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“Se non mi capite, l’imbecille sono io”Leo Turrini - 15 luglio 2022

Se non mi capite, l’imbecille sono io.
Cito il titolo dell’ultimo volume a firma Indro Montanelli anche per ricordare Eugenio Scalfari.
Per la mia generazione, con i piedi piantati nel Novecento, sono stati due Maestri.
Sulle cose nostre, se non mi capite l’imbecille sono io. Dunque, riassumo la mia posizione.
Uno. Io durante l’ultimo inverno speravo in una Ferrari così (4 vittorie e 7 pole su 11 Gp) ma ci credevo poco. Per questo è penoso l’atteggiamento di chi dice: ah, ma hanno avuto due anni interi per prepararsi, è il minimo! Il minimo sta minchia, la McLaren e la Aston Martin hanno gli stessi soldi di Binotto e avevano lo stesso tempo a disposizione, Alpine Renault idem. Su Mercedes mi taccio. È da citrulli non apprezzare i meriti della squadra di Maranello, punto. Anzi: è da sfigati nella vita.
Due. Io temo la Ferrari non vinca il mondiale. Non per le menate su Sainz (poi ci arrivo) ma perché dall’inizio questa Rossa è bellissima, competitiva su ogni tipo di pista, ma dannatamente fragile. Succede perché è stata fatta una scelta per privilegiare la prestazione e io anche se conto zero la scelta la condivido. Il 2022 vuole essere un primo passo, da cuore in gola permanente. Per inciso, non è vero che trattasi di problema già risolto.
Tre. Numeri alla mano, era da Raikkonen/Massa che non avevamo una Ferrari così competitiva a questo punto della stagione. Secondo me, ripeto, non vincerà. Ma il salto di qualità è innegabile.
Quattro. Il Muretto ancora non è pronto. Parlo di strategie da emergenza. Montecarlo docet. A Silverstone era tale la paura di sbagliare che si sono diversificate le scelte sui piloti. Va bene? No. Si può migliorare? Si deve. Se necessario anche modificando la struttura. Ma immaginare complotti poteva venire in mente solo, appunto, a malati di mente. La Ferrari ha investito su Leclerc quando ancora era un adolescente. Sto aspettando una motivazione razionale di un presunto sabotaggio ai danni di un pilota formidabile, che la Scuderia ha allevato con cura e con passione. Temo che aspetterò invano.
Cinque. Leclerc è più veloce di Sainz. Punto. Ma solo chi non capisce una beata mazza di corse può pretendere che Binotto vada ad inizio stagione o dopo tre gare da Carlitos a dirgli: tu sei una pippa e ti devi adeguare.
A parte il fatto che non funziona così, a parte che Sainz non è una pippa, non ha mai funzionato così, una simile impostazione è controproducente.
Mi spiego meglio.
Barrichello andava sempre in pista per battere Schumi. Idem Berger con Senna in McLaren o Webber con Vettel eccetera.
La differenza la fa il campione, non l’ordine di squadra. Leclerc sta davanti a Sainz perché è più forte. Il principio gerarchico viene affermato quando logica e aritmetica ne consigliano l’applicazione. Non prima.
Sei. Tra l’altro, Carletto è il primo a sapere che se ha una chance iridata passa per Sainz! A meno di non credere che Leclerc le vinca tutte (magari!), ecco, gli sarà indispensabile uno spagnolo in grado di portare via punti a Verstappen. Chissà se tutti gli idioti che hanno festeggiato l’arrosto di motore sull’auto di Sainz in Austria se ne sono resi conto.
Ne dubito, ma in ogni caso…
“Se non mi capite l’imbecille sono io”.
Buon week end.