Coronavirus, una pagina dei verbali Cts desecretati
Coronavirus, una pagina dei verbali Cts desecretati

Roma, 6 agosto 2020 -  Come promesso ieri nella tarda serata, la Fondazione Einaudi pubblica sul suo sito (www.fondazioneluigieinaudi.it) i verbali del Comitato tecnico scientifico posti a base dei Dpcm sul Coronavirus, che il Governo ha deciso di desecretare. In particolare si tratta di  5 verbali per oltre 200 pagine di testo, firmati dal Comitato istituito con un'ordinanza del capo del dipartimento della Protezione Civile: il n.12 del 28 febbraio, il n.14 del primo marzo, il n.21 del 7 marzo, il n.39 del 30 marzo e il n.49 del 9 aprile

In particolare emerge che due giorni prima che la presidenza del Consiglio dei Ministri, con un decreto del 9 marzo 2020, stabilisse il lockdown per tutta l'Italia, al fine di contenere la diffusione del Coronavirus, il Comitato tecnico scientifico suggeriva di istituire 'zone rosse', ovvero di "definire due livelli di misure di contenimento da applicarsi: uno nei territori in cui si è osservata a oggi maggiore diffusione del virus, l'altro, sull'intero territorio nazionale". 

Coronavirus, il bollettino di oggi, 6 agosto

Coronavirus, i casi nel mondo

 Il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell'informativa al Senato, dichiara: "I verbali del CTS sono stati consegnati a chi ne ha fatto richiesta. La trasparenza è una regola fondamentale". Ma la Lega protesta: "Inaccettabile che il governo tenga ancora secretati i verbali relativi alla zona rossa di Alzano e Nembro".

Ecco il verbale completo del 28 febbraio in Pdf

Le zone rosse

Il Comitato tecnico-scientifico (Cts) confermava, in una riunione del 28 febbraio, la necessità di mantenere le "zone rosse" negli 11 comuni di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto dove si stava maggiormente diffondendo la pandemia da coronavirus.  Gli undici comuni, indicati dal dpcm del 23 febbraio precedente, erano, nella Regione Lombardia. Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D'Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini e, nella Regione Veneto, Vo'.  Nella riunione del 7 marzo, il Cts proponeva di rivedere la distinzione tra "zone rosse" e "zone gialle".

Il verbale del 1° marzo

Stop agli abbracci

"Il Cts esprime la raccomandazione generale che la popolazione, per tutta la durata dell'emergenza, debba evitare, nei rapporti interpersonali, strette di mano e abbracci", scriveva il Comitato Tecnico Scientifico l'1 marzo scorso in una delle riunioni dopo l'esplosione del coronavirus in Italia. 

Il verbale del 7 marzo

Le misure zona per zona e il lockdown

Il Comitato tecnico scientifico, nel verbale del 7 marzo, individua "le zone cui applicare le misure di contenimento della diffusione del virus più rigorose rispetto a quelle da applicarsi all'intero territorio nazionale, nelle seguenti: Regione Lombardia, e province di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio Emilia e Modena; Pesaro e Urbino; Venezia, Padova e Treviso, Alessandria e Asti". Dunque l'indicazione era di misure differenziate per territori.

l 9 marzo, poi, il premier Giuseppe Conte avrebbe annunciato il lockdown totale dell'Italia.

Il verbale del 30 marzo

Il decalogo per i bimbi in lockdown

Nel verbale del 30 marzo scorso, il Cts proponeva un decalogo per i bambini durante il lockdown. Si parte dall'organizzazione della giornata fino ad arrivare all'insegnamento di hobby o attività motorie. Il punto numero 2, per esempio, consiglia di "evitare di tenere sempre accesa la televisione e/o la radio, ma selezionare, ogni giorno, cosa vedere (importante evitare che si tratti sempre di coronavirus)". Raccomandata, ovviamente, l'attività all'aperto mantenendo le distanze e evitando assembramenti, ma anche la possibilità di ritagliare uno spazio della giornata in cui "ogni componente del nucleo familiare racconta qualcosa a turno".
Nel verbale, inoltre, il Cts propone il modello-tipo della giornata per i bambini: "Sveglia, bagno, colazione (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti), igiene personale, attività domestiche, attività 'scolastiche', contatto telefonico e/o video con amici e parenti (nonni, zii, cugini), pranzo (compreso sparecchiare e mettere in ordine, attività libera (televisione, computer, ecc), attività 'scolastiche', merenda (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti), uscita di casa (dal cortile, alla spesa), attività ludico/ricreativa (hobby), cena (compreso sparecchiare, mettere in ordine e lavaggio denti), igiene personale, a letto (lettura e/o favola)". 

Il verbale del 9 aprile

Lega: ancora segreto su Alzano e Nembro

I parlamentari bergamaschi della Lega Roberto Calderoli, Daniele Belotti, Simona Pergreffi e Rebecca Frassini protestano: "È inaccettabile che il governo tenga ancora secretati i verbali relativi alla zona rossa di Alzano e Nembro. Chiediamo con forza che venga resa nota anche la parte della documentazione del Comitato Tecnico Scientifico che è stata consegnata, dopo una sentenza del Tar e forti pressioni parlamentari, dalla Presidenza del Consiglio alla Fondazione Einaudi che questa mattina l'ha pubblicata sul proprio sito internet. Presenteremo immediatamente un'interrogazione urgente sia alla Camera che al Senato perché consideriamo grave che non si faccia chiarezza su uno degli aspetti più delicati della gestione dell'emergenza, ovvero la mancata zona rossa in bassa Val Seriana. C'è un'indagine in corso da parte della Procura di Bergamo, ma è un diritto dei cittadini, dei bergamaschi in particolare, conoscere il contenuto di quei verbali per capire perché prima il Governo ha inviato centinaia di carabinieri, poliziotti e militari pronti a chiudere gli accessi ad Alzano e Nembro per poi sospendere tutto optando per la 'zona arancionè in tutta la Lombardia". 

La soddisfazione della Fondazione Einaudi

Gli avvocati Palumbo, Pruiti Ciarello e Todero esprimono "grandissima soddisfazione per il risultato raggiunto e l'affermazione del Diritto alla Conoscenza, in osservanza dei principi di buon andamento della Pubblica Amministrazione previsti dall'articolo 97 Costituzione". La trasparenza, aggiungono nella nota, "è un principio imprescindibile delle liberal-democrazie, che impone la pubblicazione di tutti gli atti riguardanti la compressione, più o meno incisiva, di diritti e libertà di rango costituzionale: in tal senso, la Fondazione Luigi Einaudi auspica che il Governo compia l'ulteriore passo sulla strada della trasparenza e pubblichi autonomamente tutti gli altri verbali del Comitato Tecnico Scientifico, utilizzati a supporto dei vari Dpcm adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, nel corso della pandemia da Covid-19".