Schumi 50.
Mandando un augurio di pronta guarigione al cloggaro Zio Pefo, mi fa piacere riportare qui sotto la conversazione che ho avuto con l’amico Mauro Forghieri, così come pubblicata sui miei giornali Carlino/Nazione/Giorno.
È una riflessione sui record del Campionissimo e su chi potrebbe presto batterli.
DIALOGO CON FORGHIERI
“Non ampi paragoni fra campioni di epoche diverse ma sicuramente Schumi è uno dei più grandi di sempre. Persino al di là dei numeri…”
Michael Schumacher taglia oggi il traguardo dei 50 anni, nel silenzio di una convalescenza infinita. Mauro Forghieri, l’uomo che ha cambiato la dell’automobilismo del Novecento, braccio destro del Drake di Maranello, ricorda bene il sette volte iridato di F1.
“L’ho visto arrivare nel Circo quando mi occupavo dei motori Lamborghini per i Gran Premi -sospira l’ingegnere- Era il 1991, sembra ieri…”
Fu subito chiaro che aveva qualcosa in più dei colleghi?
“Vede, io sono convinto di una cosa: Schumi ha perfezionato con il suo talento la rivoluzione avviata da Niki Lauda e da Ayrton Senna”.
In che senso?
“L’austriaco e il brasiliano, fra gli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta, introdussero il concetto del pilota totale. Erano attentissimi alla forma fisica, con Niki e Ayrton finisce l’era del driver sciupa femmine, nottambulo e dotato solo, si fa per dire, di coraggio estremo. In più, Lauda e Senna esaltano il valore aggiunto della competenza tecnica. Schumi li imita e li supera”.
Era più forte?
“Questo non possiamo saperlo, perché la tecnologia cambia rapidamente e le macchine sono sempre diverse. Ma il tedesco è bravissimo ad adattarsi ai mutamenti, senza mai diventare prigioniero della vettura”.
Ci metteva del suo, insomma.
“Sempre! Anzi, se uno guarda la sua carriera si stupisce non per le tante vittorie, bensì per i risultati che ha ottenuto quando non disponeva della monoposto più veloce”.
Sette titoli mondiali, 91 Gran Premi vinti: sembravano record inavvicinabili, eppure ormai Lewis Hamilton sta per raggiungerlo.
“La classe di Hamilton è fuori discussione. Si sta dimostrando il migliore tra i suoi contemporanei”.
Quindi sarà lui a demolire i primati dell’ex ferrarista?
“Beh, paradossalmente dipende dalla Ferrari, l’azienda cui Schumacher ha donato una nuova giovinezza con i suoi successi. Se a Maranello danno a Vettel e a Leclerc una macchina alla altezza della Mercedes, allora Hamilton dovrà aspettare. Altrimenti, nel giro di due anni i record di Michael crolleranno. Ma lui resterà sempre e comunque inimitabile”.