazzo di paglia, forse la figura simbolica di una corporazione. Tre le grandi sfilate: giovedì,  lunedì e  martedì grasso. La data del carnevale di Lucerna si basa sul secolare carnevale cattolico. Nel 325 d.C., il Primo Concilio di Nicea decretò che la Pasqua doveva aver luogo la prima domenica successiva all’inizio della primavera: i giorni che precedono il mercoledì delle ceneri sono quelli in cui si svolge il Carnevale, secondo la legge cantonale questi sono il giovedì sporco, il lunedì grasso e il martedì. Durante questi giorni di follia, i dipinti del ponte di Lucerna sono ricoperti da pannelli di compensato raffiguranti l’arte del carnevale. L’arte carnevalesca esposta nel timpano della Cappella e dei Ponti Spreuer è creata dai vari gruppi carnevaleschi; il compensato serve a proteggere i dipinti storici sottostanti.

Il Carnevale Unesco di Basilea (7-9 marzo)

Comincia il lunedì con la sfilata delle lanterne, mentre in tutta Europa è già quaresima, e si protrae fino all’alba del giovedì. Già questo fa capire l’originalità del Carnevale di Basilea, uno dei pochi sopravvissuti alla severa Riforma protestante. Gruppi in maschera di quartiere, equipaggiati di tamburi e pifferi, sfilano per tre giorni nelle vie cittadine secondo un rituale prestabilito che mescola usanze medievali, elementi militareschi e satira. Quando suonano le campane della chiesa di San Martino tutte le luci del centro si spengono. Al comando “Morgestraich: avanti, marcia!” dei mazzieri, i pifferi e i tamburi delle varie formazioni iniziano a suonare simultaneamente in ogni vicolo e strada del centro. Nella città completamente oscurata brilla solo una moltitudine di piccole lanterne indossate sul capo o di grandi lanterne tirate dai figuranti mascherati, che illuminano le migliaia di spettatori venuti da tutto il mondo per assistere a questo momento magico. C’è anche un Carnevale dei bambini. Il martedì i più piccoli, accompagnati dai genitori, dai nonni o da altri adulti mantengono in vita la tradizione. In costumi fantasiosi, con tamburi, strumenti e carrette, sfilano per le strade, distribuiscono Zeedel (biglietti con testi satirici) e Dääfeli (caramelle) fatti in casa e si lanciano  i Räppli (coriandoli).

Nei Grigioni la fine dell’inverno con la Chalandamarz (1 marzo)

Chalandamarz in romancio indica l’inizio (le calende) di marzo: il giorno in cui si scaccia l’inverno a suon di campanacci e si saluta l’arrivo della primavera. Un rito diffuso nei Grigioni: di buon mattino, gli allievi delle scuole sfilano in costume tradizionale agitando campanacci, schioccando fruste e intonando antichi canti. A Scuol si svolge una gara di schiocco di frusta. A Ftan i ragazzi sfilano mascherati. In Valle Poschiavo e in Valle Mesolcina si dà fuoco a un pupazzo di neve che simboleggia l’inverno.

La Sechseläuten di Zurigo (25 aprile)

La tradizionale festa di primavera cade il primo lunedì dopo l’equinozio: la Sechseläuten. Le corporazioni sfilano e bruciano alle 18 in punto il pupazzo Böögg sul Bellevue, imbottito di fuochi d’artificio. Quando esplode la testa si dichiara ufficialmente concluso l’inverno: più in fretta accade, più l’estate sarà lunga e calda.