Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese (Ansa)
Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese (Ansa)

Roma, 10 settembre 2021 - Dopo i fatti di cronaca di ieri che hanno visto 8 no vax indagati per istigazione a delinquere aggravata con chat choc in cui parlavano di far saltare i camion delle tv, anche il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha espresso preoccupazione "perché i toni salgono sempre di più e c'è il rischio che ci siano estremismi che vanno a incidere sulle manifestazioni". 

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"Da inizio pandemia abbiamo svolto 50 milioni di controlli - ha sottolineato il ministro -, ci sono state manifestazioni con infiltrazioni della criminalità. In questo momento abbiamo avuto manifestazioni che ci davano preoccupazione, come il blocco delle stazioni, dove ci ci siamo impegnati particolarmente ed è andato tutto bene".

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No vax indagati

Intanto per gli otto membri del gruppo Telegram "I Guerrieri", perquisiti all'alba di ieri in un blitz della Digos e della Polizia Postale, è in corso di valutazione l'ipotesi di contestazione anche del reato di associazione per delinquere. E' quanto si apprende in ambienti vicini alle indagini, coordinate dal capo della sezione distrettuale antiterrorismo della procura di Milano Alberto Nobili e dal pm Piero Basilone. I cinque uomini e le tre donne sono già indagati per istigazione a delinquere aggravata per aver pianificato un'azione violenta con l'utilizzo di armi bianche e ordigni esplosivi come molotov da mettere in pratica al raduno No Green pass in programma al Circo Massimo di Roma l'11 e il 12 settembre. 

Minacce di morte a Speranza

Un uomo di 35 anni della provincia di Latina è stato invece denunciato per "minaccia aggravata" in quanto ritenuto responsabile di aver inviato, ad aprile, mail dal contenuto minaccioso rivolte al ministro della Salute Roberto Speranza. Secondo i Nas le minacce erano "di estrema gravità", connesse "con le misure e le restrizioni governative adottate in relazione all'emergenza sanitaria: utilizzando toni offensivi, infatti, nei messaggi venivano prospettate azioni violente nei confronti del Ministro, contenenti anche esplicite minacce di morte".

"Poverino hai denunciato quelle persone che ti hanno detto la verità - scriveva l'uomo, riferendosi alle perquisizioni che, ad aprile scorso, i militari del Reparto Operativo del NAS avevano condotto, sempre sotto la direzione della Procura di Roma, nei confronti di altre 4 persone, per analoghe minacce al ministro - tu hai rovinato la vita a noi italiani e anche a me tu sicuro farai una brutta fine per forza". Queste alcune delle espressioni violente contenute nelle e-mail acquisite dai militari.