Roma, 10 agosto 2021 - La Sicilia è a un passo dalla zona gialla con la previsione, se non cambia l'andamento dei contagi, che già dal 16 agosto debba far scattare il primo livello di restrizioni. Le altre due regioni più vicine al giallo sono la Sardegna e la Calabria.   

Le nuove norme per il cambio di colore decise dal governo a luglio prevedono che si passi in giallo se si raggiungono tre parametri: un’incidenza superiore a 50 casi settimanali per centomila abitanti, le terapie intensive occupate al 10% di malati Covid e i reparti ordinari al 15% di casi CovidE secondo gli ultimi dati sono tre le regioni con almeno uno di questi parametri già oltre la soglia critica e gli altri in bilico: Sicilia, Sardegna e Calabria.

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I numeri della Sicilia

Secondo quanto rileva il monitoraggio Agenas pubblicato oggi, la situazione più delicata è in Sicilia, dove il tasso di occupazione di posti letto ha raggiunto il 14%, a un solo punto quindi dalla soglia critica per la quale è previsto il cambio di colore. L'incidenza è già oltre la soglia dei 50 casi settimanali su 100mila abitanti, l'ultimo dato Agenas per la Sicilia è 104,55, mentre  il tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva ha raggiunto il 7%, non troppo distante dalla soglia del 10%Uno scenario sufficiente a far prevedere il possibile superamento dei tre parametri per il giallo dopo Ferragosto. 

I numeri della Sardegna

In Sardegna sono già state superate la soglie della zona gialla per due dei tre parametri di riferimento: le terapie intensive hanno un tasso di occupazione all'11%, mentre l'incidenza è la più alta in Italia, al 142,03 registrata nella settimana tra il 2 e l'8 agosto. A tenere ancora nella zona bianca la regione sarda è il tasso di occupazione dei posti letto ordinari al 7%, quindi abbastanza distante dalla soglia del 15% per ritenere imminente il cambio di colore.

I numeri della Calabria

In Calabria il parametro da zona gialla che già è oltre la soglia critica è quello dell'incidenza a 57,12 mentre i due parametri sui posti occupati in ospedale sono in veloce rialzo. A preoccupare è soprattutto il tasso di occupazione dei posti letto in area medica che ha raggiunto l'11%, il secondo più alto d'Italia dopo la Sicilia, mentre il tasso di occupazione delle terapie intensive è ancora relativamente basso, al 2%.

I numeri nelle altre Regioni

Rispetto a Sicilia, Sardegna e Calabria la situazione nelle altre regioni non è ritenuta vicina a un cambio di colore in breve tempo nonostante ci siano altre 11 regioni con il parametro dell'incidenza già sopra la soglia di 50. La Toscana è a 119,73 mentre sopra a 50 ci sono anche Basilicata (56,76), Campania (56,48), Emilia Romagna (93,01), Friuli Venezia Giulia (51,65), Lazio (64,70), Liguria (58,10), Marche ( 78,47), , Umbria (94,81), Valle d'Aosta (65,58) e Veneto (94,75). Mentre sono sotto a 50 Lombardia (45,55), Abruzzo (47,61), provincia di Bolzano (29,85), provincia di Trento (35,39), Piemonte (32,59), Puglia (39,64) e Molise (19,20).

Ma a differenza di Sicilia, Sardegna e Calabria le altre 11 regioni con incidenza sopra a 50 hanno percentuali di malati Covid ricoverati negli ospedali bassi, sufficienti a tenerle lontane da un ingresso in zona gialla in breve tempo.

Il tasso di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid-19 nei reparti di area medica nelle altre regioni: Campania 7%, Emilia Romagna 5%, Friuli Venezia Giulia 2%, Lazio 7%, Liguria 3%, Lombardia 4%, Marche 5%, Molise 2%, Bolzano 2%, Trento 3%, Piemonte 2%, Puglia 3%, Toscana 5%, Umbria 4%, Valle d'Aosta 4% e Veneto 2%. 

Il tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva nelle altre regioni da parte di pazienti affetti da Covid-19: Abruzzo 1%, Basilicata 1%, Campania 3%, Emilia Romagna 4%, Friuli Venezia Giulia 1%, Lazio 7%, Liguria 7%, Lombardia 3%, Marche 3%, Molise 3%, Bolzano 2%, Trento 0%, Piemonte 1%, Puglia 3%, Toscana 5%, Umbria 1%, Valle d'Aosta 0% e Veneto 2%. 

L'analisi del matematico

Se le condizioni epidemiche rimanessero invariate, la Sicilia potrebbe raggiungere nell'arco di 10 giorni i requisiti per essere classificata come zona gialla, mentre la Sardegna potrebbe avviarsi a un esito analogo in 17 giorni: lo indica l'analisi relativa all'andamento dei ricoveri nei reparti ordinari e nelle terapie intensive condotta dal matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le applicazioni del calcolo Mauro Picone del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

La situazione in Sicilia, osserva Sebastiani, indica un livello del 14% dei ricoveri nei reparti ordinari e del 7,1% nelle terapie intensive che, se il trend attuale di crescita esponenziale degli incrementi per entrambi sarà confermato dai dati dei prossimi giorni, potrebbe causare la classificazione della regione come gialla in 10 giorni. In Sardegna si rileva un livello del 6,8% dei ricoveri nei reparti ordinari e dell'11% nelle terapie intensive che, se il trend attuale di crescita esponenziale degli incrementi per entrambi sarà confermato dai dati dei prossimi giorni, potrebbe causare la classificazione della regione come gialla in 17 giorni.

Nel Lazio, prosegue il matematico, abbiamo un livello del 6,8% dei ricoveri nei reparti ordinari e del 6.6% nelle terapie intensive che, se il trend attuale sarà confermato dai dati dei prossimi giorni, potrebbe superare la soglia del 10% tra 13 giorni, mentre con l'attuale trend di crescita lineare, il livello dei posti occupati nei reparti ordinari si prevede rimanga sotto la soglia del 15% da qui a 21 giorni. Il Lazio non sembra quindi correre il rischio di diventare zona gialla entro tre settimane.

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