Roma, 15 luglio 2020 - Su Autostrade l'accordo è stato raggiunto all'alba, dopo una riunione durata oltre 6 ore a palazzo Chigi. I Benetton usciranno gradualmente da Autostrade e sarà Cassa depositi e prestiti a sostituirli. Lo Stato diventerà dunque primo azionista: a Cdp andrebbe una quota tra il 31 e il 33%, e non al 51% come inzialmente ipotizzato. E Aspi diventerà così una public company. Che non significa un'azienda pubblica, ma semplicemente ad azionariato diffuso. Ma non solo, poiché prevede anche una revisione complessiva della concessione, dai risarcimenti alle tariffe. 

Il Cdm ha dato mandato a Cdp di avviare, entro il 27 luglio, il percorso che dovrebbe portare all'uscita progressiva della famiglia veneta, prima scendendo al 10-12% dell'azionariato, poi con un'ulteriore diluizione in coincidenza con la quotazione in Borsa di Aspi. Ai ministri Roberto Gualtieri, che ha portato sul tavolo del Cdm la proposta finale dell'azienda, e Paola De Micheli viene dato il mandato a definire gli altri aspetti dell'accordo. Sul tavolo il premier Giuseppe Conte fino all'ultimo ha tenuto l'arma della revoca: "Se gli impegni assunti questa notte non vengono rispettati, sarà revoca", spiega un ministro. 

Borsa

Riscatto di Atlantia in Borsa: dopo il tonfo di ieri, il titolo della controllante di Autostrade brilla a Piazza Affari, salendo alla chiusura del 26,65%.

Il Cdm

Il Consiglio dei ministri, convocato alle 22 e iniziato circa un'ora dopo, era stato sospeso intorno a mezzanotte per un esame nel dettaglio della nuova proposta arrivata in serata da parte del gruppo che fa capo alla famiglia Benetton per un accordo sulla questione Autostrade. L'ipotesi prevedeva, secondo quanto si apprende, l'ingresso di Cdp al 51%, lo scorporo e la successiva quotazione di Aspi e cessione della quota in mano ai Benetton.  Una volta terminato l'esame in una riunione ristretta presieduta dal premier Giuseppe Conte, presente il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, il Consiglio è stato riaperto per l'illustrazione e la discussione. 

Ma la nuova proposta per Autostrade della famiglia Benetton è stata ritenuta ancora "non soddisfacente" dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Che ha ribadito la 'linea dura': o Aspi accetta entro stasera le condizioni che il governo ha già sottoposto oppure ci sarà la revoca, avrebbe detto, sottolineando che "non si può più tergiversare".   La svolta è arrivata dopo una serrata trattativa tra le varie anime della maggioranza: Mit, Mef e Cassa depositi e prestiti hanno avuto il mandato di definire i dettagli della transazione che dovrà iniziare entro il mese di luglio e l'uscita graduale dei Benetton. 

Le 4 lettere dell'azienda

Nella lunga e durissima negoziazione, l'azienda ha inviato al governo quattro diverse lettere nel corso della notte per perfezionare una bozza di intesa. Conte e anche i Cinque stelle, per la parte dell'assetto societario, si dichiarano subito insoddisfatti: l'uscita graduale di Benetton richiederà una negoziazione dai tempi troppo lunghi, secondo fonti pentastellate. "Nessuna divisione", fa sapere una fonte di governo Pd. Ma tra gli stessi Dem il dossier porta tensioni. E il clima a Palazzo Chigi si fa pesante. 

Il processo di scorporo

La novità che ha permesso alla trattativa di sbloccarsi riguarda l'azionariato: i Benetton hanno dato la disponibilità allo scorporo di Autostrade rispetto ad Atlantia, al contemporaneo ingresso di Cdp in Aspi e alla successiva quotazione in Borsa. L'operazione complessa e richiede un anno di tempo per portare il titolo a Piazza Affari. Si partirebbe con un aumento di capitale - che viene ipotizzato tra i 3 e i 4 miliardi - per far salire Cdp al 31-33% della società. Atlantia, invece, cederebbe una quota attorno al 20-24% ad altri investitori. Tra i risultati dell'operazione, alla fine con la quotazione di Aspi, la 'cassaforte' dei Benetton Edizione Holding avrebbe della 'nuova' società collocata in Borsa una quota di circa il 10%, mentre ora, controllando il 30% di Atlantia che controlla l'88% di Aspi, ha di fatto un valore pari al 25-26% dell'intera società. Questo lo schema per l'operazione, gli importi e le quote dipenderanno ovviamente anche dalla valutazione che sarà data di Autostrade e dall'andamento del mercato, ma di certo è previsto che tutti gli investimenti che verranno raccolti con l'operazione saranno completamente investiti sulla rete autostradale.

Il comunicato di Palazzo Chigi

Ecco il comunicato diffuso dopo il Consiglio dei ministri: "Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli ha svolto un'informativa sullo stato di definizione della procedura di grave inadempimento nei confronti di Autostrade per l'Italia S.p.a. (Aspi), nella quale sono state esposte le possibili alternative sulla definizione della vicenda. Durante la riunione, sono state trasmesse da parte di Aspi due nuove proposte transattive, riguardanti, rispettivamente, un nuovo assetto societario di Aspi e nuovi contenuti per la definizione transattiva della controversia".
"Considerato il loro contenuto, il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l'iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell'accordo transattivo". 

Le reazioni

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Forte la reazione delle opposizioni, con Matteo Salvini che attacca: "Da governo su Aspi ennesima presa in giro: nessuna revoca come promesso, anzi soliti milioni di soldi pubblici spesi. E stamattina ancora code sulle autostrade della Liguria e cantieri fermi. Se dovevano passare tutta la notte per decidere di non decidere siamo messi male". Al che Di Battista commenta: "Pavido e rancoroso".

Per Giorgia Meloni, leader di FdI, "su Autostrade è finita a tarallucci e vino, con un percorso solo immaginato e ancora tutto da fare. Da qui a un anno è facile che il Governo non sia nemmeno più lo stesso e con il Pd a controllare il Mit i Benetton possono dormire su due guanciali. In pratica - aggiunge ironicamente - hanno evitato la revoca ad Autostrade, 'con il favore delle tenebre'".

Molto critica anche Forza Italia, che con Mariastella Gelmini sottolinea i "due anni di perdite di tempo e di annunci" e attacca: "La soluzione finale individuata dal premier Conte è la nazionalizzazione di Aspi. Un'operazione a perdere, che costerà miliardi di euro allo Stato, che farà perdere miliardi di investimenti, che rappresenterà un ennesimo danno per i cittadini e per le imprese".

Ma anche dal fronte del governo si nota qualche mugugno. La posizione di Iv è esposta da Teresa Bellanova, che commenta: "La soluzione che il Cdm ha individuato nella notte e che adesso dovrà essere puntualmente articolata, avvalora la giustezza delle nostre posizioni e va nella direzione da noi auspicata: una soluzione bilanciata che fa salvo l'interesse della collettività e la credibilità dell'Italia come sistema-Paese - scrive su Facebook - Lo avevamo detto e ripetuto più volte: la revoca delle concessioni autostradali non era una soluzione praticabile. Si poteva fare meglio e prima. Senza allungare troppo la trattativa, senza far crescere i dossier, senza alzare troppo il volume della propaganda, senza portare avanti battaglie ideologiche".

Esulta il pentastellato Riccardo Fraccaro: "Dopo la tragedia del Ponte Morandi abbiamo preso un impegno chiaro e lo abbiamo mantenuto. L'interesse pubblico ha prevalso, le Autostrade tornano ai cittadini: giustizia è fatta. E' la fine dell'era Benetton e di chi ha anteposto i profitti alla sicurezza, ora lo Stato torna a fare lo Stato", dichiara il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Soddisfatto anche il segretario dem Nicola Zingaretti: "Le scelte e i risultati del Governo sulla vicenda Aspi sono molto positivi per l'Italia - commenta - La sicurezza e l'interesse pubblico prima di tutto. È stato premiato il lavoro di squadra: la fermezza del presidente Giuseppe Conte che ha indicato una strada, il grande impegno di tutti i ministri del Governo, la collaborazione fattiva di tutte le forze di maggioranza anche nei passaggi più difficili". 
E aggiunge:  "Andiamo avanti così. Ora dopo Alitalia e Aspi, ci si impegni sul dossier Ilva. La strada indicata è quella giusta: un grande polo siderurgico per l'acciaio green. Una grande sfida italiana ed europea per dare concretezza e simboli al nuovo modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità che dobbiamo costruire".

Quanto al premier Giuseppe Conte, affida a Facebook una capillare disanima dell'accordo spiegandolo punto per punto (dalla a alla h). I primi tre risultati sono: l'estromissione della famiglia Benetton, il fatto che Aspi diventa una public company e il risarcimento Danni: "Hanno accettato di corrispondere un cospicuo risarcimento danni (3,4 miliardi)".