Tamponi rapidi alla stazione Termini di Roma (Ansa)
Tamponi rapidi alla stazione Termini di Roma (Ansa)

Roma, 1 agosto 2021 - Che cos'è il periodo di incubazione della variante Delta e quanti giorni passano dal contagio al Covid-19 in fase sintomatica? Ha senso eseguire un tampone o una profilassi immediata nei casi sospetti? La quarta ondata della pandemia, che dilaga tra i giovani in questi giorni, sta sollevando una mole di interrogativi. Rispetto alla variante inglese e al ceppo di Wuhan, la variante indiana mostra delle differenze di comportamento che dobbiamo conoscere per cautelarci e limitare i danni.

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Che cos'è il periodo di incubazione?

Si parla di periodo di incubazione del Covid-19 quando ci riferiamo al lasso di tempo che intercorre tra il contagio, il primo contatto delle particelle del virus Sars-Cov2 con l'organismo umano, e l'attecchimento, con replicazione dell'agente patogeno, nelle fasi iniziali (prodromiche) fino all'esordio della sintomatologia.

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Quali fattori entrano in gioco?

Il periodo di incubazione dipende da più elementi: l'entità della carica virale infettante, le condizioni dell'organismo contagiato e le caratteristiche dell'agente patogeno. Si è visto che il periodo di incubazione nella variante Delta è mediamente inferiore rispetto alle mutazioni che l'hanno preceduta, e il virus si sviluppa più rapidamente se l'individuo si è esposto a una carica virale elevata, ad esempio è stato a lungo a contatto ravvicinato con un diffusore senza prendere precauzioni. Inoltre l'incubazione varia a seconda della persona, che può essere più o meno vulnerabile a seconda dell'età, della robustezza e delle difese immunitarie preesistenti (ad esempio chi è vaccinato e si contagia ugualmente può avere un periodo di incubazione più lungo della media, oltre a un decorso più lieve, in funzione dei suoi anticorpi).

Quanti sono i giorni di incubazione?

Il periodo medio di incubazione del ceppo variante Delta (B.1.617.2) è stato calcolato pari a 4,4 giorni, inferiore ai 5,2 giorni di Wuhan, secondo un rapporto delle autorità sanitarie cinesi (CDC). A questo proposito nei giorni scorsi il virologo Giorgio Palù, presidente Aifa, aveva rilanciato l'invito a vaccinarsi alla luce del fatto che la variante Delta sta mostrando una trasmissibilità del 50% superiore alle precedenti, con aumento dell'indice di riproduzione virale, considerando che un diffusore può trasmettere il virus ad altri 4 contatti.

Variabilità del periodo di incubazione?

Nella stragrande maggioranza dei casi, l’incubazione oscilla tra i tre e i cinque giorni. Nel portale del ministero della Salute si legge che il periodo può oscillare da un minimo di 24-48 ore a un massimo di 14 giorni. Nove volte su dieci i sintomi si manifestano entro 12 giorni dal contagio. Massimo Galli, past president della Società italiana malattie infettive (Simit) aveva previsto l'impennata dei contagi da coronavirus cui assistiamo in questi giorni. “L’incubazione è breve – ha dichiarato l'infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano - in capo a una settimana, dieci giorni al massimo, si vedono gli effetti della variante Delta”. Esistono casi di pazienti in cui la febbre è assente o si manifesta in forma lieve. È importante ricordare che nove volte su dieci si guarisce da Covid-19 senza strascichi, e chi si è vaccinato per tempo ha ben poco da temere.

Confronto con altre malattie infettive?

La variante Delta del Covid-19 è contagiosa quanto la varicella, secondo un dossier dei Centers for Disease Prevention and Control (CDC), la principale agenzia sanitaria degli Stati Uniti. Il periodo di incubazione varia nelle malattie può essere di pochi giorni (influenza stagionale, scarlattina, colera) o richiedere periodi molto più lunghi, anche diverse settimane (rabbia, tetano) mesi o anni (tubercolosi, lebbra).

Ha senso fare un tampone o una profilassi nel sospetto di contagio?

L'effetto protettivo dei vaccini è efficace anche sulla variante Delta ma richiede un lasso di tempo per esprimersi, quindi il vaccino non può funzionare come terapia nell'immediato. Nel sospetto di contagio recente, occorre rivolgersi al medico, che valuterà se e quando eseguire un tampone, e se ricorrere agli antivirali, anticorpi monoclonali, che per esprimere tutta la loro efficacia devono essere somministrati nelle fasi iniziali dell'infezione.

Cosa influenza il periodo di incubazione?

Siccome il Sars-Cov2 viene trasmesso per via respiratoria da una persona infetta, quando questa parla, sputa, starnutisce, tossisce, o semplicemente respira, riempie l'aria intorno di particelle virali. Se altre persone sane soggiornano in questo ambiente per un tempo definito, possono contrarre il virus. Attenzione, si sono avuti casi di contagio attraverso gli occhi, in quanto il virus può colonizzare il film lacrimale e sistemarsi tra la mucosa delle palpebre e la congiuntiva. Ecco perché a distanza ravvicinata è bene proteggersi anche con occhiali o schermi di plexiglas, oltre che con le mascherine. Le goccioline infette possono essere inalate o trasmesse toccandosi il naso, la bocca o gli occhi con le mani contaminate, ecco perché è bene curare l'igiene ricorrendo anche ai gel disinfettanti per uso esterno. Questo virus può resistere sulle superfici, ma la quantità di particelle patogene diminuisce nel tempo, inattivata dai raggi solari (ultravioletti) e da altri agenti chimico fisici, quindi la carica virale potrebbe risultare insufficiente, incapace di attecchire.