Sono pendolare da poco più di cinque anni e ho visto di tutto, treni in ritardo, cancellati, strapieni e sì, certe volte anche in orario e vivibili. Ho preso il treno per lavoro e per svago, sotto la pioggia e sotto il sole, in compagnia e da sola. Per come è impostata la mia vita, prendere il treno è indispensabile. E penso che così dovrebbe essere in futuro … energia pulita, meno incidenti sulle strade, connessioni facili e veloci, possibilità di leggere un libro o fare ricerche sul cellulare, ripassare prima di un esame. Una facilitazione per le persone che quando si svegliano hanno davanti una giornata di lavoro e di impegni familiari. Silvia Marinello, Parabiago (Milano)

Quella di Silvia Marinello è una mail importante perché racchiude, insieme, l’elemento della critica, quello del consenso e l’elemento propositivo. “Cadere nella polemica come questa è facilissimo: ritardi, cancellazioni, servizio inadeguato, persone innervosite e certe volte vere e proprie perdite di controllo. È tutto vero e io sono testimone di queste situazioni ogni giorno. Ogni giorno prendo quattro treni per arrivare nella zona di Milano dove lavoro e assicuro che le volte in cui arrivo in orario, senza perdite di coincidenze, senza essere costretta a stare in piedi in condizioni precarie, stretta tra centinaia di persone, sono prossime allo zero. Ma la vedo anche in un altro modo. Il treno mi permette di andare al lavoro ogni giorno. Il Passante della linea Varese-Milano mi permette di fare le mie scelte professionali e personali in relativa autonomia, lo sviluppo delle rete ferroviaria di questi anni, secondo il mio parere, è stato indubbiamente positivo e comodo per migliaia di persone. Senza contare che ci sono tante possibilità di miglioramento: quanto sarebbe comodo allungare la metropolitana, per esempio? Ciò non toglie che ci sono troppi disagi da sopportare per persone che hanno già i loro problemi quotidiani e le loro difficoltà”. Silvia traccia allora il profilo ideale del pendolare, le caratteristiche e le credenziali che dovrebbe possedere il viaggitore di Trenord. “Orario flessibile e pazienza: i treni non possono arrivare sempre in orario. Nessuna scadenza lavorativa: hai visto mai che c’è uno sciopero … Pazienza: sapere aspettare è un pregio. Disponibilità e frequenti contatti interpersonali: con tutte le persone che prendono il treno, non si può pensare che ci sia spazio per tutti. Resistenza ai fattori climatici avversi. Flessibilità personale: sapersi ingegnare sarà considerato un fattore preferenziale. Supporto familiare: madri, padri, figli, che supportino i viaggiatori nei momenti di necessità sono indispensabili. Naturalmente i requisiti di cui sopra si applicano anche a loro”. Può esistere un personale come quello ipotizzato dalla nostra lettrice, paziente, disponibile, duttile, ingegnoso e tante altre cose ancora, oppure è una bella utopia? Attendiamo pareri. gabrielemoroni51@gmail.com