Sono d’accordo anche io.
È un peccato che i biglietti per Monza siano, come dire, non a buon mercato.
In verità il problema non è nuovo. Spesso, anche in passato, amici carissimi si lamentavano: volevo portare i miei due figli a vedere Hamilton e Alonso, ma dovrei fare un mutuo…
Adesso di mezzo c’è anche il Covid, con le limitazioni agli ingressi che sappiamo.
Naturalmente e non da oggi conosco le difficoltà finanziarie di Monza.
Ma questo 2021, con la sia pure parziale riapertura dei cancelli, andava inteso, secondo me, come occasione per una operazione figlia dell’empatia.
Non sono ipocrita. La Formula Uno, esattamente come il calcio e altre discipline, è un evento ormai squisitamente televisivo. Tanto che Bernie Ecclestone una volta lo disse pure, papale papale: a me frega nulla se gli autodromi sono semivuoti, mica campiamo con i biglietti venduti.
Ma è un cinismo sbagliato. È un autogol. Senza gente vera e viva, qualunque spettacolo subisce una amputazione, smarrisce brandelli di identità.
Io credo che le folle di Silverstone e di Zandvoort abbiano giovato tantissimo alla immagine della Formula Uno.
A Monza non sarà così.
Ed è un peccato.