Milano, 7 agosto 2020 - Il 'giallo' sui comuni bergamaschi di Alzano e Nembro si è sciolto (in parte) oggi grazie alla pubblicazione - da parte dell'Eco di Bergamo - dei verbali del 3 marzo, che finora non erano stati resi noti. Quel giorno il Comitato tecnico scientifico, riunitosi nella sede della Protezione civile, propose di "adottare le opportune misure restrittive già adottate nei Comuni della zona rossa anche in questi due comuni", ovvero Alzano Lombardo e Nembro e questo "al fine di limitare la diffusione dell'infezione nelle aree contigue". A rendere pubblico questo ulteriore verbale - dopo i 5 resi noti ieri - è stato il consigliere regionale della Lombardia Niccolò Carretta, di Azione, che lo scorso 6 aprile aveva fatto una richiesta al Pirellone di accesso agli atti riguardo la zona rossa bergamasca. Il motivo della proposta, si legge nel verbale pubblicato oggi dall'Eco di Bergamo è "limitare la diffusione dell'infezione nelle aree contigue". L'assesore regionale al Welfare, Giulio Gallera, commenta: "I verbali dicono che noi volevamo le zone rosse".

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Il premier Conte

"Il governo si è assunto sempre la responsabilità politica delle proprie decisioni non ritenendo mai di dover delegare agli scienziati... Man mano che vengono pubblicati i verbali del Cts ci sarà il giochino: in quale misura il governo si è discostato? Le nostre valutazioni sono state complesse, muovendo dalle valutazioni degli esperti...". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla zona rossa ad Alzano e Nembro dopo l'uscita del verbale del Cts. "Per quanto riguarda il verbale del 3 marzo del Cts - ha aggiunto Conte - ne sono venuto a conoscenza il 5... Abbiamo maturato la convinzione che fosse opportuna una interlocuzione con il Cts e dopo il Cdm del 5 abbiamo chiesto un approfondimento al Cts". Poi, ha continuato il premier, "la sera del 5 abbiamo avuto il parere e a notte inoltrata io e il ministro della Salute ci confrontiamo, avevamo predisposto per la zona rossa ma avevamo un dubbio: in una situazione compromessa che senso ha introdurre una cintura rossa solo per Alzano e Nembro". Conte ha sottolineato che c'è stato un supplemento di riflessione del Cts, quindi "il parere del Cts è del 7, in poche ore, tra le 2 e le 3 di notte, firmo il nuovo Dpcm, zona rossa per tutta la Lombardia e quindi una misura ancora più ampia".E ha aggiunto di avere "il vincolo del segreto istruttorio e non posso dire quello che ho detto ai magistrati di Bergamo".

Lo stralcio del verbale

Nello stralcio di verbale fornito al consigliere di Azione, il Cts sottolinea che Nembro e Alzano si trovano "in stretta prossimità di Bergamo" con una popolazione di 13.639 e 11.522 abitanti. "Ciascuno dei due paesi ha fatto registrare attualmente oltre 20 casi, con molta probabilità ascrivibili a un'unica catena di trasmissione. Ne risulta pertanto che l'R0 è sicuramente superiore a 1, il che costituisce un'indicatore di alto rischio di ulteriore diffusione del contagio". 

Legale delle vittime: e gli atti di febbraio?

Il 3 marzo, data del verbale in cui gli esperti chiedono al governo di chiudere Nembro e Alzano, "era già troppo tardi per prendere una decisione, il danno era già stato fatto", dice  Consuelo Locati, la legale del 'Comitato Noi Denunceremo'. "Nelle nostre denunce - prosegue Locati, che ha perso il padre per il Covid - già accennavamo a questo documento. Riteniamo comunque che sia obbligo del governo e della Regione Lombardia consentire l'accesso a tutti i documenti a decorrere dal 22 gennaio per valutare tutti gli atti del Cts".

"Come bergamasca mi sento offesa perché non ci sono trasparenza e chiarezza per chi ha vissuto una guerra di questo genere: è una questione di rispetto per chi non c'è più e per chi è sopravvissuto", dice Consuelo Locati, che ha presentato in Procura a Bergamo molte denunce di familiari di vittime del Covid. Per l'avvocato è necessario avere anche "i verbali precedenti" a partire dal 23 febbraio, per capire "sulla scorta di quali valutazioni" venne istituita la zona rossa nel Lodigiano e chiuso l'ospedale di Codogno, mentre l'ospedale di Alzano "è stato chiuso e poi riaperto e mai è stata istituita la zona rossa nei due comuni" della provincia di Bergamo "quando già si sapeva che erano focolaio". Per la legale, avere le note Cts precedenti potrà essere utile per capire a "quale organismo, se centrale o regionale sono in capo eventuali responsabilità" per il mancato isolamento dell'area.

La Regione Lombardia

Nella risposta a Carretta, la Regione sottolinea che appunto il 3 marzo dall'assessorato al Welfare furono inviati al direttore dell'Iss Silvio Brusaferro i dati sui positivi della provincia di Bergamo "che rappresentava una situazione di cluster nella zona della Val Seriana e del capoluogo": ovvero 58 contagiati a Nembro, 33 a Bergamo, 26 ad Alzano, 22 a Zogno e 16 ad Albino. 

Il consigliere Carretta

"Continua la battaglia di Azione per ottenere sempre più dettagli sugli eventi accaduti durante l'emergenza sanitaria in provincia di Bergamo. Capire cosa sia successo - ha sottolineato il consigliere regionale bergamasco - e perché sia o state prese certe decisioni piuttosto che altre è fondamentale ed è un diritto di tutti i cittadini". 

Miozzo: aspettative esagerate

Dopo la pubblicazione interviene anche il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo, che a Sky chiarisce: i verbali delle riunioni "non sono mai stati desecretati, perché non sono mai stati segreti. Sono stati considerati riservati".
E ancora: "Ci sono state delle aspettative su questi 'verbali segreti' che sono probabilmente esagerate. Abbiamo sempre fatto delle considerazioni scientifiche, valutate sulla base dell'andamento dell'epidemia, di regione in regione, settore per settore. Abbiamo sempre cercato di dare un supporto e un aiuto di analisi scientifica e tecnica al Governo, per le decisioni che il Governo ha dovuto e voluto prendere". 

I medici: bisognava chiudere

Secondo il presidente dell'Ordine dei Medici di Bergamo, Guido Marinoni, "era necessario chiudere Nembro e Alzano, andava bene farlo anche a marzo, si sarebbero salvate molte vite". "Già il 6 aprile noi scrivemmo una lettera alla Regione - aggiunge - in cui sottolineavano che era stato un grave errore. In quei giorni ad Alzano, Nembro e Albino, il mio paese, c'era già la percezione che lì stesse succedendo tutto e fuori ancora poco. Poi si è scoperto che in quella zona era in azione il ceppo più virulento, se si fosse chiuso si sarebbe evitato di esportare quel tipo di infezione e di andamento epidemiologico. Quantificare cosa non sarebbe successo è difficile anche sulla stessa realtà bergamaschi. Teniamo conto che aBergamo c'è un 20 per cento di sieropositività, in Valle Seriana il 40%. Se si fosse chiuso avremmo potuto evitare tanti morti in questa zona così colpita". 

Protezione civile: chiudere inutile

Di diverso avviso Francesco Rossoni, presidente della Protezione volontaria Civile di Alzano Lombardo: "Chiudere il 3 marzo non avrebbe cambiato nulla, i buoi erano già usciti dalla stalla fin dal 20 febbraio - è il suo ragionamento - Cercare delle colpe per quello che è successo è difficile per la semplice ragione che nessuno sapeva a cosa si sarebbe andati incontro. Di certo la Cina è responsabile di averci tenuto nascosto quello che succedeva da loro. Ora la situazione è sotto controllo, ma nel nostro piccolo, qui ad Alzano, abbiamo pronte le scorte di dispositivi di protezione nel caso di una nuova ondata".

Il verbale in mano ai pm di Bergamo

In ogni caso il documento del 3 marzo è agli atti dell'indagine della Procura di Bergamo: il verbale infatti, come tutti gli altri del Cts, fu trasmesso secondo l'iter di legge al Ministero della Salute. 
L'inchieste, coordinata dalla procuratrice aggiunta Maria Cristina Rota, riguarda due ambiti: la non istituzione della zona rossa e la chiusura e poi repentina riapertura del Pronto soccorso di Alzano, dove, nonostante il riscontro della positività di alcuni pazienti, si decise di tenere aperto l'ospedale. Nell'ambito dell'indagine per epidemia colposa, sono state sentite come persone informate sui fatti il presidente del consiglio, Giuseppe Conte e i Ministri Roberto Speranza (Salute) e Luciana Lamorgese (Interno).

L'opposizione insorge

Il centrodestra, con Matteo Salvini in testa, insorge: "Conte e compagni dovrebbero rispondere del sequestro di milioni di italiani e di un disastro sanitario, sociale ed economico senza precedenti".

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