Sono così preso da tante cose! Sto risistemando l’Alfa Stelvio di Bin8, giusto per evitare nuove code sul tratto Reggio Emilia/Maranello.

Dobbiamo capire. C’è qualcosa che ci sta sfuggendo. Il ruotino. I cavetti. L’autoradio.

Mentre ficco le mani nel caos, lascio ad uno dei Cloggari più nobili, Emi Emi, l’analisi sulla griglia 2021 della F1. Sarà, per esoteriche ragioni, zeppa di novità.

EMI EMI SCRIPSIT.

Impressioni di settembre

Proprio come la PFM.
Nell’ultimo giorno di questo mese.
Impressioni di settembre.
Sul 2021 pandemico (o post pandemico) e quel che ne verrà, da questa Formula 1.
A domanda posta dal Nume prontamente rispondo. Anche se onestamente non so quanto in maniera lecita e competente. Per una griglia che va formandosi un tassello dopo l’altro. Seppur qualche casella ancora latiti, alla voce conducente e qualcun’altra non sia del tutto confermata in prospettiva.
Questione di tempo e di dettagli…mi dico.
Come i milioni percepiti in busta paga da Hamilton.
Dettagli appunto.
Cui dar il giusto peso.
Anyway. Cianci la banda e andi come andi.
Dite la vostra. Che io, dico la mia.
Sui possibili temi. Del 2021 che sarà (senza pensare di essere al cinema ehm ehm…)

“LA FERRARI DI CARLITOS.”
Il futuro ci prospetta la Ferrari de “Due Carli”.
Tra Carletto e Carlitos non mettere il ditos. Alè che spagnoleggiamo. Perché giocare con le parole credo sia ancora concesso. Almeno quello (si fa per dire…). Punto primo. Che Sainz possa essere identificato come il futuro Barrichello nella Ferrari a trazione monegasca, credo sia un’idea più che legittima, ammesso la monoposto conceda a Leclerc di essere Leclerc. E non il Piccolo Principe terribile e furioso visto nell’ultimo Gran Premio. Punto secondo. Ne verrebbe altrimenti uno scenario, in cui l’aplomb dello spagnolo potrebbe paventarsi come una carta vincente, permettendo a Sainz di dire la propria più di quanto non sia lecito aspettarsi.
Senza furia espressa da novello “Cauteloso”.
Punto terzo. Perché per chi ha visto correre un certo Alain Prost a me nelle traiettorie che disegna lo ricorda decisamente. Sperando che tra Sochi e Mugello non vi siano altri muri.
Su cui piangere i propri rottami.
“UN CANGURO MANNARO A WOKING”

Il sorriso più bello di tutta la Formula 1.
“ Io doveva venire in Feràri…Poi non so peché no è successo…”
Succede invece, che Daniel Ricciardo approdi a Woking e non a Maranello, quasi a rinverdire l’oceanica radice di quel profondo cambio epistolare tra il fondatore McLaren e il suo mentore australiano: Black Jack Brabham. Che dire. Io per questo australiano di origini siculo-calabresi ho sempre avuto un debole. Va in McLaren a guidare “l’aranciona”, a prendere il posto lasciato libero da Carlitos. Sulla carta e in prospettiva 2021, potenzialmente il connubio Ricciardo-McLaren (specie pensando al motore Mercedes alle sue spalle) lo trovo il più stimolante e interessante per la stagione destinata a venire.
Ovviamente…soldi permettendo.
Mica se ne vedono tanti in giro.
Di canguri mannari così.

“ IL LATO B DI VETTEL ”
Oh ragazzi. Io su Seb sono combattuto. Perché al di là dei nomi altisonanti e dei marchi che ritornano a tutti gli effetti nel mondo delle corse, l’anno prossimo Vettel sarà alla guida ( a tutti gli effetti) di una Mercedes B. Era quello che voleva? Il modo giusto per dimenticare le delusioni Ferrari? Una balia di lusso per Stroll Jr? Meglio un bel ritiro? Spero niente di tutto ciò. O per il tedesco si prospetta una seria progettualità oltre il 2021 o quello che verrà sembra definirsi all’orizzonte come un triste cimitero degli elefanti. Credo nessun pilota meriti di finire la carriera in questo modo.
Dopo quattro mondiali vinti.
Da terzo pilota più vincente di sempre in Formula 1. Anche se in troppi temo lo abbiano rapidamente dimenticato.
Ci dev’essere qualcosa in più di tutto questo, per averlo convinto a rimanere in Formula 1.
Qualcosa, che sia più di un semplice Lato B.
Nel retro di un qualsiasi 45 giri.

“L’ULTIMO TANGO DI FERNANDO.”
Andata e ritorno. Venni, vidi e vici. Fino a un certo punto però. Perché Indianapolis dopo Le Mans ancora, non l’abbiamo portata a casa insieme alla Triple Crown di Graham Hill. Ancora nessuno dopo “Baffo” l’ha più ghermita. Vai col tango prode Fernando. Due anni senza Formula 1. Come già successe in tempi recenti a un certo KR7… da stipendiato Ferrari nel mondo dello sterrato (e si torna a parlar di rally eh?…). Chissà se Alonso mettendosi in futuro alla guida di un’Alpine, abbia pensato anche a una possibile partecipazione al Monte, come successe nel ’73, quando l’Alpine col modello A110 mise la sua bandiera sul Rally di Montecarlo, aggiudicandosi anche il titolo in quella medesima stagione.
Vi è più di qualche semplice premessa per poter immaginare che il 2021 di Alonso non sia semplicemente all’insegna di possibili “Gp2 Engine” ed altri possibili nonché lapidari team radio. La Renault (prossima Alpine) che si appresta a prendere in mano Alonso sembra essere più che una semplice promessa di una valida vettura da prime file. Credo umilmente si tratterà di far prevalere il talento sulla lingua, alla soglia dei 40 anni e di un ultimo ballo in Formula 1 che valga la pena di essere ricordato.
Un solo giro di tango.
Il più bello di tutti.
Non sarebbe male.
Per ricredersi sul carattere.
Del Prode Fernando.

P.S.
Tanto Kimi c’è…
BWOah…
Duri a morire.
PFM permettendo.