Campania, la regione protagonista in Oriente

La regione protagonista in Oriente con le tante eccellenze del suo ‘Saper Fare’. L’arte, la cultura e il cibo, ma soprattutto la tradizione dell’artigianato di pregio. Alla scoperta delle maioliche a Vietri o delle porcellane a Capodimonte

Il ‘Saper Fare’ è uno dei temi portanti del Padiglione Italia. E la Campania ha aderito al progetto di Expo 2020 Dubai nel segno della valorizzazione delle piccole e medie aziende. “Saremo presenti attraverso momenti istituzionali e laboratori culturali con iniziative che per due settimane (una dal 5 al 12 dicembre e una a febbraio 2022) avranno come temi portanti il turismo e i beni culturali, ma anche la ricerca, l’innovazione e l’impresa”, illustra così l’avventura in Oriente il governatore Vincenzo De Luca. Perché la Campania si inserisce a pieno diritto nell’Italia da Oscar e testimonianza ne sia il filmato di Gabriele Salvatores che racconta il meglio della regione, dal teatro San Carlo a Ravello, passando per la Costiera Amalfitana e Pompei.

Come detto, nella settimana che si apre il 5 dicembre, troveranno spazio nel percorso del Made in Italy quelle eccellenze campane che coniugano tradizione e innovazione, come il Presepe Artistico Napoletano, la pasta di Gragnano e il cosiddetto ‘Cibo dello Spazio’. La produzione artigianale locale è spesso diretta eredità della cultura Borbonica settecentesca e trova dimora nelle teche delle ‘Short Stories’, per un’infinità di racconti fatti di sapienza pratica, conservata, affinata e ampliata nei secoli. Ceramica, coralli e oreficeria, le pregiatissime sete di San Leucio, i raffinati costumi teatrali e gli abiti sartoriali, fino ai famosissimi presepi sono rappresentati da oggetti unici, in cui tradizione e modernità si incontrano per continuare a testimoniare il saper fare dell’artigianato campano nella sua accezione più alta, quella artistica.

In Campania sono molte le città che vantano una tradizione secolare in ambito ceramico. Il capoluogo, Napoli, con Museo e Real Bosco di Capodimonte e la ‘Reale Fabbrica’ di Capodimonte occupano un posto di prestigio in tutto il mondo grazie all’intuizione di Carlo III di Borbone, re di Napoli dal 1734 al 1759. Nel museo non ci sono però solo porcellane o ceramiche, ma dipinti famosi in tutto il mondo (tele del Caravaggio, di Raffaello, e del Botticelli).

Ceramica d’autore invece a Vietri sul Mare riconoscibile grazie ai colori che si ispirano a quelli del Mare Nostrum latino e dei paesi del Sud. Quindi le piastrelle hanno il blu del mare, il giallo dei limoni, il verde della vegetazione e il rosso della passione e del fuoco. Arredare una cucina in stile vietrese è come portare un po’ di autentica atmosfera mediterranea nella propria casa.

Top 5 della Campania

1 IL CORALLO A TORRE DEL GRECO

Oltre le maioliche ha il colore caldo del Meridione anche un regalo della natura come il corallo. L’oro rosso del Mediterraneo vanta una lunga tradizione artigianale nella cittadina di Torre del Greco, stretta tra il Vesuvio e il mare. Considerato portafortuna dalla notte dei tempi, ha sedotto intere popolazioni dall’età preistorica ai giorni d’oggi.

2 LA SARTORIA PARTENOPEA

La sartoria partenopea è tra le migliori al mondo. A Napoli sono tanti i costumisti che studiano, progettano e realizzano abiti e accessori per il cinema e la tv. La più antica sartoria cine-televisiva di Napoli è quella di Vincenzo Canzanella e sorge nell’antico chiostro di Sant’Eligio a pochi passi da Piazza Mercato.

3 LA MAGIA DEL PRESEPE

Al museo nazionale di San Martino è ancora visibile il presepe che la moglie di Roberto d’Angiò, regina Sancia d’Aragona, donò alle Clarisse. Esemplare del XIV sec. è precursore della tradizione che esplose in Campania nel Settecento. Arte che rende via San Gregorio Armeno una mèta di Napoli.

4 L’ARTE ORAFA A NAPOLI

Tra le tante attività, l’arte orafa regala lustro alla Campania da sempre. Già al tempo di Federico II di Svevia (1194-1250) sono presenti a Napoli diversi laboratori di oreficeria. Da fine ‘400, sotto il dominio aragonese, comincia a svilupparsi una vera e propria scuola napoletana dell’oro che si raggruppa nel quartiere Pendino, oggi conosciuto come Borgo Orefici, alle spalle del porto.

5 LE SETE PREGIATE DI SAN LEUCIO

La seta e la Campania. Nel 1776 re Ferdinando IV di Borbone fonda la Real Colonia di San Leucio, chiamando qui i migliori tessitori per produrre una seta superiore a quella di Lione considerata la migliore. Crea un centro di eccellenza proprio a San Leucio, vicino alla Reggia di Caserta. Da qui partono tutt’oggi le sete per il Vaticano, la Casa Bianca e Buckingham Palace.