Ah, per carità.

Conosco le obiezioni.

Come si fa a prendere sul serio una corsa con motori  che non rombano? E come la mettiamo con le batterie da cambiare e bla bla bla?

Eppure, si fa.

Dirà  il tempo se il futuro della mobilità, competizioni comprese!, sia elettrico. Nell’attesa, ho chiesto a un protagonista del nuovo campionato una sorta di presentazione all’evento.

Il debutto è in Arabia Saudita. L’elettrici nella terra del petrolio. Ma anche nella terra dei mandanti dell’omicidio del mio collega Kashoggi. È sempre vero che pecunia non olet, purtroppo (vedi, anche, prossima Supercoppa di calcio Juve-Milan a Gedda).

Ma ora, la parola a…Electro!

ELECTRO SCRIPSIT.

A tutti i lettori, benvenuti alla guida elettrica per gli automobilisti!
Nel caso non vi foste avvicinati con troppo interesse alle sibilanti corse nelle ultime quattro stagioni, eccovi un veloce riassunto per arrivare pronti al prossimo sabato da orfani invernali della Formula 1.

A tutti voi dico: non preoccupatevi, non mancheranno le vecchie conoscenze pronte a farvi sentire subito a casa. Ma partiamo dalle basi: il campionato di Formula E si prepara alla sua quinta stagione confermando la propria vocazione di serie full-electric e mantenendo intatta la volontà di stare alla larga dai circuiti classici. L’intento degli organizzatori, in comune accordo con la FIA di Jean Todt, è infatti ben chiaro: lo sport in questione dovrà essere il portabandiera di una rivoluzione culturale a quattro ruote che passa necessariamente dall’elettrico. E non è dunque un caso che la stagione scatterà proprio dall’Arabia Saudita, terra storicamente associata al petrolio e ben attenta al futuro che avanza.

Ed ecco dunque che le strade cittadine, le stesse in cui ogni giorno imprechiamo nel traffico, diventeranno il teatro di folli corse oltre i 200 all’ora. Primo avviso ai naviganti a proposito di tracciati cittadini: si, le strade del principato saranno parte integrante del campionato, con la controparte ibrida che sfreccerà sulla Rascasse a sole due settimane di distanza!

A proposito di Montecarlo, come non citare un suo abitante che rappresenterà una delle più grandi novità della Stagione 5 che scatterà questo weekend: al volante della monegasca Venturi ritroveremo infatti il nostro Felipe Massa, che dopo quasi un decennio a Maranello (e dopo aver fatto da badante a Stroll) è pronto al ritorno in monoposto.
Sia ben chiaro che l’arrivo di un ex pilota di Formula 1 non rappresenta una novità assoluta per la serie elettrica, anzi. A dirla tutta, i primi quattro campioni del mondo della categoria sono tutti reduci dalla massima categoria a quattro ruote: nell’ordine Nelson Piquet Jr. (proprio lui, quello del crash-gate!), Sebastian Buemi, Lucas Di Grassi e Jean-Eric Vergne.
E proprio sul livello dei piloti si pone un altro grande tema. C’è chi dice maliziosamente che si tratti soltanto di piloti che non ce l’hanno fatta in F1, che tentano di riciclarsi altrove per rifarsi un nome. D’altro canto, sono ben note le rigide regole del Circus e di chi lo governa, e conoscendo le logiche di un certo Helmut Marko fa specie vedere due ex Toro Rosso nella lista dei campioni elettrici. Per dire, e mi riferisco a tutti i tifosi del Cavallino che ad inizio anno speravano nell’arrivo di Ricciardo, guardate che ai tempi Vergne non andava mica più lento dell’australiano sulla monoposto di Faenza…

Fatto sta che ai reduci in questione si uniranno quest’anno, oltre al già citato Massa, anche Pascal Wehrlein (scaricato da Mercedes dopo un anno di parcheggio in DTM) e Stoffel Vandoorne (al contrario, scaricato da McLaren e subito ingaggiato dalla HWA, la scuderia che aprirà la strada alla Mercedes per la Stagione 6). A voi giudicare se il parterre sia sufficiente o meno per stimolare un certo interesse.

Altro tema chiave: ma queste monoposto di Formula E, elemento standard della categoria, vanno forte o no? Da appassionati di automobilismo, non possiamo che guardare con interesse alla nuova monoposto, la cosiddetta Gen2 (o Batmobile, per via delle sue riconoscibili e futuristiche forme). La vettura in questione permetterà (finalmente!) ai piloti di non dover cambiare macchina a metà gara, grazie ad una batteria McLaren (!) più grande e ad una durata della corsa leggermente ridotta (si correrà su 45 minuti più un giro).

Vero fiore all’occhiello della categoria sono però le scuderie impegnate. Come ben sappiamo, a causa del futuro verde dell’automobile, i grandi marchi hanno puntato sulla Formula E come veicolo di promozione e come laboratorio unico di sviluppo di tecnologie da riversare su strada. Con una Formula 1 ferma ai soliti quattro costruttori da ormai un decennio, la giovane cugina elettrica risponde con Audi, BMW, DS, Jaguar, Mahindra (un po’ la Force India de noantri), Nissan, NIO (la Cina è vicina, occhio!). Insomma ce n’è per tutti i gusti, con Mercedes e Porsche che completeranno il quadro tra 12 mesi, nell’attesa di una rappresentanza tricolore che, ahinoi, ancora latita.

Immaginandovi ora fremere davanti al desiderio di vedere una elettrizzante corsa, cos’altro potete fare nell’attesa? Ma ovviamente riscaldare i pollici, che prima del telecomando potranno dedicarsi alle tastiere degli smartphone per il fantomatico Fanboost. Se siete sopravvissuti al KERS e al DRS, preparatevi ora a votare sui social per il vostro pilota preferito: i 5 piloti su 22 che riceveranno il maggior numero di preferenze potranno utilizzare, nella seconda metà di gara, un surplus di potenza di soli 5 secondi per azzardare qualche impossibile sorpasso.
Ma non è tutto, reggetevi forte, e mi riferisco soprattutto ai fan di Super Mario Kart. A debuttare tra i deserti d’Arabia ci sarà anche la Attack Mode, nuova diavoleria pensata per sopperire alla mancanza di adrenalina data dalla rimozione dei pit-stop. Come funziona? In soldoni, ci sarà una curva del circuito in cui il pilota potrà scegliere di prendere una traiettoria alternativa e sfavorevole, ricevendo in cambio un turbo che gli permetterà di sverniciare i rivali nel dritto successivo. La curiosità nel vederla in azione non mancherà, le polemiche dei puristi nemmeno.

Last but not least, un pronostico? Semplicemente impossibile. La Stagione 4 si è chiusa con Audi in grande spolvero, ma l’arrivo delle nuove monoposto ha portato BMW al top nei test prestagionali. Avrà una chance Vergne di bissare il titolo o sarà la new-entry Massa a spuntarla al debutto? Tutte domande da rivedere a metà luglio, quando il campionato si concluderà tra i grattacieli di Brooklyn. Electro vi augura un elettrizzante fine settimana!