Roma, 30 giugno 2021 - Il Covid (spinto dalla variante Delta) non ferma la sua corsa nel mondo. Secondo l'ultimo report dell'Oms la mutazione scoperta in India è diffusa ormai in 96 paesi, un dato "probabilmente sottostimato" per le "limitate capacità di sequenziamento". Notizie confortanti arrivano da alcuni stati, tra i più colpiti dalla pandemia, che sembrano respirare. In India, dopo giorni di record di contagi e morti segnati tra aprile e maggio, con 817 decessi nelle ultime 24 ore si è raggiunto il dato più basso dallo scorso 9 aprile. E anche in Brasile l'epidemia rallenta leggermente, ma i dati rimangono alti. Preoccupa invece la Russia: i contagi continuano ad aumentare, soprattutto a San Pietroburgo, e mettono a rischio i quarti di finale degli Europei di calcio. Giornata dai due volti in Francia: se oggi è il giorno della fine delle principali misure di confinamento in gran parte del territorio transalpino, preoccupa la mutazione nel dipartimento delle Landes, dove l'allentamento dei divieti è stato rinviato di una settimana. 

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Russia, crescono i contagi

Continuano ad aumentare i contagi da Covid in Russia. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 21.042 nuovi casi  rispetto ai 20.616 del giorno precedente. Tornano ai massimi anche i decessi: 669 rispetto ai 652 delle 24 ore precedenti. Migliora leggermente la situazione a Mosca che registra un calo dei nuovi positivi (5.823 rispetto ai 6.209 il giorno prima), mentre non si arresta la crescita nella capitale San Pietroburgo. Sono 2.583 casi nelle ultime 24 ore, un centinaio in più rispetto a ieri (2.453).  E proprio la 'seconda capitale' russa preoccupa, in vista dei quarti di finale degli Europei di calcio previsti venerdì prossimo: gli organizzatori per ora hanno fatto sapere che si giocherà regolarmente. Sul fronte vaccini il presidente Vladimir Putin, che ha rivelato di aver ricevuto Sputnik V, ritiene non sia necessario imporre un obbligo nazionale di vaccinazione. Libertà  di agire diversamente a livello territoriale è però lasciata alle autorità locali. 

Francia, rinvio fine restrizioni nelle Landes  

In Francia oggi è il giorno della fine delle principali misure di confinamento per contrastare il Covid. Ad eccezione però del dipartimento delle Landes dove preoccupa la diffusione della variante Delta. In questa zona, la più colpita nella Francia metropolitana, le restrizioni resteranno valide ancora una settimana, come ha annunciato martedì il prefetto Cécile Bigot-Dekeyzer. Con una quota della variante Delta, "significativamente più alta" che altrove, il dipartimento "rimarrà nella fase 3 fino al 6 luglio compreso". Ma nonostante l'allentamento delle restrizioni sembra lontana la fine del virus. Jean-François Delfraissy, presidente del Comitato Tecnico Scientifico francese, intervistato da France Inter, ha paventato la possibilità di "una quarta ondata", anche se "parecchio più attenuata" rispetto alle precedenti tre fasi pandemiche. Secondo l'esperto infatti, la crisi pandemica "sarà finita quando il 100% della popolazione sarà stato vaccinato o avrà contratto il virus", contaminato", giudica lo specialista. "Probabilmente nel 2022, almeno nei ricchi paesi europei". 

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Picco in Portogallo

Impennano di contagi in Portogallo a causa della variante Delta, che ormai è predominante. Sono 2.362 i nuovi casi nelle ultime 24 ore, il numero più alto da metà febbraio, di cui oltre 1.300 nella regione di Lisbona. Nel tentativo di contenere la variante il governo ha deciso la scorsa settimana di inasprire le misure nei comuni più colpiti: orari e capacità dei ristoranti ridotti, restrizioni ai viaggi tra la regione metropolitana di Lisbona e il resto del Paese e scuole elementari chiuse in cinque comuni dell'Algarve fino alla fine dell'anno scolastico. Sul fronte vaccini, secondo gli ultimi dati della Dgs, oltre il 50% della popolazione ha già ricevuto una prima dose di vaccino e il 32% è completamente immunizzato.

Brasile, l'epidemia rallenta

Rallenta leggermente la corsa dell'epidemia in Brasile, anche se decessi e infezioni si mantengono su livelli miolto alti. Nelle giornata di ieri sono stati 1.893 i morti e 64.903 i contagi. Cala anche il tasso di trasmissione del virus che scende sotto l'uno: dall'1,13 della scorsa settimana si passa allo 0,98 odierno.

Il report dell'Oms sulla variante Delta

Sono 96 i Paesi che, al 29 giugno, hanno segnalato casi di variante Delta. Un dato "probabilmente sottostimato" per le "limitate capacità di sequenziamento". Lo segnala l'Organizzazione mondiale della sanità nel suo report settimanale evidenziando che "un certo numero di questi Paesi attribuisce alla variante Delta picchi di infezioni e ricoveri ospedalieri". Già l'11 maggio scorso l'agenzia ginevrina ha designato la mutazione ex-indiana come Voc (variante che desta preoccupazione), proprio per la sua alta contagiosità. Si stima infatti che, rispetto al mutante Alpha (la cosiddetta inglese), il Delta abbia "un numero di riproduzione del 55% superiore". Un tasso di trasmissibilità molto elevato che, secondo l'Oms, porterà la mutazione a "superare rapidamente altre varianti e diventare quella dominante nei prossimi mesi".

Covid nel mondo: i dati della Johns Hopkins University

Nuovo aggiornamento della Johns Hopkins University sul Covid nel mondo. Secondo i dati dell'autorevole database sono almeno 181.813.645 i contagi e 3.937.893 i morti provocati dalla pandemia fino a questa mattina. A livello di singoli paesi, gli Stati Uniti restano la nazione più colpita con 604.467 morti su 33.651.915 contagi totali. Sul fronte delle infezioni la classifica dopo gli Usa prosegue con l'India, (30,36) quindi con il Brasile (18,51), la Francia (5,83) che precede la Russia (5,49). Seguono la Turchia (5,42), la Gran Bretagna (4,79), l'Argentina (4,44), l'Italia (4.25), la Colombia (4,21), la Spagna (3,79), la Germania (3,73). Superata la soglia dei 3 miliardi di vaccini: nel dettaglio sono 3.006.860.439 le dosi somministrate in tutto il mondo.