Lasciatemi salutare per l’ultima volta l’ingegner Tommaso Carletti.
Il suo nome dirà poco o niente ai più giovani e non me ne scandalizzo.
Dice invece tanto a quelli della mia generazione.
Carletti, con la sua aria da moschettiere di Dumas,  è stato ai box della Formula Uno con la Ferrari, con la Minardi, con la Fondmetal. Era un tecnico dell’era Forghieri, una epoca in cui le passioni italiane per i motori si rivelavano un inesauribile serbatoio di competenze.
Se non rammento male, Carletti segui’ Patrick Tambay in Renault, quando il francese si congedò da Maranello. E credo abbia anche portato una Fiat Campagnola tra le dune della Dakar.
Mi fa piacere ricordarlo perché noi che abbiamo frequentato il paddock dei Gran Premi alla fine questo siamo: una famiglia allargata, scucita, scassata.
Ma quando sei stato lì, magari per anni!, qualcosa ti rimane dentro.
Forever.
Ciao, Tom.