L’ultima pole Rossa a Montecarlo risale al 2017.
Fu firmata da Kimi Raikkonen (a proposito: la biografia di Hotakainen dedicata a KR7 edita da Minerva è già in ristampa! Grazie a tutti).
Ho già spiegato perché razionalmente non credo possibile una odierna impresa di Leclerc o Sainz.
Al tempo stesso, recentemente mi è capitato di scrivere dei 70 anni di Claudio Baglioni (eh, la F1 occupa da sempre si e no il venti per cento del mio percorso professionale).
“La vita è adesso, il sogno è sempre”.
Ho anche dedicato righe alla scomparsa del carissimo Franco Battiato.
“Spero che ritorni presto l’era del cinghiale bianco”.
E insomma l’ora di qualifiche tra Santa Devota e Mirabeau sarà la più lunga da un sacco di Gran Premi in qua.
È una sensazione ritrovata, al di là del fatto che il pessimismo della ragione sia più forte dell’ottimismo della volontà (questo è Antonio Gramsci, che non era un ingegnere di monoposto).
Una volta a Montecarlo stavo nel crocchio di cronisti attorno a Gianni Agnelli.
Lui, l’Avvocato.
Se ne uscì con una frase che mi colpì molto.
Questa: “L’ora del sabato a Montecarlo è una delle emozioni più intense che lo sport possa regalare”.
E mi viene in mente il giro di Schumi del 1996.
Buon divertimento.