Ritorno a scuola (Ansa)
Ritorno a scuola (Ansa)

Roma, 23 agosto 2021 - Prima campanella già il 6 settembre per le scuole dell'Alto Adige mentre, percorrendo tutta la Penisola, saranno gli studenti di Puglia e Calabria gli ultimi a tornare in classe il 20 settembre. Ma per il nuovo anno scolastico 2021-22 a tenere banco non c'è solo la questione di quando inizia la scuola, che come ogni anno ha un calendario variabile da regione a regioni, ma anche di come si torna a fare lezione con l'epidemia Covid ancora in corso. 

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Il calendario regione per regione

Intanto il calendario ufficiale del ritorno a scuola è già fissato per tutti. E come gli anni passati si parte da nord, con le scuole dell'Alto Adige prime a riaprire dal 6 settembre. Ma è il 13 settembre la data che si può considerare come il primo giorno di scuola in Italia, quella che riguarda la maggior parte delle regioni: iniziano il 13 settembre Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Trentino, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto (scuole medie, elementari e infanzia). Poi segue la Sardegna il 14 settembre, quindi tocca a Campania, Liguria, Marche, Molise e Toscana il 15 settembre, mentre Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Veneto (scuole superiori) riaprono il 16 settembre. Ultime a far partire il nuovo anno scolastico Calabria e Puglia dal 20 settembre. 

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Come si torna in classe

Nel terzo anno in cui la scuola deve fare i conti con la pandemia, l'obiettivo primario è garantire una riapertura in presenza per tutti. E la soluzione su cui punta il governo è il possesso del green pass, pena la sospensione:lo ha detto domenica il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi che ha scelto di fare un punto complessivo sulla ritorno nelle aule scolastiche parlando al Meeting di Rimini di Cl. Parole dirette del ministro: "Abbiamo un set di regole chiare, che abbiamo ovviamente dato seguendo le indicazioni del Cts. Indicazioni che dicono in maniera molto evidente che tutti coloro che hanno un green pass sono dentro la scuola, nel senso che saranno presenti all'inizio della scuola a settembre, invece coloro che non hanno un green pass, come dice la norma attuale, ovviamente saranno sospesi". E il green pass, ha chiarito, "è una misura di tutela, è la dimostrazione palese che io penso non solo a me, ma anche ai miei, ai ragazzi, ai figli di tutti noi". Binachi ricorda che il green pass è una misura europea e ribadisce che Il governo e il mondo della scuola stanno lavorando "per un ritorno in presenza. Noi siamo convintissimi di questo, abbiamo lavorato su questo già da primavera" e "in questo momento stiamo investendo una quantità di risorse, oltre due miliardi, come mai si è visto". Tra le risorse stanziate, ha detto il ministro, ci sono 800milioni per la questione trasporti scolastici, investiti per aumentare nell'ora di punta del 20% l'offerta. É inoltre confermato l'utilizzo della mascherina da parte degli studenti sopra i sei anni, mentre sulll'immunizzazione dei ragazzi "mi fido di loro - ha detto il ministro - lo dimostra la risposta straordinaria che stanno dando: fra i 16 e i 19 anni siamo già a un grande livello, sopra il 60% di vaccinazione".

A ribadire la linea del governo sulla scuola, da Rimini, è intervenuta oggi anche la ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini: "Ci troviamo alla vigilia della riapertura dell'anno scolastico, sarà un anno complesso ma la scuola aprirà in presenza. Sappiamo quanto sia importante dare un futuro ai nostri giovani, dare degli standard qualitativi e delle competenze".

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La proposta: spostare a ottobre il ritorno a scuola

Mancano poche settimane alla prima campanella in tutte le scuole d'Italia, ma "far slittare di 20 giorni il ritorno fra i banchi" dei ragazzi, spostando a "lunedì 4 ottobre" il primo giorno di scuola, garantirebbe non solo "un meteo più clemente", ma soprattutto si ripartirebbe avendo nel Paese "il 10% di vaccinati in più", se si tornasse al ritmo di 500mila somministrazioni giornaliere. È la proposta di Italo Farnetani, professore ordinario di pediatria della Libera Università Ludes di Malta.

Farnetani ricorda che già nel 2014 c'era stata la proposta per spostare ad ottobre l'inizio dell'anno scolastico, allora solo per motivi climatici, mentre ora, In tempi di Covid, "a questa soluzione sarebbe associato anche il vantaggio di poter effettuare più di 10 milioni di vaccinazioni", procedendo al ritmo di mezzo milione di vaccini nei 20 giorni tra il 13 settembre e il 3 ottobre. "Tale cifra rappresenta circa il 10% della popolazione italiana vaccinabile (da 12 anni in sui)". Così le scuole, con tutto il carico di spostamenti e contatti interpersonali che si portano dietro, ripartirebbero in un contesto più protetto, osserva Farnetani: "Abbiamo infatti un netto aumento della copertura vaccinale con un abbassamento del rischio di contagio sia a scuola sia nella fase dei trasporti quando si mettono in movimento - fra alunni, genitori o altri parenti, docenti e personale scolastico - circa 20 milioni di persone al mattino e altri 20 milioni all'uscita. È dunque evidente che aver somministrato la considerevole cifra di 10 milioni di dosi in più avrebbe un peso".