Lunedì 22 Luglio 2024
VIVIANA PONCHIA
Cronaca

Rivoluzione dopo il Pandoro-gate. Ferragni rompe col super manager. E lui: "Non sono stato licenziato"

Sono entrambi indagati per la presunta falsa beneficenza. La nota del gruppo: rinnovamento aziendale. Damato: "Ho scelto io di andarmene". Fedez gettò ombre sul suo ruolo nella crisi mediatica dell’influencer.

Rivoluzione dopo il Pandoro-gate. Ferragni rompe col super manager. E lui: "Non sono stato licenziato"

Rivoluzione dopo il Pandoro-gate. Ferragni rompe col super manager. E lui: "Non sono stato licenziato"

Licenziato per cattiva strategia. No, dimissioni volontarie. In ogni caso nessuna sorpresa. Fabio Maria Damato lascia il gruppo di Chiara Ferragni e si sfoga su Instagram: "Esco stremato dalla violenza che tutti abbiamo subito". Dopo la prima stella, e prima dell’affaire Balocco, al centro della galassia c’era lui. Bocconiano di Barletta, braccio destro dal 2017: il manager con cui l’influencer aveva deciso "di fare rumore" e lo ha fatto sul serio.

Odiato da Fedez, al quale il rapper attribuiva la crisi del pandoro e la sua pessima gestione, Damato saluta così: "Domani (oggi, ndr) sarà il mio ultimo giorno da general manager di Tbs Crew e Chiara Ferragni brand. Lo scorso febbraio, dopo attente e inevitabili riflessioni, ho deciso di dare le dimissioni (quindi no, non sono stato licenziato) dalle aziende con cui ho condiviso un percorso professionale incredibile. Resto amareggiato per come questa vicenda abbia messo in ombra anni di duro e onesto lavoro che non si può attribuire solo al caso o alla fortuna". Chiarisce: "Ho letto una certa ossessione circa i miei presunti incredibili guadagni. Purtroppo (per me) le cifre circolate sul mio stipendio di lavoratore dipendente sono lontane dalla realtà". E sulla ventilata faraonica buonuscita: "Non ho richiesto nessuna liquidazione aggiuntiva, tanto meno da 4 milioni di euro". A Ferragni ("che ho sempre rispettato come persona e capo") dice di essere riconoscente, sebbene non si vedano dai giorni dello scandalo. Ma l’imprenditrice lo ha già sostituito. Nel "percorso di rinnovamento aziendale" entra il rampante Lorenzo Castelli, finito nella lista di Forbes dedicata agli under 30 più promettenti del suo settore. Oltre alla mamma. La nomina di Marina Di Guardo a direttore generale della Sisterhood era stato il primo segnale del nuovo corso, visto che la signora assume gli stessi poteri gestionali di Damato, indagato per concorso in truffa aggravata nell’inchiesta sui pandori Balocco Pink Christmas. Castelli viene distaccato dal principale azionista Alchimia nel riassetto dei vertici di Fenice, che gestisce le licenze sul marchio dell’influencer, per andare ad affiancare Alessandro Marina, consulente molto noto nella moda milanese. Classe 1991, il manager laureato in Economia del lavoro con master alla Luiss e gavetta americana (assistente personale di John Vizzone, vice presidente di Ralph Lauren), provò ad aprire senza successo una catena di negozi alimentari italiani a Miami. Tornato a casa, ha poi co-fondato Alchimia Investments attiva nel capitale a rischio, la prima società a realizzare un test con persone a bordo di un treno con tecnologia hyperloop (i passeggeri e le merci viaggiano ad alta velocità dentro tubi a bassa pressione).

Damato, di fatto da mesi già oltre la porta, insiste sull’uscita "autonoma e volontaria". E in qualche modo fa respirare di sollievo Fedez, la cui separazione dalla moglie è stata attribuita anche dai pesanti litigi sul manager. "Chiara poteva spiegare che le responsabilità non sono tutte sue" aveva detto a Belve. Anche dei manager? "Di uno solo".