Covid, una ragazza si vaccina (foto Imagoeconomica)
Covid, una ragazza si vaccina (foto Imagoeconomica)

Venezia, 25 ottobre 2021 - "E' uno scenario verosimile". Così ha risposto sulla possibile estensione della terza dose del vaccino Covid a tutta la popolazione il portavoce del Cts Silvio Brusaferro. "E' comunque sempre importante - ha aggiunto parlando a margine di un convegno a Venezia - acquisire dati, monitorare, valutare la persistenza della risposta immunitaria in tutta la popolazione. Quando avremo evidenze scientifiche queste verranno declinate in chiave operativa".

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Ancora più netto Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia dell'Università di Padova: "Se l'obiettivo è quello a lungo termine di bloccare la trasmissione e continuare ad avere una vita come questa senza le preoccupazioni che ha in questo momento la Gran Bretagna, è chiaro che" la terza dose "va fatta a tutti". Intervenuto nella trasmissione 'Rotocalco 264' su Cusano Italia Tv, ha detto: "C'è un'indicazione di opportunità e un'indicazione generale di sanità pubblica. L'indicazione di opportunità è che sappiamo che la protezione dopo 6 mesi scende in modo significativo, quindi tutte le persone vulnerabili e il personale sanitario dovrebbero farla il prima possibile. Poi c'è un'esigenza di sanità pubblica perché la maggior parte delle persone dopo 6 mesi dalla seconda dose diventa molto più suscettibile a trasmettere la malattia e in alcuni casi anche ad ammalarsi quindi la terza dose deve essere contemplata come un vero e proprio programma di sanità pubblica a lungo termine". "E' probabile - chiarisce Crisanti - che ogni anno bisognerà ripetere la vaccinazione, io penso che si dovrà raggiungere un equilibrio a livello di popolazione tra persone vaccinate e persone guarite che bloccano la diffusione del virus, questo è un processo naturale che via via si stabilizza. Eliminare completamente un virus che si è stabilizzato è praticamente impossibile''.

Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ieri sera a Che tempo che fa su Rai3, è intervenuto sulla possibilità di fare una seconda dose a chi ha fatto il vaccino Johnson & Johnson: "È un vaccino a vettore virale, come AstraZeneca, che ha ottenuto l'approvazione da parte delle agenzie regolatorie per una sola somministrazione monodose. In questo ora c'è la notizia di un processo di revisione da parte di FDA, successivamente ci sarà sicuramente anche da parte di EMA. Qualora arrivassero indicazioni sulla possibilità di somministrare una seconda dose con una vaccino a RNA Messaggero, si avrebbe il vantaggio di indurre una risposta immunologica anche migliore. Queste persone verranno chiamate, c'è un'anagrafe vaccinale molto precisa. Somministrare oltre i due mesi non compromette l'efficacia. Appena arriveranno le indicazioni delle agenzie regolatorie, si farà tutto velocemente".

Nel corso di un convegno a Venezia, Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, afferma: "Cosa succederà questo inverno con il Covid dipende da diversi fattori ma in particolar modo dalla copertura vaccinale: per tenere sotto controllo il virus, con un R0 che si assesta tra 5-6, dobbiamo raggiungere probabilmente la soglia del 90%". Per Rezza in Italia la situazione è molto buona "ma non ottimale perché abbiamo ancora alcuni casi e tra 30-40 morti al giorno. Siamo tra i Paesi con l'incidenza più bassa in Europa e nel mondo, grazie alla campagna di vaccinazione e all'uso della mascherina al chiuso".