Borsa, Europa debole, timori su Fed, Milano -0,3%

Le Borse europee iniziano la seconda settimana dell'anno deboli, con i future Usa in rosso e Boeing in calo del 10%. Gli investitori temono che la Fed non tagli i tassi come atteso. Dati macro contrastati in Germania, fiducia investitori e consumatori in calo nell'Eurozona. Dollaro stabile, spread Btp-Bund a 169,7 punti. Calo del greggio e del gas naturale. Titoli del comparto energetico in ribasso, automobilistici contrastati.

Borsa: Europa debole, timori sui tassi della Fed, Milano -0,3%
Borsa: Europa debole, timori sui tassi della Fed, Milano -0,3%
Le Borse europee hanno aperto deboli la seconda settimana dell'anno, con i future Usa in rosso e Boeing che crolla di oltre il 10% in pre-apertura. Madrid ha perso lo 0,4%, Londra lo 0,35%, Milano lo 0,3%, Parigi lo 0,2% e Francoforte lo 0,04%. Gli investitori temono che, dopo i dati macro contrastati della scorsa settimana, la Fed possa decidere di non procedere con i tagli dei tassi attesi per il 2024. Per questo motivo, gli occhi sono puntati su quanto potrà dire in serata il presidente della Fed di Altanta Raphael Bostic, membro del Fomc, ma soprattutto sul dato sull'inflazione previsto per giovedì prossimo. In Germania, le esportazioni sono salite oltre le stime in novembre (+3,7%), ma non hanno fatto altrettanto gli ordini di fabbrica (+0,3%). Peggio delle stime la fiducia degli investitori nell'Eurozona (-15,8 contro il -15,5 atteso) e dei consumatori nell'Eurozona, dove invece è migliorata la fiducia dei consumatori (-15 contro -15,1 previsto). In linea con le attese, invece, le vendite al dettaglio di novembre (-0,3%) su base mensile. Il dollaro appare stabile a 0,91 euro, ma sale a 0,78 sterline. Si conferma in rialzo lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi a 169,7 punti, con il rendimento annuo italiano in crescita di 1,7 punti al 3,86% e quello tedesco di 0,8 punti al 2,16%. Prosegue il calo del greggio (Wti -1,34% a 72,82 dollari al barile) e del gas naturale (-6,88% a 32,18 euro al MWh), grazie a scorte che nell'Ue sono ancora sopra l'84% oltre quota 967 TWh. Ne pagano le conseguenze i titoli del comparto dell'energia, da Eni (-2,1%) a Shell (-1,8%), TotalEnergies (-1,33%) e Bp (-0,84%). Contrastati gli automobilistici Volvo (+1,46%), Renault (-1,17%) e Stellantis (-0,85%), positivi i bancari Mps (+1,68%), Commerzbank (+1,26%), Bper (+0,8%) e Unicredit (+0,43%).
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