1. Non ci facciamo mancare niente.
    Di sicuro è stato un Gran Premio strepitosamente emozionante.
    Ma un ferrarista, con due Rosse in prima fila e un terzo e ottavo posto finale, insomma fa come la formica.
    Nel suo piccolo si incazza.
    Ciò premesso, ecco l’analisi del BVZN, il buon vecchio zio nume. Con immediato riconoscimento al valore di Ricciardo, che è stato stellare nelle sue manovre d’attacco.
    Uno. Tutti conoscete la mia ammirazione per il talento Di Verstappen. Confermo. Ma non ha il diritto di correre come un pazzo. In Cina ha distrutto la gara di Vettel, dopo aver minacciato quella di Hamilton. Non esiste. È stata una roba alla Marquez, va mo la’.
    Due. Non esiste nemmeno che dopo una porcata del genere il Baby Fenomeno se la cavi con dieci secondi di penalità.
    Tre. Jean Todt era ieri a Roma per la Formula E. Bravo, mi fa piacere. Ma intervenire sui commissari di gara, magari dandogli la scossa?
    Quarto. Hamilton irriconoscibile per l’intero week end. La cosa incredibile è che esce da Shanghai avendo ridotto il distacco nei confronti di Vettel.
    Quinto. La Mercedes non aveva mai perso tre Gran Premi di seguito in era power unit. È un dato statistico clamoroso.
    Sei. Come abbia potuto Bottas scavalcare Vettel in occasione del pit stop resta ai miei occhi un mistero. Ci sarà una spiegazione di sicuro. Io non l’ho colta, tre secondi senza errori non li perdi. Boh
    Sette. La Ferrari ha visto svanire una grande occasione. I mondiali si vincono anche con i dettagli. E anche si perdono, con i dettagli.
    Otto. Sulla partenza di Vettel. Chi sta al palo ha diritto di traiettoria. Non cambio idea perché ci ha rimesso il mio idolo Kimi. Dopo di che chi ha l’intelligenza la usa, Raikkonen è un grande anche per questo, è il pilota più popolare al mondo anche per questo (eccezioni italiche, s’intende) e alla fine della fiera la Ferrari sul podio era la sua.
    Nove. Alonso ha segnato il gol dell’ex. Contento lui, contenti tutti.
    Dieci. Chissà cosa succede a Baku.