Vaccinazioni in Italia: l'Hub di Cinecittà (ImagoE)
Vaccinazioni in Italia: l'Hub di Cinecittà (ImagoE)

Roma, 24 aprile 2021 - La campagna vaccinale in Italia procede, come testimonia il report settimanale pubblicato sul sito del governo. Così, in attesa dell'arrivo delle  5 milioni di dosi di vaccini in più tra il 27 aprile e il 5 maggio, è utile dare un occhio ai dati, con un'attenzione particolare agli anziani, la categoria più fragile e a rischio di ospedalizzazione in caso di contagio. L'81,21% degli over 80 e il 45,19% della fascia tra i 70-79 anni ha ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre un over 80 su due (il 53,82%) è stato vaccinato anche con il richiamo. Ormai quasi tutti gli ospiti delle Rsa (il 94,93%) hanno avuto almeno una dose. 
La situazione varia enormemente da regione a regione, con esempi virtuosi e altri molto meno. E in tutto ciò da lunedì l'Italia si ritrova quasi tutta in giallo (qui la guida alle riaperture), salvo 5 regioni arancioni e la Sardegna rossa. 

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Vaccinati  in Italia oggi: la dashboard in tempo reale

Over 80: differenza tra regioni

Sulla categoria degli over 80, con alta priorità di vaccinazione, la situazione delle regioni è molto diversa: se il Veneto ha già vaccinato almeno con una dose il 94,14% dei suoi anziani, la Sicilia è arrivata a poco più di metà (57.48%) e la Calabria va solo un po' meglio (58,39%). Sotto la quota del'80% degli anziani protetti con almeno una dose ci sono anche l'Abruzzo (68,14%), la Liguria (68,31%), la Sardegna ( 70,73%), la Campania ( 72,49%), l'Umbria (73,80%), il Friuli Venezia Giulia (79,01%), il Molise ( 76,54%), la provincia di Bolzano ( 79,24%).
Gli over 80 vaccinati con le due dosi in Italia sono ancora solo il 53,82%, e anche qui le percentuali sono molto diverse da regione a regione: l 'forbice' va dal 37,67% della Sicilia al  72,06% della Basilicata.

Tra 70 e 79 anni: la situazione

In Italia il 45,09% degli anziani con più di 70 anni e meno di 80 ha ricevuto una dose di vaccino, e solo il 5,69% ha avuto anche il richiamo. Anche qui la situazione è ampiamente diversificata: dal  62% della provincia di Trento al  28,43% della Calabria.