Una protesta di studenti contro la didattica a distanza nelle strade di Milano
Una protesta di studenti contro la didattica a distanza nelle strade di Milano
Giulio, sei stato uno dei primi studenti in Italia a manifestare contro la didattica a distanza. Se in questo anno scolastico vi troverete nuovamente a fare lezioni on line, cosa farai? "Tornerò a protestare – dice Giulio Pugnaghi, 15 anni, al secondo anno del liceo classico Minghetti di Bologna –. Farò sentire la mia voce più di prima, visto che quest’anno abbiamo ricevuto importanti promesse dal governo". Cosa intendi? "Che torneremo a scuola al 100% in presenza, a meno che non ci siano zone arancioni o...

Giulio, sei stato uno dei primi studenti in Italia a manifestare contro la didattica a distanza. Se in questo anno scolastico vi troverete nuovamente a fare lezioni on line, cosa farai?

"Tornerò a protestare – dice Giulio Pugnaghi, 15 anni, al secondo anno del liceo classico Minghetti di Bologna –. Farò sentire la mia voce più di prima, visto che quest’anno abbiamo ricevuto importanti promesse dal governo".

Cosa intendi?

"Che torneremo a scuola al 100% in presenza, a meno che non ci siano zone arancioni o rosse. Non voglio subire un’altra presa in giro".

Cosa ne pensi dell’obbligo vaccinale a scuola?

"Per i professori e gli operatori è un modo per garantire al meglio un servizi pubblico. Un docente vaccinato non rischia di fare perder agli studenti lezioni preziose".

Tu sei vaccinato?

"Sì, con due dosi".

In Francia, se c’è un positivo in classe, vanno in Dad solo gli studenti non vaccinati. Mentre gli altri possono restare a seguire le lezioni a scuola.

"È giusto che chi è vaccinato stia in presenza, così come chi ha un tampone negativo. I non vaccinati possono invece proseguire le lezioni in Dad".

Se ti volti indietro, cosa hai perso in questi 2 anni di Dad?

"Mi hanno rubato il primo anno alle superiori, al Minghetti, un liceo che vive sulla socialità".

Voi studenti dimenticati avete perso due anni in Dad?

"Io mi sono impegnato ugualmente, anche se è stato molto difficile. Per molti sono stati due anni persi, certo. In Dad non hai più voglia di studiare, puoi fare tardi alla sera tanto alla mattina puoi svegliarti dopo, non sei spinto al’apprendimento, nessuno controlla se segui la lezione".

La sensazione è che a settembre tutto sarà come prima.

"Voglio essere ottimista, spero che non succeda. Il timore di essere messi da parte c’è, nonostante ottimi dati sulla diffusione nelle scuole".

Cosa vuoi dire al ministro Bianchi?

"Le promesse vanno mantenute. Gli studenti devono vivere un anno sereno, non di ansia. In Dad diventiamo voti, numeri, faccette nello schermo".

Qual è la tua ricetta per svolgere tutto l’anno scolastico in presenza?

"L’aumento dei trasporti e avere dati trasparenti sulla scuola. Bisogna riconoscere quali contagi sono dovuti agli istituti e quali derivano da altri focolai".

Quali i disagi per colpa della Dad?

"Siamo diventati schiavi degli schermi. Nel maggio scorso, io e i miei amici siamo rimasti tutto il pomeriggio in videochiamata, invece che uscire all’aria aperta. Era un pomeriggio di sole splendido. In quel momento mi sono reso conto che ci siamo abituati a stare a distanza. Avevamo paura di uscire".