Le regole fino a Pasqua, poi scatta il nuovo decreto
Le regole fino a Pasqua, poi scatta il nuovo decreto

Roma, 31 marzo 2021 - Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto contenente le nuove misure anti-Covid e le norme sugli operatori sanitari no-vax. Il provvedimento entrerà in vigore il 7 aprile e resterà valido fino alla fine del mese. Niente zone gialle fino al 30 aprile, ma con delibera del governo - almeno secondo quanto previsto dalla bozza - potranno essere fatte deroghe specifiche in base all'andamento dell'epidemia e del piano vaccinale. Nelle zone rosse non sarà consentito andare a trovare parenti o amici una volta al giorno e in massimo due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) come invece sarà permesso nel weekend di Pasqua quando tutta Italia sarà in rosso. Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, saranno invece consentite in zona arancione, all'interno del comune di residenza. "Esprimo soddisfazione per un decreto legge che mette la tutela della salute al primo posto. Vincere la battaglia sanitaria è la premessa per la vera ripartenza del Paese", ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, al termine del Cdm.

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"Noi ci appelliamo alla scienza, noi ci fidiamo dei medici italiani. Se i dati scientifici classificheranno una Regione come ancora a rischio, cioè rossa, si manterranno le chiusure. Se invece i dati scientifici classificheranno una regione come più sicura, cioè gialla o bianca, si comincerà a riaprire. Semplice. Non si possono rinchiudere fino a maggio 60 milioni di persone e migliaia di attività economiche, sportive o culturali, per scelta politica, non medica o scientifica, del ministro Speranza". Prima del Consiglio dei ministri ci sono stati ripetuti contatti tra la Lega e il presidente del Consiglio, Mario Draghi, fanno sapere fonti del Carroccio, secondo cui non c'è nessuno screzio con il premier, ma la Lega è convinta della necessità di seguire i dati scientifici. "Avremmo preferito un'apertura maggiore ma siamo soddisfatti perché non è passata la linea della chiusura totale e le revisioni verso le aperture saranno sempre possibili, ogni settimana", hanno detto ancora fonti governative leghiste. "Basterà una delibera del Cdm per cambiare in meglio se i dati lo consentiranno. Di fatto un commissariamemto di Speranza e del Cts", si sostiene.

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La protesta dei sindaci

Da segnalare la protesta dei sindaci e dei presidenti di Provincia che, come sottolinea Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci, "per la prima volta non sono stati consultati né informati sulle misure contenute nel testo". E la critica: "In un momento così delicato per il Paese tutto ci aspettavamo tranne che una frattura nella collaborazione istituzionale. Non ci sembra proprio un buon inizio nel rapporto con i territori e le comunità locali. Eppure da oltre un anno noi sindaci ci siamo distinti per responsabilità e leale collaborazione istituzionale, mettendo sempre la nostra faccia anche su provvedimenti e scelte non direttamente ascrivibili alle competenze delle amministrazioni locali. Vorrà dire che chiederemo ai ministri di venire a spiegare il provvedimento per strada e nelle piazze dove fino a oggi eravamo noi a fare da bersaglio alle legittime proteste dei cittadini".

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La bozza del decreto in Pdf

Scuole e Dad

Un'altra delle principali novità riguarda le scuole. Si tornerà in presenza anche nelle zone rosse fino alla prima media mentre in quelle arancioni saranno in classe gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori, ma al 50%. I governatori non potranno emanare ordinanze più restrittive per sospendere l'attività in presenza, è previsto dalla bozza. "Dal 7 aprile al 30 aprile è assicurato in presenza sull'intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi" fino alla prima media, si legge. Una disposizione che "non può essere derogata da provvedimenti dei Presidenti delle Regioni e, delle Province autonome".

 "L'obiettivo è quello di garantire gradualmente il rientro a scuola in presenza di tutti gli studenti", assicura Palazzo Chigi.

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L'obbligo del vaccino per i sanitari

Il decreto approvato dal Cdm con le misure anti-contagio "prevede l'obbligo di vaccinazione per gli esercenti le professioni sanitarie e per gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie e socio/sanitarie pubbliche e private, in farmacie, parafarmacie e studi professionali", precisa Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri.  "La misura ha come obiettivo - viene rimarcato - quello di tutelare più possibile sia il personale medico e paramedico sia coloro che si trovano a frequentare ambienti che possono essere maggiormente esposti a rischio di contagio. Il lavoratore che rifiuterà di vaccinarsi potrà essere adibito (ove possibile) ad altre mansioni che non comportino rischi di diffusione del contagio (in caso contrario la retribuzione non sarà dovuta). La disposizione vale anche per gli autonomi.

Delusione da parte dei medici: "incompleta e insufficiente la tutela penale per i professionisti, che hanno operato in un contesto straordinario" e poco incisive anche le norme sull'obbligo vaccinale, commenta "a caldo" il presidente della Fnomceo Filippo Anelli. "Non possiamo nascondere un po' di delusione: i provvedimenti a tutela dell'operato dei professionisti durante il Covid non recepiscono appieno le richieste avanzate dal mondo medico, limitandosi a esimere i vaccinatori dalla punibilità per omicidio colposo e lesioni colpose a seguito della somministrazione del vaccino - spiega - E anche le norme che introducono il cosiddetto "obbligo vaccinale" per i sanitari sono in realtà poco incisive, limitandosi alla sospensione, tramite un iter piuttosto farraginoso, dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali".

Dopo l'ok del governo, la ministra della Giustizia, Marta Cartabia commenta: "L'intervento giuridico sull'obbligo vaccinale, condiviso da tutto il Governo, è in linea con l'obiettivo di accelerare il completamento del piano di vaccinazione. E in questa direzione, va anche la norma sulla responsabilità sanitaria da somministrazione del vaccino antiCovid".

Scudo per i vaccinatori

Il decreto esclude la punibilità dei "vaccinatori" quando hanno agito seguendo le procedure corrette previste per la somministrazione del vaccino e, quindi, l'uso è avvenuto in conformità con le indicazioni contenute nelle circolari pubblicate sul sito del ministero e nel "foglietto illustrativo". Questo in caso di omicidio colposo e lesioni personali colpose "verificatisi a causa della somministrazione di un vaccino per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV -2, effettuata nel corso della campagna vaccinale straordinaria in attuazione del Piano" nazionale.

Bar e ristoranti

Restano chiusi. Possibile solo l'asporto, fino alle 18, e la consegna a domicilio, fino alle 22 e solo per i ristoranti. In caso di ripristino delle zone gialle, bar e ristoranti potranno riaprire a pranzo.

Palestre, piscine, cinema, teatri

Ancora niente aperture fino al 30 aprile. Se la verifica di metà mese darà esito positivo e dunque torneranno le zone gialle, si potrebbe valutare la riapertura di cinema e i teatri con le regole che erano già previste nel precedente decreto: prenotazione obbligatoria, massimo 200 spettatori al chiuso e 400 all'aperto. Possibile riapertura anche per i musei.

Seconde case

Sarà sempre possibile raggiungere le seconde case, anche in zona rossa, a patto che non ci siano però ordinanze dei presidenti di Regione che impongono regole più restrittive. È il caso ad esempio di Campania Puglia e Liguria, che hanno posto per Pasqua il divieto non solo per i non residenti ma anche per i residenti. L'accesso alle seconde case per i non residenti è vietato in Valle d'Aosta, Alto Adige, Trentino, Toscana, Sardegna. In Sicilia si entra solo con tampone negativo effettuato 48 ore prima dell'arrivo.

Concorsi pubblici

 Il decreto prevede lo sblocco dei concorsi (circa 110mila posti) e introduce procedure concorsuali semplificate. Tra le principali novità si prevede una prova scritta e una prova orale nei soli concorsi per il reclutamento di personale non dirigenziale. Sono esclusi dalle procedure semplificate i concorsi per alcune categorie (il personale in regime di diritto pubblico, ex articolo 3 del Dlgs 165/2001) tra cui magistrati ordinari, amministrativi e contabili, avvocati e procuratori dello Stato, professori universitari, appartenenti al comparto sicurezza e difesa, personale della carriera diplomatica e prefettizia. Per consentire lo svolgimento delle prove in sicurezza si prevede l'obbligo per i candidati di produrre la certificazione di un test antigenico anche negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Inoltre: la durata massima della prova limitata a un'ora; svolgimento delle prove in sedi decentrate a carattere regionale

Documento unico auto

Tra le misure in materia di trasporti approvate oggi in Consiglio dei ministri c'è la "proroga di 3 mesi (dal 31 marzo al 30 giugno 2021) dell'entrata a regime del documento unico per la circolazione dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Lo slittamento consente di perfezionare le procedure telematiche relative ai veicoli adibiti al trasporto delle merci e agli autobus, sottoposti a particolari normative di settore, e di completare la fase di rodaggio di tutte le procedure". Lo comunica Palazzo Chigi.

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