Avevo detto che ci sarebbe voluto un mese.
È bastata meno di una settimana.
La separazione a fine 2020 tra Ferrari e Vettel rientra nella logica delle cose.
Mi spiego. Vista la situazione post pandemia, era interesse Rosso congelare la situazione per tutto il 2021. A condizioni economiche ovviamente diverse. E dal punto di vista di Maranello, con Leclerc sotto contratto per lungo tempo, non era immaginabile puntare sul tedesco oltre la scadenza 2021.
Seb doveva dare una risposta e non ha perso tempo. Non gli piaceva la soluzione yogurt con data di scadenza e lo capisco. Ha le sue ottime ragioni, s’intende.
In pratica, le due posizioni erano inconciliabili e parlando giorni fa dell’ultimatum Ferrari ero stato esplicito al riguardo.
Lasciamo stare ora le dichiarazioni ufficiali, doverose. E vi assicuro che non sono stati i soldi il detonatore. Era una questione di visioni e di percezioni diverse. L’Iban lo aggiusti sempre, a quei livelli lì. Il cuore, no.
Problemi.
Uno. Dovesse cominciare questa disgraziata stagione, come la affronterebbero i separati in casa? Confido, da prassi, sulla professionalità dei coniugi. Confido, non ci scommetto.
Due. Su Leclerc ricade il peso di una leadership da esercitare in solitario, o quasi. Secondo me ce la farà, ma non sarà semplice.
Tre. Per il 2021 al gettonatissimo Sainz e al più difficile Ricciardo, oltre a Giovinazzi, potete aggiungere (aaaarggghhhh!!!) il nome di Valterino Bottas.
Infine, il giudizio.
Vettel ha dato tanto alla Ferrari. Non ha vinto il mondiale, salvo miracoli da pandemia nel 2020!, e va ad arricchire una lista che comprende nomi come Mansell, Prost, Alonso…
Penso gli resterà il grande rammarico del 2018, quella estate della tragedia di Marchionne, l’estate anche dei suoi errori in pista.
Io a Seb voglio bene. Meritava di più.
Ma quando manca la voglia di continuare a vivere e soffrire assieme, è meglio chiudere.
Per questo i mesi 2020, se ci saranno corse, mi preoccupano.
Ma avremo modo di riparlarne.