Talvolta mi fa piacere ospitare…in vetrina le vostre opinioni.

Il malessere Ferrari ha fatto scivolare in secondo piano l’imminente arrivo a Maranello di Carlos Sainz.

Ecco cosa ne pensa l’amico Barone Rosso.

RED BARON SCRIPSIT.

 

CHARLES, CARLOS E CARLITOS

Non vi sono dubbi, parafrasando un noto spot, che il 2020 della Ferrari rappresenti una solida realtà.
Molto, molto solida.
Va da sé che porsi certe domande alla luce della situazione attuale sia un esercizio inutile.
Eppure, lo confesso, tremendamente divertente.
Non ho ancora capito la reale natura dell’operazione Sainz jr. : a Maranello cercano l’erede di Barrichello o vorrebbero ricreare una situazione simile, per dire, a quella del biennio 2007-2008 con Kimi e Felipe?
A Radio Marca qualche mese fa il figlio d’arte aveva specificato che nel contratto biennale con la scuderia del Cavallino Rampante « c’è scritto che la squadra viene prima del pilota ma non prevede nulla a proposito di seconda guida ».
Mentre suggerisco ai più giovani di andare a cercare su YT la rubrica ‘ipse dixit’ all’interno del cult ‘Mai dire gol’, avventuriamoci nel campo minato delle ipotesi.

A) contratto alla pari, dopo le prime 5-6 gare sarà la classifica a determinare gli ordini di scuderia;
B) contratto da seconda guida con licenza di vincere (vedi Irvine 1999);
C) contratto da seconda guida con divieto di vincere (vedi sempre Irvine 1999);
D) contratto senza specifiche se da prima o seconda guida ma con licenza di uccidere.

A naso scarterei subito l’opzione A per una questione di ingaggi vagamente differenti per importi e durata, sospetto inoltre che esistano clausole ferree tatuate direttamente sulla pelle di Carlos.
Senza trascurare che sarebbe imperdonabilmente pericoloso per le coronarie di Carlo Fucsia Vanzini anche solo immaginare il ‘Predestinato’ sfidato dal fuoco amico.

La D più che un’opzione è un lapsus per cui escludiamola: il giovane Sainz guiderà una Ferrari, mica una Aston Martin!

La verità a mio avviso sta tra l’opzione B e l’opzione C.
E qui mi torna in mente un film uscito a fine 1993, un capolavoro firmato Brian De Palma con l’inarrivabile Al Pacino nei panni del protagonista: Carlito’s way.
Cosa passa realmente per la testa di Carlos jr?
Occhio perché, aldilà dell’aspetto rassicurante per ogni madre, il ragazzo è un tipo piuttosto determinato.
Non inganni il cognome: si è fatto senza sconti tutta la sua brava gavetta tra kart, Formula Bmw, Formula Renault, Formula 3 etc etc e quando è arrivato in Formula 1 nel 2015 insieme a Verstappen addirittura se l’è giocata alla pari nelle prime gare.
Ha perso il confronto in termini numerici a fine stagione eppure l’ha retto.
E l’ha retto egregiamente sia con Hulkenberg in Renault sia con lo scalpitante Norris in McLaren.
Per metterla giù con un termine abusato in questa fase storica, il ragazzo è resiliente.
In altri termini, è un Alonso 2.0 ripulito da certe spigolature.

Secondo me Leclerc ha già intimamente nostalgia di Vettel.