Il premier Mario Draghi (Ansa)
Il premier Mario Draghi (Ansa)

Roma, 8 marzo 2021 - Non è più un tabù il lockdown totale in Italia. La chiusura a livello nazionale è tra le ipotesi (sette giorni su sette o solo nel weekend). Che in generale uno stretta sia possibile lo si capisce anche dalle parole di Mario Draghi nel videomessaggio rilasciato per la Festa della donna 2021, in cui il premier parla per la prima volta in pubblico dal suo insediamento. Il presidente del Consiglio ricorda la "grande zona rossa" del 2020 e spiega che stiamo fronteggiando "un'ermergenza analoga". Bisogna da un lato accelerare sui vaccini per "tornare alla normalità", la "via di uscita non è lontana". Ma ora servono "scelte meditate, ma rapide".

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Il vertice di oggi

L'accelerazione del piano vaccinale e gli interventi di carattere logistico sono stati al centro di un incontro a Palazzo Chigi: Draghi ha incontrato i ministri della Salute e per gli Affari regionali, Roberto Speranza e Mariastella Gelmini, il Commissario straordinario per l'emergenza Figliuolo, il capo della Protezione Civile Curcio e l'ad di Poste Del Fante per una riunione di aggiornamento. 

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Nuove zone rosse

Era stato lo stesso Roberto Speranza, in un intervento in televisione domenica, ad avvertire di aspettarsi altre regioni rosse. Ma nel frattempo, sono le ordinanze regionali ad imporre nuove restrizioni. Scattano infatti nuove zone rosse nelle Marche e in ToscanaPesaro da mercoledì 10 marzo entra in lockdown e a darne l'annuncio è stato il primo cittadino: "Siamo sotto la soglia di maggiore criticità - ha spiegato Matteo Ricci -, ma è stata presa questa decisione in via precauzionale visto il dato in aumento". Stessa decisione a Fermo, dove la scorsa settimana il numero dei positivi è salito del 25 per cento. Ma anche in Toscana il sindaco di Firenze, Dario Nardella, impone nuove restrizioni per "evitare la zona rossa e sciagurare la chiusura delle scuole", mentre Viareggio entra in lockdown e si va così a sommare ai comuni di Cecina (Livorno) Castellina Marittima (Pisa), oltre all'intera provincia di Pistoia.

Gli esperti

Anche il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta ha ribadito che "la terza ondata è partita" e ha sottolineato come "le terapie intensive siano in sofferenza in molte regioni. E più si riempiono gli ospedali, più si verifica la cosiddetta cannibalizzazione dei pazienti Covid" a danno di chi fa i conti con altre malattie. E interviene in televisione anche il primario infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli: "Temo, alla luce della realtà dei fatti, che le misure introdotte con l'ultimo dpcm non bastino. I casi visti ieri sono con molta probabilità sintomatici, ovvero di persone 'tamponate' perché presentavano problemi. E questo è un bel preannunzio della settimana che ci aspetta. Quello che va fatto ora è vaccinare a tappeto, sempre che ci siano i vaccini".

Le ipotesi in campo

Gli stessi scienziati del Cts nei giorni scorsi hanno raccomandanto misure più severe. Ma quali? Quella più drastica è il lockdown nazionale: tutt'Italia chiusa per due-tre settimane per consenire una campagna di vaccinazione più tranquilla (qui vi raccontiamo il caos liste). È ovviamente la scelta estrema ma il fatto stesso che se ne parli indica che il tabù sia superato. Poi prende piede anche l'ipotesi weekend rossi: cioè sabato e domenica tutt'Italia in zona rossa come è accaduto a Natale. O ancora l'ipotesi di rendere automatici i lockdown locali se si supera l'incidenza settimanale di 250 casi ogni 100mila abitanti. Infine il coprifuoco che potrebbe essere anticipato alle 20 o alle 19. Nelle prossime ore dovremmo saperne qualcosa di più.