Ogni mattina i pendolari hanno l’occasione di imparare gli uni dagli altri il mestiere di vivere. Mi chiederete perché di sabato mattina mi trovo sul suburbano Lodi-Saronno che prendo nei giorni feriali. Questa volta mi aspetta un’audizione impegnativa. Dovrò cantare, dimostrando di essere una cantante professionista, quando in realtà devo ancora attendere tre mesi per il diploma della Scuola del Musical. Non vi dico che concentrato d’ansia e timore sono. Mentre respiro con fatica, assalita da mille pensieri, sale sul treno un uomo di mezza età. Non è poi tanto diverso da mio padre… Giorgia Mazzi, Lodi

Prosegue la mail della pendolare lodigiana: “Lo osservo per un po’ e vedo che non molla per un attimo il telefono, intrappolato tra la sua testa e la spalla. Ascolto la conversazione con quello che pare un suo amico. ‘Mollo tutto. Vado a Parigi. Cosa sto a fare qua, in Italia?’. La frase mi lascia un po’ di stucco. ‘Sì, sì, mi sono fatto tradurre il curriculum. Non so dir nulla in francese’. Rimango ancora più basita. Ma dove trova il coraggio? ‘Sempre se tutto andrà bene’. Glielo auguro. Mi fermo per un momento. Forse quell’uomo, anche con un po’ di incoscienza, sta facendo la scelta giusta. Vorrei poterlo abbracciare: magari ha una moglie, ma è solo e da solo raccoglie le forze per questo viaggio. L’audizione che mi aspetta non fa più così paura. Di certo, non tanta quanto prima”. Il “mestiere di vivere”. Un mestiere difficile, tremendamente impegnativo, che in certi periodi si è costretti a esercitare anche tutti i giorni. Che piaccia o no. Giorgia, giovane, giovanissima, stava per sostenere una prova nella quale confluivano anni di studio, sogni, aspirazioni, ambizioni. Una scelta di vita, proiettata vero il futuro. Quel sabato mattina, in treno, mentre combatteva contro la sua ansia, ha incontrato il signore sconosciuto e ha ascoltato le sue parole. Un uomo non più giovane, tanto che a Giorgia ha ricordato la figura paterna. Appeso al telefonino, inquieto ma deciso, si preparava a una scelta pesante, vorremmo dire drammatica: cambiare lavoro, città, paese. Cambiare radicalmente la propria vita. Ricominciare. Ripartire da zero. Capiamo Giorgia quando scrive che da quell’incontro è uscita rinfrancata, che la prova che stava per sostenere le incuteva un po’ meno paura. Tutto questo senza avere scambiato una sola parola con quel signore che non conosceva e che non rivedrà più. Il treno può essere anche una scuola di vita. Fatta di episodi casuali, come quello che la nostr corrispondente ha colto nel suo significato più vero e importante. Sarà forse vero che gli esami non finiscono mai, ma è importante che almeno inizino. In fondo, essere sotto esame, significa anche vivere la vita e non subirla. A proposito, cara Giorgia, com’è andata l’audizione da cantante professionista? gabrielemoroni51@gmail.com