Papa Francesco durante l'udienza per gli auguri di Natale ai dipendenti vaticani
Papa Francesco durante l'udienza per gli auguri di Natale ai dipendenti vaticani

Città del Vaticano, 22 dicembre 2020 - Niente fedeli in piazza San Pietro per il tradizionale Messaggio natalizio del Papa e successiva Benedizione Urbi et Orbi, ma messe di Natale salve nell’Italia in zona rossa sotto l'Albero. A riguardo si cercherà di distribuire la partecipazione dei fedeli nell'arco delle diverse liturgie previste durante la giornata, i cui orari saranno in parte anticipati.

Messa di Natale: Papa Francesco celebra in San Pietro

Messe di Natale: autocertificazione e chiesa più vicina

Zona rossa Natale: ecco cosa si può fare

A partire dalla funzione di ’mezzanotte’, celebrata da papa Francesco nella basilica di San Pietro alle 19,30 del 24 dicembre (diretta tv su Rai Uno) per consentire ai presenti di rispettare il coprifuoco in vigore dalle 22 alle 5. In pratica si tratta di un anticipo di un paio d’ore sulla tabella di marcia invalsa in tempi recenti entro le mura leonine, visto che da dieci anni a questa parte (a rompere gli indugi è stato Benedetto XVI) il Pontefice presiede la liturgia più suggestiva delle festività natalizie attorno alle 21.30-22. Non più tardi, insomma. 

In compenso la Prefettura della Casa pontificia comunica che, in occasione della Solennità del Natale, Bergoglio pronuncerà il Messaggio natalizio e impartirà la benedizione Urbi et Orbi nell’Aula delle Benedizioni del Palazzo apostolico. Nei giorni 26 e 27 dicembre e 1, 3 e 6 gennaio 2021, invece, la recita dell’Angelus avverrà nella Biblioteca vaticana. 

Fin qui le disposizioni decise dalla Santa Sede che ha scelto la linea del rigore per scongiurare pericolosi assembramenti in questo insolito Natale condizionato dalla pandemia. Ma quali sono nel dettaglio le regole per seguire la celebrazione eucaristica il 25 dicembre nel pieno rispetto dell'ultimo decreto legge (18 dicembre) che per le giornate del 24, 25, 26, 27, 31 e 1, 2, 3, 5, 6 gennaio applica su tutto il territorio nazionale le misure previste per le zone rosse?

Autocertificazione necessaria

Durante le giornate in rosso sarà sempre possibile recarsi nei luoghi di culto per un momento di preghiera o per partecipare a una funzione religiosa. Per agevolare le eventuali operazioni di controllo delle forze dell’ordine si consiglia di premunirsi di un modello di autocertificazione che attesti il motivo dell’uscita da casa.

A messa vicino a casa

In una nota la Conferenza episcopale italiana ricorda come la circolare del ministero dell’Interno (7 novembre 2020) stabilisca che i luoghi di culto dove ci si può recare per pregare "dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini".

Distribuzione dei fedeli

Quanto alla giornata di Natale i vescovi ricordano che i parroci dovranno orientare i laici "a una presenza ben distribuita", tra le varie celebrazioni previste durante la festività religiosa più sentita dell’anno: dalla messa vespertina della vigilia a quella della notte (24 dicembre), dalla liturgia dell’aurora a quella del  giorno (25). Sempre nell’ottica di scongiurare assembramenti, la Santa Sede è intervenuta nei giorni scorsi con un decreto ad hoc che concede ai preti di poter presiedere fino a quattro celebrazioni in un giorno (derogando così alla regola che ne prevede al massimo tre).

Prenotazioni anche via app

In una Chiesa che cerca di tenere il passo della tecnologia non mancano casi di parroci che hanno messo a punto un vero e proprio sistema di prenotazione dei posti disponibili per la liturgia di Natale. Qualcuno si è avvalso anche di applicazioni. Non resta quindi che informarsi con un certo anticipo sulle modalità scelte dalla propria parrocchia per evitare di restare fuori dal portone.

Messa di mezzanotte

Nelle scorse settimane ha tenuto a lungo banco il tema della funzione religiosa di mezzanotte. Si tratta, ad essere precisi, della celebrazione nella notte di Natale che il Messale indica svolgersi "di solito" a mezzanotte. Come a significare che non esiste alcun obbligo di rispettare l'orario alla lettera. Anzi, da anni migliaia di parrocchie tengono la liturgia ben prima delle 24 in modo tale da agevolare un più sereno rientro in famiglia dei fedeli. In quest'anno particolare l'episcopato ha disposto che per la messa nella notte del 25 dicembre "sarà necessario prevedere l'inizio e la durata della celebrazione in un orario compatibile con il cosiddetto 'coprifuoco', cioè entro le 22".

Distanziamento tra i fedeli

In chiesa, anche a Natale, vanno rispettate le disposizioni previste dal Protocollo d’intesa fra governo e Cei, datato 7 maggio, con successive integrazioni. Merita di essere ribadita l’esigenza di mantenere il distanziamento sociale tra i partecipanti alla messa. Non sono tenuti ad osservare quest’obbligo i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione; persone, non legate da vincolo di parentela, di affinità o di coniugio che condividono abitualmente gli stessi luoghi dove svolgono vita sociale in comune.

Mascherina obbligatoria

Durante la messa bisogna sempre indossare la mascherina protettiva onde evitare rischi di contagio. 

Comunione senza fila

Un’altra regola stabilisce che la ricezione dell’Eucarestia avvenga al proprio posto. Sarà l’officiante a passare tra i banchi. Dal canto suo il fedele è tenuto a restare in piedi, con la mascherina calata sul volto, e a ricevere l’ostia sulla mano per portarla alla bocca solo una volta che il presbitero si sia allontanato. 

Cori ammessi

La celebrazione eucaristica potrà essere arricchita dalla presenza del coro i cui componenti dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e pari ad almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti (queste distanze possono essere ridotte solo ricorrendo a barriere fisiche, anche mobili, adeguate a prevenire il contagio tramite droplet).

Niente acquasantiere

Da quando è iniziata la pandemia nelle chiese ogni acquasantiera è stata svuotata. Questo per scongiurare qualsiasi possibile proliferazione del Covid-19.