Ancona, le ragioni del cuore e del gusto

Una città da scoprire partendo dal Duomo di San Ciriaco per poi inoltrarsi nella città antica tra palazzi e piazze monumentali. E poi scegliere tra il mare di Senigallia o quello della Riviera del Conero

“L’Italia, con i suoi paesaggi, è un distillato del mondo. Le Marche dell’Italia”. È la famosa citazione dal ‘Viaggio in Italia’ di Guido Piovene, tirata in ballo ogni volta che si parla dell’unica regione ‘al plurale’. Si potrebbe continuare dicendo che ogni sua provincia è un distillato delle Marche, fatto di mare e montagne, con in mezzo un susseguirsi di colline e pianure. Quella di Ancona, però, spicca sulle altre per almeno due motivi: il capoluogo, una sorta di enclave (fisica e culturale), e la Riviera del Conero, splendida eccezione alle piatte spiagge di sabbia che scorrono da Pesaro a San Benedetto. Ancona, ‘Una città di scoglio’, per il grande poeta Francesco Scarabicchi, da poco scomparso. Città difficile, che i suoi tesori tende a nasconderli piuttosto che ostentarli. Anche perché, cosa insolita, il vero centro storico non coincide con quello più frequentato, la zona di corso Garibaldi.

Bisogna salire lungo via Pizzecolli, e ancora più su, verso lo splendido Duomo, questo sì ben esposto, per scoprire l’anima cittadina. O percorrere via della Loggia, con la Loggia dei Mercanti, che non sfigurerebbe a Venezia, e la chiesa di Santa Maria della Piazza, degna di Assisi. Poco sopra c’è la scenografica piazza del Papa, il classico ‘salotto’, dove alla trattoria La Moretta si può gustare lo stoccafisso all’anconitana, gloria gastronomica della città. Ma il luogo da scoprire è il parco del Cardeto, un’estesa oasi di verde con paesaggi mozzafiato sulla spiaggia sottostante. Inizia sopra i resti dell’Anfiteatro romano, e finisce alle porte del Passetto, altra meta imperdibile con le sue decine di grotte scavate nella falesia. Ma il Cardeto segna anche l’inizio della Riviera del Conero, che termina a Numana. In mezzo, due perle come la baia di Portonovo e Sirolo.

Nella prima il verde del monte digrada verso il blu del mare. In mezzo, incastonata come una pietra preziosa, c’è la chiesa di Santa Maria, altro luogo magico, amatissimo, tra gli altri, dal regista Andrej Tarkovskij. A precederla è il Fortino napoleonico, uno degli hotel-ristoranti più belli d’Italia. Una cena sulla sua terrazza non si dimentica.

La riviera offre spiagge da sogno, come le Due Sorelle. A Senigallia, ‘la spiaggia di velluto’ dominano sabbia e pianura, sorvegliate dalla Rotonda sul mare. Siamo nella città della fotografia. La punta di diamante è Mario Giacomelli, ma dietro di lui c’è una scena ricchissima. A proposito di diamanti, qui è anche il regno di due ‘chef star’, illuminati da stelle Michelin: Moreno Cedroni, con la Madonnina del Pescatore, e Mauro Uliassi. Le loro raffinate prelibatezze non sono per tutte le tasche, ma come si dice, semel in anno licet insanire. La stella Michelin brilla anche su Andreina. Siamo a Loreto, un simbolo della ‘grande bellezza’ italiana. La basilica è un capolavoro assoluto, dentro e fuori. La piazza che la precede è un altro ‘salotto’ da ammirare con stupore. Il distillato di Piovene è anche qui. E va gustato come un vino prezioso. Un Rosso Conero magari, il nettare del posto.

JESI

Imperatore multimediale

È il nume tutelare di Jesi, nonostante la nascita ‘casuale’ nella città. Al suo celebre figlio, Federico II, è dedicato il Museo Federico II Stupor Mundi, nello storico Palazzo Ghislieri. Si può seguire un percorso multimediale in 16 sale tematiche, tra installazioni interattive, animazioni 3D, ricostruzioni architettoniche e scenografiche. Più che una visita è un viaggio immersivo e multisensoriale nel mondo dell’Imperatore.

FABRIANO

Carta e salame

Il suo simbolo è piazza del Comune, con il Palazzo del Podestà e la Fontana dello Sturinalto. Ma per chi bada più al palato che all’architettura a rappresentare Fabriano è il rinomato salame, presidio Slow Food. A mettere d’accordo tutti, però, è il vero vanto cittadino, quello che ne ha segnato la storia e la fama: la carta, a cui è dedicato un museo ospitato nell’ex convento dei padri domenicani.

FRASASSI

Le grotte delle meraviglie non solo per speleologi

Che dire ancora delle Grotte di Frasassi? Difficile trovare nuovi aggettivi per questa meraviglia della natura, visitata ogni anno da centinaia di migliaia di persone. Entrare nel fantastico mondo sotterraneo fatto di stalagmiti e stalattiti è un’emozione che non si dimentica. Ogni tanto si scoprono nuovi percorsi, alcuni riservati agli speleologi. è aperto a tutti, invece, l’altro gioiello della zona, l’abbazia romanica di San Vittore.

SENIGALLIA

Anni ruggenti

Vent’anni fa era un piccolo evento di un giorno nato dalla passione di due ragazzi per la musica e la cultura americana degli anni ‘40 e ‘50. In breve tempo è diventato un colosso capace di attirare ogni anno 400.000 persone da mezzo mondo, Australia compresa. è il ‘Summer Jamboree’ di Senigallia, che dal 30 luglio all’8 agosto riempirà la città di musica, balli, mercatini di modernariato, auto d’epoca, abiti e acconciature in stile.